Ho passato una bella giornata di ferragosto, questa mattina ho chiuso una piccola consulenza con l’affiancamento di un probabile quindicesimo per l’incontro che sosterremo a breve.

Alle 12, mi sono caricato mamma, zia e moglie per un pranzo in riva al mare.

Di solito, in questo ristorante di pesce, per pranzare nel giorno di ferragosto, hai molte più probabilità di vincere la lotteria del sei gennaio.

Telefonare costa poco o nulla, male che vada, ti dicono che non c’è posto.

Chiamo lo stesso, al massimo prendo un altro no e mi rafforzo. (Bellissima questa frase, devo ricordarmi di ricopiarla da qualche parte per non dimenticarla).

Rimango stupefatto: “Certo, venga pure, c’è tutto il posto che vuole”.

A primo avviso, credo che mi abbiano preso un po’ per il culo, quel ristorantino negli ultimi dieci 15 agosto, è sempre stato il tutto esaurito, è in una famosa località turistica.

Vado lo stesso dopo aver caricato la vecchia zia, recentemente operata alle ginocchia e reduce da due mesi di ospedale e mia mamma, costretta a passare le sue giornate con la bombola d’ossigeno per via di una serie di magagne accumulate nel tempo.

Mi sento un pochino uno di quegli addetti al reparto geriatria dell’ospedale, però andare a pranzo con mamma e zia mi diverte molto, mi raccontano delle migliaia di marachelle che combinavo da piccolo.

Arrivato al ristorante, la prima cosa che noto è il parcheggio, completamente vuoto, se non fosse per due macchine.

- Ecco, sarà il giorno di chiusura?

Entro comunque e se mi hanno fatto andare per nulla, mi sentono!

Non è così, il ristorante è desolatamente vuoto, la gestione è sempre la stessa, non sono a conoscenza di nessun morto per via del menù negli ultimi tempi.

- Come mai? Avete sempre lavorato bene…

- La crisi.

In realtà, quel posto è in prossimità di un porto turistico e le recenti manovre del governo a favore dei possessori di barche è stato il culmine di una azione stupida.

La tassazione è aumentata a dismisura e chi ormeggiava una barca in quei paraggi, per forza di cose, si è spostato nella vicina Croazia spendendo qualche spicciolo per lo stesso servizio.

L’economia locale, ovviamente, ha preso enorme giovamento da questa azione, come potremmo dire dello Stato che non incassa il becco di un quattrino.

La crisi si sta facendo sentire veramente, anche se in giro, ci sono ancora dei negazionisti.

Intendiamoci, non è che quel ristorante è vuoto e tanti altri sono pieni, in questo periodo funzionano solo ristoranti di basso profilo, a menù fisso, dove l’acquirente sta attento a quelloche respira e credo anche a quello che mangia.

Non solo perché mancano soldi, ma anche perché, chi ha possibilità di spendere ha paura di farlo.

Mi spiego in parole ricche: Chi ha possibilità di spesa, cerca di limitarsi il più possibile per paura di una verifica fiscale.

Ecco crollare le vendite di macchine di grossa cilindrata, ecco crollare la vendita di abbigliamento firmato, ecco crollare tutta una serie di atteggiamenti tendenti al lusso.

Anche chi fuma, si indirizza verso sigarette a minor costo.

Possiamo dire che è iniziata una caccia al ricco?

Lasciamo perdere il motivo del commento, potrebbe anche essere giusto incazzarsi per via delle pensioni troppo onerose per alcuni personaggi.

Mi riferisco piuttosto al sito dove ho letto queste cose http://www.facebook.com/groups/dividiitalia/, dovrebbe essere un forum di discussione sulle problematiche scaturite dall’azione delle esattorie.

Invece?

Invece viene tramutato in un momento di caccia al ricco, il tutto dettato dall’invidia e dalla ridistribuzione al popolo della ricchezza ingiustamente accumulata.

Insomma, la mia ricchezza, accumulata con sacrificio e dedizione, giorno dopo giorno, anno dopo anno, col sudore della mia fronte, dovrebbe essere ridistribuita al popolo.

Guarda che non mi riferisco al commento dello sfigato che ho pubblicato ad esempio, è chiaro che questo signore ragiona con una logica comunista sul denaro altrui, mi riferisco al chiaro intento generale di instaurare la caccia al ricco in quanto ricco.

Voglio farti una confidenza, anch’io sono comunista e odio ritrovarmi nelle assemblee dove devo discutere con altri comunisti della proprietà comune.

Sono comunista in una cinquantina di condomini, ho quindi delle proprietà in comune con altre persone e so benissimo di cosa sto parlando.

Beh, la mia è una ideologia comunista diversa, comunque credo di averti reso l’idea.

Non voglio limitarmi sulle credenze che la famiglia, se anche tu arrivi da una povera, ci ha inculcato sulla ricchezza o su chi è ricco.

Insomma, quel senso di sporco che la ricchezza o il denaro guadagnato senza tanto sudore o fatica fisica che ha accompagnato buona parte della nostra vita.

I soldi sono la merda del diavolo, ricchezza uguale a schifezza, se è ricco è perché è un ladro, quel ricco pagherà per le proprie colpe.

Poi, tutti quei sensi di colpa inerenti al denaro e al suo possesso, specie se accumulato in modo rapido, specie se facente parte di una quantità superiore a quella posseduta dai nostri cari.

Io, ad esempio, per molto tempo, mi sono vergognato di guadagnare molto di più in un mese di quanto guadagnasse mio padre in un  anno.

Inutile ricordarti che questa situazione, mi ha portato al primo fallimento dove ho perso ogni avere economico ed affettivo.

La giusta punizione per aver accumulato denaro su denaro.

A settembre, con molta probabilità, il PDM Monti, (PDM, sta per pezzo di merda), con molta probabilità siringherà i nostri conti con l’imposta patrimoniale.

Certo, lo farà solo per i patrimoni più cospicui, perché, chi ha un patrimonio più cicciottello sarà li ad attendere quel momento come un pirla.

Ridistribuiremo al popolo, faremo un appello alle forze armate, a quelle dell’ordine, alla guardia di finanza, di cuccare i patrimoni più ricchi e ridistribuire al popolo.

Dai, dobbiamo iniziare la battaglia a favore della ricchezza, quella personale e quella collettiva.

Essere ricchi, possedere ricchezza, contare monete e banconote, è una delle discipline più belle che si possono intraprendere.

Bello, se potessi fare il bagno nelle monete d’oro alla Paperon De Paperoni, non indugerei un attimo.

Viva la ricchezza, sempre.

Max W. Soldini

Creare ricchezza per generazioni