Saldo e Stralcio, difendere la casa ad ogni costo.
on febbraio 13th, 2012 at 03:37Senza la conoscenza, il mio popolo perirà.
Questa frase mi ronza in testa da diverse ore, non sono particolarmente portato per la Bibbia, ma questa frase ronza.
Anche ieri, domenica innevata, ho sostenuto due visite per consulenza debiti.
Nulla di particolare, sai che queste cose si fanno al sabato, alla domenica, la sera dopo cena, nell’orario di pranzo.
Sono i momenti in cui trovi le persone disponibili ad ascoltarti.
La prima visita a Padova per chiudere una proposta irrevocabile di vendita che trasformerò in un preliminare oggi o al massimo domani.
Non ci guadagnerò molto, ma un profittino lo porto a casa, poi, con il metodo del barattolo che spiegherò nel prossimo video, ti faccio vedere come trasformare piccole somme in capitale ingente.
Della seconda visita te ne voglio parlare, non tanto per il denaro che guadagnerò, nemmeno per la tecnica che intendo utilizzare perché siamo a livello di routine.
Voglio raccontarti della famiglia esecutata e della loro casa.
Anche questa consulenza è in provincia di Padova.
Mario e Luisa, marito e moglie, hanno meno di quarant’anni, lei operaia, lui operaio.
Operaio adesso, perché fino allo scorso anno, Mario era un imprenditore di media pezzatura.
Esportava mobili antichi o in legno massiccio in Inghilterra.
Vivono in quella parte della provincia di Padova, esattamente nella zona che va tra Montagnana, Merlara, Este, famosa per via delle centinaia di aziendine deputate alla costruzione artigianale di mobili o altri manufatti in legno.
Piccole aziende artigiane, per lo più a conduzione familiare, dove per far quadrare i conti non si esitava a lavorare alla domenica.
Hai notato che parlo al passato, perché tutto questo oggi non esiste più.
Vero, è triste ammetterlo, ma nel laborioso nord est, dove fino a tre/quattro anni fa trovavi cartelli “cercasi personale”, oggi trovi solo cartelli vendesi capannone.
Anzi per dirla tutta, “vendesi capanone” con una sola enne.
Spero di averti reso l’idea, in questa zona l’economia e crollata, anche se, a mio parere qui l’economia non c’è mai stata.
Non voglio calcare la mano su quella povera gente abituata a lavorare 16 ore al giorno per produrre il reddito necessario a pagare le rate del mutuo del capannone, le rate del leasing dei macchinari, i contributi dei dipendenti unitamente agli stipendi degli stessi.
Voglio solo farti capire il momento drammatico che si vive in queste zone dove non ci sono più nemmeno le osterie perché la gente lavorava e basta.
“Il capannone sarà la mia pensione“, mamma mia, quante volte ho sentito questa frase quando parlavo con qualcuno di questi non imprenditori.
Nessuno si è mai reso conto, per tempo, di quello che stavo accadendo. Acquisti un capannone con la legge Tremonti, ti fanno gli sgravi fiscali, metti su un mutuo di 15 anni, paghi il capannone una cifra perché in quel momento la richiesta è altissima, hai un improvviso calo della domanda e zac, diventi da imprenditore a non imprenditore o prenditore in quel posto.
L’offerta di immobili simili è notevole e i prezzi sono per terra.
Il tuo capannone non vale nulla.
La storia di Mario è simile, se non identica, a quella di molti altri prenditori della zona.
Ha qualche particolare pittoresco in più, ma bene o male siamo lì.
Calo improvviso degli ordini che migrano in Romania, i suoi operai (rumeni) che fanno una vertenza sindacale, cliente inglese che prende una fregatura da un rumeno e non riesce più a pagare.
Dopo un periodo di crisi personale decide di farsi assumere in una fabbrica come operaio.
Almeno apparecchia la tavola.
Mario, ha una casa bellissima, una villa storica come non ricordo di aver visto dalla notte dei tempi.
Scala degna di Hollywood, marmi da mille e una notte, metratura circa 600 metri, soffitti quasi quattro metri.
E’ già all’asta, anzi, sono state esperite tre gare, tutte andate deserte.
La valutazione dell’immobile è di circa settecentomila euro.
La prossima asta partirà da cento ottantamila euro.
Vuoi sapere qua quanto ammonta il debito di Mario?
Poco più di sessantamila euro.
Sta perdendo tutto per una manciata di euro, nessuno è disposto a fargli un prestito, amici e parenti sono nella stessa condizione, chi ha il capannone all’asta, chi la casa.
Il problema di Mario è che non vuole vendere la casa.
Io gli ho fatto una proposta onorevole per chiudere la faccenda, ma lui non ci sente da quell’orecchio.
“Mario, tra pochi giorni ci sarà il prossimo esperimento e se qualcuno compra tu sei fuori”.
“Non voglio perdere la casa, è stata della mia famiglia nelle ultime quattro generazioni”.
Ho prospettato un’altra soluzione, ma non sarà conveniente per Mario e la sua famiglia, penso sarà solo un modo per posticipare la perdita del bene.
Adesso Mario è un operaio e avrebbe necessità di un mutuo con una rata di circa settecento euro per riprendersi la casa, quasi un salario.
Dovrebbe anche considerare i costi di gestione di un immobile del genere, riscaldamento in primo luogo.
Insomma, quando le cose girano puoi anche mantenere questo tipo di costruzioni, ma se non ne hai, è meglio che lasci perdere.
Nulla da fare, Mario, vuole la sua casa e non è disposto a cederla.
Piccolo prenditore orgoglioso del nord est vero e autentico.
Prenditore doc.
Domani prendo appuntamento con l’avvocato della banca, faccio un salto in Equitalia, metto mani nel fascicolo in cancelleria del tribunale.
Si prospetta l’affare, ma questa volta non sono contento.
Dai, è lunedì, fai che questo giorno sia il primo della tua nuova vita.
Max W. Soldini
Posso farti diventare ricco.







possofartidiventarericco

Max,
Per essere uno che fa lavorare i soldi ti alzi prestino,
Così non rischi di tornare nella corsa del topo?
Scherzo, buongiorno e buon profitto….
Fai un lavoro che ti piace e non lavorerai un solo altro giorno della tua vita.
Sante parole magari potessi farlo io un lavoro che mi piace invece,,,,,,,
Voglio davvero che sia il primo giorno della mia nuova vita,lo voglio da diverso tempo…Anche perchè oggi è il mio compleanno,compio 29 anni e sarebbe il regalo piú bello che mi sia mai fatto fino ad oggi!! Tu puoi essermi d’aiuto Max?
Conta pure su di me.
Auguri per il tuo compleanno.
Max, davvero…io ci credo che posso contare su di te!!! in questo blog c’è sempre qualcosa che “non mi torna ai conti” (nell’accezione positiva del termine) ed è per questo che ci resto incollato e lo seguo con tanta foga di sapere..
Grazie per gli auguri…certo sarebbe un bel regalo ricevere il “video del dono” proprio oggi, ma se per una migliore riuscita c’è da attendere, ioaspetto con fiducia !!!
grande tarantino doc auguri…
Grazie Dinooo !!!!
Buon compleanno Massimiliano!
grazie mille Sebastiano !!
Auguri anche da parte mia buon compleanno
Auguri Massimiliano
Tanti Auguri Massimiliano!
Auguroni
Ciao Massimiliano,
auguri anche da parte mia anche se non abbiamo il piacere di conoscerci.
Magari sarà per un prossimo futuro.
Certo che 29 sono proprio pochini per chi ne ha molti di più come noi, che dici Max?
Ogni stagione ha i suoi frutti.
Hai proprio ragione,
chi più chi meno, anche noi abbiamo ancora qualcosa da dire.
Bella la casetta del tuo articolo.
Tanti auguri Massi
grazie di cuore a tutti per gli auguri !!
Max speriamo a un lieto fine (almeno al male minore).
Bisogna saper capire quando è il momento di mollare se una cosa non è più nelle nostre possibilità, ricominciare e non commettere più gli stessi errori ciao….
Purtroppo per questa famiglia l’epilogo non sarà felice.
Avrebbero perso la casa con qualche banconota in tasca, invece prenderanno un impegno che non ha nulla di diverso dal rifare un mutuo che non potranno sostenere.
Gli fai rateizzare il debito, Max?
Capisco che perdere la casa sia estremamente doloroso, qualcuno lo può considerare quasi un disonore, ma se c’è una soluzione migliore del perderla e basta, penso sia il caso di aprirlo quell’orecchio…
ciao Max,
oggi e domani sarà ancora vecchia vita..
m’interessa questa tua pratica..
anche perchè presumo ce ne siano molti come questo..
ma com’è che prendi appunt. con l’avvocato della banca e vai in Equitalia prima ancora di vedere i fascicoli in cancelleria??
Infinite Grazie
Hai ragione, dovrei vedere i fascicoli in cancelleria se utilizzassi il metodo che comunemente adottano tutti.
Sono un investitore sofisticato, ricordi?
Molte informazioni le acquisisco stando alla scrivania e nel video corso che arriverà ai partecipanti al giorno del dono spiego come faccio.
come non ricordarlo..
(beh.. credo la sostanza si veda dalla perizia..)
cmq ho partecipato!!
vediamo!!
1000 Grazie
Ciao Max, da qualche parte avevi fatto riferimento al come guardare le perizie quando il nome dell’esecutato è cancellato da un segno di penarello. Bisogna cioè guardarle in controluce.
Questa cosa me la sono sognata, oppure è vera?
Sì l’ha detto nel video di presentazione al saldo e stralcio
Se hai materialmente la perizia in mano sì.
Nel video che consegneremo a giorni ti faremo vedere anche altri metodi e come partire dal dato catastale.
dimenticavo…..grazie
Quindi gli rimangono 60K€ da pagare ed un valore d’asta a 180K€. Pensi che la casa non partirà all’asta a quel prezzo?e tu stralci a molto meno? Veramente il prezzo si fa sull’assegno dal notaio.
caduta di prezzo spaventosa…….mi da i brividi
senti portami a fare un giro in macchina un giorno, e se puoi non rompermi con il giorno del dono io non c’ero ed ho i maroni
comunque sei forte
sai che i cinesi sono affamati di beni storici di questo tipo? perché
La proposta irrevocabile di acquisto ( art. 1329 codice civile ).
Atto rilevante da ponderare attentamente!
È indiscutibile che la Proposta di acquisto, sottoscritta “per accettazione” determini il sorgere di precisi obblighi contrattuali non revocabili pena la perdita del deposito cauzionale ed il pagamento all’agente della mediazione;
Lo svantaggiato è innanzitutto il proponente l’acquisto.
Le “proposte irrevocabili acquisto” ( più avanti P.d.A ), correntemente utilizzate , sono carenti di una serie di pattuizioni che rinviate a discussione nel successivo “preliminare” possono generare liti;
Il proponente non ricava alcun beneficio dalla sua presentazione, anzi si espone anzitempo e unilateralmente; gli unici a trarne vantaggio sono il mediatore che, verificandosi l’accettazione, in forza di un contratto perfetto ( vedi art.1325 -1326 ) è in grado di dimostrare la conclusione dell’affare e la maturazione del suo diritto alla provvigione, e l’aspirante venditore che beneficia di una piccola asta al rialzo.
Per evitare inutili rischi e prevenire litigi, è opportuno che solo dopo aver preso visione della documentazione della casa e dopo aver esperito gli altri importanti preventivi controlli, l’aspirante acquirente proceda direttamente alla stipula di una “promessa bilaterale di compravendita” ben formulata con l’aiuto di un professionista di parte .
Se proprio desiderasse presentare la P.d.A, lo dovrebbe fare almeno dopo aver visionato la documentazione più importante (es. atto di provenienza, planimetrie, licenza edilizia, visura ipotecaria, visura a ufficio protesti, visura a registro imprese ) e prevedendo subito TUTTE le condizioni per le quali è disposto ad obbligarsi.
- Esempio n.1:-Dopo l’accettazione della P.d.A, il proponente già contrattualmente coobbligato, scopre che poco prima sono state deliberate ( e taciute ) spese condominiali straordinarie di rilevante entità ( sostituzione caldaia , rifacimento tetto e facciate, rimozione amianto/eternit ), che i lavori e pagamenti cadranno a cavallo del rogito. Si aprirà sicuramente una questione spinosa: a chi tocca pagare le rate condominiali Parliamo di … che si fa visto che una parte vorrà addossare integralmente la spesa all’altra Parliamo di … Una lite, un costoso arbitrato Parliamo di … ( la giurisprudenza, incerta e contraddittoria certo non aiuta )
- Esempio n.2 – E se per inesperienza, non avendo piena contezza della rilevanza giuridica, all’atto della sottoscrizione della PdA ( poi accettata ), avesse solo accennato, ma dimenticato di subordinare in maniera scritta la validità alla NON PROVENIENZA del bene da successione o donazione
Parliamo di …
In primis, (se non vorrà perdere il deposito cauzionale e pagare la mediazione ) si troverà obbligato ad acquistare un bene di insicura provenienza e circolazione.
E ciò malgrado, la Banca potrebbe negare l’erogazione del mutuo necessario per pagare la casa e pertanto gioco-forza si ritroverebbe inadempiente conseguendo comunque la perdita del deposito ed il pagamento della mediazione.
- Esempio n.3 – Dopo l’accettazione della PdA, le parti già vicendevolmente obbligate, rilevano la mancanza delle certificazioni utili od obbligatorie (es. certificazione energetica ).
Chi paga la salata parcella del professionista che dovrà predisporla Parliamo di …
E se, a P.d.A accettata, il malcapitato accortosi che altri fatti per lui rilevanti sono stati tralasciati o non corrispondono alle originarie rassicurazioni verbali, decide di rinunciare a proseguire nell’affare, chi lo rimborserà dell’acconto che sicuramente perderà Parliamo di …
Chi si opporrà alle pretese del mediatore, che maturato il diritto alla provvigione avendo portato le parti alla conclusione dell’affare, non vorrà sentire ragioni Parliamo di …
Pare evidente l’opportunità di chiarire ogni aspetto prima di contrarre qualsiasi obbligazione, a maggior ragione se unilaterale.
La indicazione nella P.d.A di tutte le condizioni poste su tutti gli aspetti rilevanti metterà il proponente al riparo da sorprese e nella condizione preventiva di contrattare alla pari.
L’utilizzo di formulari scarni e incompleti facilmente determina problemi non da poco e tali da togliere la tranquillità a quanti “allo sbaraglio ma in buona fede” si avvicinano al mercato immobiliare investendovi risparmi di una vita.
I siti delle associazioni dei consumatori, i blog del settore, sono zeppi di casi capitati a giovani e/o inesperti che solo troppo tardi capiscono in che guaio si sono cacciati.
Pare sicuramente auspicabile che Associazioni Consumatori, Camere di Commercio, Agenzie immobiliari, Imprese e quant’altri attori del settore, adottino e propongano modelli di P.d.A. complete così che ogni problematica emerga prima dell’assunzione di un gravoso impegno unilaterale (tale è la proposta di acquisto fino a che non venga accettata) e prima dell’accettazione.
In tal maniera anche l’aspirante venditore valuterà compiutamente e sarà conseguentemente tenuto a negoziare preventivamente le condizioni proposte. Così si potrà evitare inutili contenziosi e garantire ordinata continuità e serietà dell’ affare.
E’ rilevante che il proponente sappia che la “proposta di acquisto” non è ( come spesso viene millantata ) una “ semplice prenotazione” né serve a “ bloccare l’affare “ visto che la proprietà per un certo tempo è libera di confermare o disattenderla.
Il proprietario di un immobile appetibile, come detto, potrebbe addirittura innescare un’asta al rialzo e accettare solo la proposta migliore respingendo le altre, senza conseguenza alcuna.
Né si obietti che il proponente ha la possibilità di recedere prima dell’accettazione ;
Taluni ( esempio alcune Camere di Commercio ) sostengono che il proponente può recedere entro 4 giorni dalla presentazione della proposta ( seppure irrevocabile ) a meno che non si sia già verificata l’accettazione dell’aspirante venditore.
Tale “tutela” pare di facile aggiramento: se il proponente comunicasse tale volontà gli verrebbe immediatamente obiettata l’impossibilità del recesso in quanto “poco prima” la proposta è stata accettata.
Insomma nella realtà è una garanzia inconsistente salvo che il proponente non preveda nella proposta la facoltà di recesso e che questa, o l’accettazione, debbano formalizzarsi con un fax, una e-mail che indicano in maniera certa, data, ora, minuto.
La “proposta di acquisto” per il fine che intenderebbe perseguire, neppure dovrebbe chiamarsi così, e neppure richiamare termini come “compratore” o “venditore” , che potrebbero indurre a ritenere che con la accettazione esplicita sia già perfezionato un contratto di compravendita ; Infatti un contratto (anche di compravendita immobiliare) è concluso ( seppure vincoli solo le parti fino alla trascrizione a cura del Giudice o a cura del Notaio rogante) se redatto in forma scritta ex art. 1350 codice civile, se contiene i requisiti essenziali ex art. 1325 c.c., “nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte “ ( ex art. 1326 c.c. ), caratteristiche che si riscontrano tutte nella “proposta irrevocabile di acquisto accettata”.
Per convincere gli scettici basti pensare a quanto avviene comunemente in ambito imprenditoriale/aziendale. In quella sede è norma che il cliente, dopo articolata e completa negoziazione su ogni aspetto, “proponga di acquistare irrevocabilmente” un certo macchinario fabbricato appositamente negli USA.
Il fornitore ritorna firmata “per accettazione” la P.d.A. Tanto basta per concludere un contratto di compravendita A nessuno in ambito aziendale passerebbe per la testa di far seguire alla “proposta di acquisto accettata ” che come visto è già compravendita , un preliminare (alias, compromesso) e poi di nuovo un successivo contratto di compravendita ( alias rogito )
Come già scritto lo scambio di volontà della “proposta di acquisto accettata”, ( salva l’interpretazione contorta di chi a tutti i costi lo vuol far passare comunque derogando logica e diritto, come “ un preliminare del preliminare ” ) determina il nascere di un contratto di compravendita perfetto ex art. 1325 c.c. e 1326 c.c., che pure dovrà essere rifuso nell’ atto notarile per ottenere trascrizione e pubblicità ;
Tanto è che, nell’ipotesi che dopo l’accettazione una delle parti non volesse addivenire alla esecuzione e trascrizione dell’atto notarile, la parte che ne avesse interesse potrebbe pretendere e ottenere la trascrizione d’imperio dal Giudice adito.
( vedi in appendice, punto 1-2-3-4 )
E seppure “ L’ Acquirente” o “ Il Venditore” lasciassero sottintendere, contraddicendosi rispetto ai termini utilizzati, di voler perfezionare tutti gli accordi in un successivo atto preliminare , rimarrebbe “ il tarlo”, “ l’equivoco” ingenerato da quelle dizioni improprie .
Se correttamente formulata, seppur sconsigliata , la c.d. “ proposta irrevocabile di acquisto ” dovrebbe più propriamente chiamarsi “ preliminare del preliminare “ e il proponente non dovrebbe proporre “ di acquistare” né il venditore accettare di “ vendere ” ma il proponente dovrebbe promettere di eseguire dopo tot giorni dall’accettazione, “ una promessa bilaterale di compravendita ”, detta comunemente “ preliminare ”, contratto prodromico alla esecuzione del successivo rogito notarile.
Conclusioni: la c.d. “ proposta irrevocabile di acquisto ” comunemente riscontrabile nei formulari e nei siti web è giuridicamente pericolosa ; come visto, se accettata, può determinare la nascita di un vero e proprio contratto di compravendita con il rischio che l’interessato richieda alla Magistratura la trascrizione giudiziale e con conseguenze fiscali dirompenti.
Può essere causa di successivi conflitti visto che impegna le parti solo su pochi aspetti salienti rinviando la discussione di altri non meno rilevanti, al successivo “preliminare”, sede nella quale non è detto che le parti addivengano ad un accordo.
E’ atto “ opprimente ” per il proponente che se volesse recedere perderebbe deposito cauzionale e dovrebbe pagare comunque la mediazione.
E’ atto “schizofrenico” : da un lato entrambe le parti, dopo l’accettazione della PdA sono “ legate mani e piedi ” e condannate ad adempiere pena la perdita di depositi, caparre, provvigioni; dall’altra non si sa ancora bene su quali basi le parti si sono coobligate, visto che molti aspetti rilevanti sono ancora da discutere e non è per nulla scontato che si perverrà ad un accordo.
APPENDICE
Fonte: Consiglio N. Notariato
–1-Pericolosità di utilizzo di termini impropri
-2- La proposta irrevocabile di acquisto
-3- ConsiglioNotariato Venezia
–4) Parere de Il Sole 24 ore
- 1 -“ Capita che inesperti utilizzino la frase ” vendo, acquisto ” invece di ” prometto di vendere, prometto di acquistare “.- Quando succede, si ha una vendita vera e propria che vincola però solo le parti che l’ hanno sottoscritta . Se sorgono liti e si è costretti a registrare questo tipo di accordo si pagano pesanti imposte sull’avvenuta vendita. Finché comunque un contratto non passa nelle mani del notaio ed è trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari non ha alcuna efficacia nei confronti di terze persone, Stato compreso”
- 2 -“ La proposta di vendita o di acquisto è un documento che le parti possono firmare prima della compravendita vera e propria. Essa consiste, rispettivamente nella manifestazione della volontà di vendere fatta dal proprietario del bene ad un probabile acquirente o nella manifestazione della volontà di acquisto fatta da un possibile acquirente al proprietario del bene: in entrambi i casi con l’accettazione della proposta, quantunque non lo si creda, il contratto di compravendita è perfezionato e vincolante per entrambe le parti. Di solito, inoltre, la proposta, sia essa d’acquisto sia essa di vendita, è irrevocabile: il proponente si obbliga cioè a mantenerla ferma per un certo periodo di tempo durante il quale, anche se volesse revocarla, perché magari ha cambiato idea, non può farlo o, se lo fa, ciò non ha alcun effetto. Contrariamente a quanto si possa comunemente credere, non è poi così facile quindi, un volta firmata la proposta, poter retrocedere dalla stessa, imponendo detta proposta degli obblighi alle parti che l’ hanno sottoscritta ”.
- 3 -Nel vademecum ( pertinente la compravendita immobiliare ) edito dal Consiglio notarile di Venezia in collaborazione con la Camera Arbitrale , nel capitolo Agente immobiliare, la proposta e l’accettazione, cosi si trova scritto: “.
In realtà quei due documenti ( proposta e accettazione ) costituiscono già una vendita e quindi se per qualsiasi ragione giungono nelle mani degli uffici fiscali vengono imposte sanzioni e tasse come quelle gravanti sulla vendita”.
- 4 – Le trappole della proposta irrevocabile -Nove volte su dieci l’agenzia immobiliare propone (o, talvolta, impone) al candidato compratore di firmare la cosiddetta proposta irrevocabile d’acquisto.-Si tratta di un impegno, preso solo da una parte ( l’acquirente) a versare per l’immobile un certo prezzo.
L’obbligo preso è irrevocabile, per un certo periodo (per esempio, un mese). Entro questo lasso di tempo, il venditore potrà inviare una lettera con cui accetta la proposta.
Dopo l’accettazione, è prevista in genere la firma del compromesso: solo in seguito si andrà al rogito.
Alla firma dell’impegno, l’acquirente versa una certa cifra, a titolo acconto, destinato a trasformarsi al compromesso in una caparra. Spesso, nello stesso documento il candidato compratore riconosce il versamento dell’onorario all’agenzia.
La proposta irrevocabile viene troppo spesso contrabbandata come una “prenotazione” dell’immobile, che altrimenti potrebbe essere venduto ad altri.
Il proprietario, al contrario, potrà tranquillamente vendere ad altri. Inoltre vi sono delineate, senza che siano possibili variazioni al compromesso o al rogito, le condizioni poste (ndr, poche e scarne) , non dall’acquirente (come sarebbe logico), ma dall’agenzia.
Ci si potrebbe pentire, quindi, di quanto sottoscritto.
Se, poi, l’agenzia è poco seria, può senza rischi fare firmare diverse proposte di acquisto per lo stesso immobile a più candidati acquirenti, scatenando così un’asta al rialzo sui prezzi.
Questa abitudine poco corretta fa il paio con un’altra: quella in cui l’agente immobiliare sottoscrive con il venditore un patto secondo cui tutto l’incasso della vendita che oltrepassa una certa cifra finisce nelle sue tasche. Si tratta del cosiddetto “supero”, una pratica condannata da tutte le associazioni di mediatori, ma ancora troppo diffusa, che vede l’agenzia incamerare tutti i rialzi dell’asta tra i compratori.
La proposta irrevocabile è, per alcuni, uno strumento debole. Si tratta infatti di un preliminare del preliminare di acquisto, quindi di qualcosa che ha scarsa base giuridica. Inoltre, in un solo documento l’acquirente assume impegni verso il venditore e verso l’agenzia
Le tue considerazioni sono giuste.
Sono un investitore sofisticato, faccio firmare la mia proposta irrevocabile di acquisto, alle mie condizioni, con i miei termini con la possibilità di ritirarmi anche per un raffreddore.
Prevedo già tutto il prevedibile e sempre solo a mio favore.
Nel momento dell’accettazione della proposta da parte del venditore, questa diventa preliminare e anche in caso di atto successivo dal notaio, quelli sono i patti.
E’ vero che il proprietario potrà vendere anche a qualcun altro, ma è anche vero che in certe occasioni non c’è nulla di migliore per il mio conto corrente.
Anche le penali, sono sempre a mio favore. Senza considerare l’esecuzione in forma specifica che posso richiedere, art 2932 del codice civile.
Conoscere la tecnica, fa una differenza enorme.
“Conoscere la tecnica, fa una differenza enorme”. Proprio così… Comunque interessante articolo.
Ed interessante il fatto che l’informazione è vitale…. E l’ho imparato soprattutto seguendo questo blog.
ciao Max, sono in trattativa per un appartamento, dove in seguito farò la cessione del preliminare, penso che la tua “proposta di acquisto” sia molto interessante, è troppo sfacciato chiedertene una copia ?
grazie in anticipo – ancora ciao
p.s.: sono stato al giorno del dono e attendo tue info sul prossimo incontro per il nord Italia
Pierluigi, te ne daremo una copia quando ci incontreremo per parlare della nostra nuova proposta.
ok, ti ringrazio. Max, hai avuto modo di leggere la mia risposta relativa al ragazzo che deve saldare la casa dei genitori che si è aggiudicato all’asta ? se non riusco a fargli avere il mutuo quale soluzione potrei proporgli ? (valore 230 mila – prezzo aggiudicato 43 mila). grazie ciao
Ps: pensi che riusciremo a vederci entro fine febbraio ?
ciao Roberto..che mi dici invece di proposta irrevocabile d’acq. subordinata alla delibera del mutuo .confermata dalla banca del proponente ma a patto che estingua altri debiti in essere ??..il venditore non ha comunq diritto di tenersi la caparra confirmatoria??nella proposta stessa non c’è nessun riferimento ad estizioni antemutuo .grazie
Nel caso di specie mi sembra di ricordare che la dottrina sostenga che se non previsto, il venditore é comunque tenuto a restituire la caparra. Comunque ritengo che Andrea possa chiarire meglio il punto.
Dipende da come prevedi.
Quando dobbiamo acquistare, inseriamo una penale nei confronti del venditore.
Quando dobbiamo vendere la mettiamo nei confronti dell’acquirente.
La caparra confirmatoria andrebbe sempre restituita a prescindere da come finisce l’affare.
Poi, nella realtà non sempre si avvera quello che ho detto.
Grazie Roberto,davvero illuminante e di ottima comprensione.
Bye!
Max, non c’è modo di NON fargli perdere la casa vero?
No, l’unico modo, a questo punto dell’esecuzione è pagare l’intero debito, ma non ha la possibilità.
Lo farà qualcuno per lui risparmiando sul prezzo d’asta.
In pratica perderà la casa con una somma molto inferiore rispetto alla base d’asta perché con le sue entrate attuali non riuscirà a pagare nemmeno il nuovo mutuo.
Questo gli è stato spiegato mille volte, forse mille e una, ma non c’è verso di fargli capire la fine della storia.
Se invece vendeva semplicemente l’immobile, l’avrebbe perso comunque, ma con una consistente rimanenza in denaro.
Buon giorno a tutto il blog e buona settimana profittevole a tutti! Max, scendi in Trinacria questa settimana?
E’ molto probabile.
Per ogni esigenza, non esitare a contattarmi. Mi metto a completa disposizione.
se vuoi guarire devi renderti conto di essere malato !
i signori della casa da 600 m e del capannone comprato con i soldi della banca evidentemente non si rendono conto di essere malati di ” corsa del topo ! “
sembrerà strano ma alla maggioranza delle persone la corsa del topo piace. Non tutti vogliono andare chissà dove. Alla maggioranza delle persone interessa alzarsi la mattina, andare a lavorare per mantenere se e la propria famiglia in modo decente. La corsa del topo per molti oggi come oggi è perfino un sogno. Con i proprietari testardi purtroppo c’è poco da fare. Piu’ di una volta ho prospettato soluzioni che avrebbero fatto uscire i, prorpietario perlomeno dai debiti pur perdendo la casa ma non ci ha voluto sentire. Alla fine l’ha persa all’asta e gli sono rimasti i debiti che specie in caso di equitalia è una vera e propria condanna. Stesso discorso quando gli esecutati non se ne vogliono andare. Proprio adesso ho in corso 2 espropri. Ho offerto in entrami in casi anche delle somme per uscire bonariamente ma niente da fare. Finchè non avranno i carabinieri, il fabbro e l’ambulanza alla porta non saranno contenti. …mah..
Questo Max è proprio l’esempio della scimmia che per non aprire la mano e mollare quello che ha finisce peggio.
Mi ha incuriosito questo metodo del barattolo, “come trasformare piccole somme in capitale ingente”.
“ma c’è qualcosa che ti frena
si chiama orgoglio
quello che ti frega
corri e fottitene
dell’orgoglio
ne ha rovinati più lui
che il petrolio
ci fosse anche solo
una probabilità
giocala…giocala…giocala
giocala…giocala…giocala”
Sacrosanto…
Vasco Docet
Ciao Max, noi romagnoli stavamo pensando di venire a trovarti, compatibilmente con i tuoi impegni. Puoi dirci quando sei disponibile?
P.S. Volevo regalarti dell’ottimo olio d’oliva di produzione familiare. Ne consumi vero?
Ciao mitico
Caro Luigi… se ne esce una boccia anche per me mi farai contento. Sono un intenditore di oli e vorrei proprio assaggiare anche il Vostro.
Quando vorreste venire a trovarci?
Avv. A. L. M.
Andrea se ti interessa olio ne ho centinaia di litri a casa. Produzione famigliare. Se ne trovi uno migliore vuol dire che sei in Paradiso
Vai Lorenzo… procura procura…
Cosi oliamo gli ingranaggi del PFDR. Altro che buone uscite…
Avv. A. L. M.
Guarda che non scherzo. Lo vendo ogni anno a chi me lo chiede. Se ti interessa fammi sapere che ti porto un assaggio.
Lorenzo a me interessa del buon olio, che prezzo fai per quelli del blog?
Quanto sei disposto a pagare per 1 litro di olio di ottima scelta?
Bisogna prima assaggiare.
Lorenzo io di solito compro dell’olio siciliano buonissimo, c’è un tipo appunto siciliano che viene su a Cesena con il furgone ogni due mesi circa, in pratica ogni due volte che lui viene ne prendo 5 litri.
Adesso l’ho quasi finito e lui ha saltato gennaio causa maltempo.
Bisogna che me lo fai assaggiare dai.. comunque lo pago 7 euro al litro.
Andrea che problema c’è?! Quello che vuoi!
Di venire se ne parla la settimana prossima comunque. Vorremmo sapere quando siete liberi da impegni.
Questa settimana non ci sono, la prossima sicuramente.
Consumo solo olio di oliva ma non disturbarti.
Vieni quando ti pare, la porta è sempre aperta.
Ok, allora mi organizzo con Giovanni, Giampaolo e Mayo e vediamo il da farsi.
Dai una bella delegazione romagnola.. grande Luigi e portami l’olio
Oh, Luigi!!! E a me??
Carloooooooooooooooo!!!! Ma ti pare che non ne porto su anche per te?
Un abbraccio
Anche qui nelle zone industriali del vicentino sono alcuni anni che regnano indisturbati i soliti ”due fratelli” ”VENDESI” e ”AFFITTASI”.
Altro che ricco nord est !!!!!! Max,qua di lavoro con le tue tecniche abbonda.
Queste storie mi riportano a quando anni fa lessi un libro ”Sghei” di Gian Antonio Stella in cui si descriveva la realtà del nord est che allora era la locomotiva del paese. Un modello vincente imperniato su lavoro, ‘fabricheta’, famiglia. Rimasi molto affascinato.
Metteva in luce le capacità di un popolo che aveva saputo risollevarsi da un periodo di forte depressione (in tantissimi emigrarono) fino a divenire un modello per l’ italia.
Triste constatare quanto oggi le cose sono cambiate, quante realtà stanno chiudendo e quanta gente si trova in drammatica difficoltà.
Ieri lo stato traeva benefici da questo modello.
Oggi, che il modello fallisce, cerca il suo guadagno rovistando tra le macerie.
Applicando il principio di aiutare gli altri potresti acquisire tu l’immobile e continuare a farli vivere nella loro casa pagando un affitto, esborso che dovrebbero fare anche con un mutuo, tu avresti un’entrata mensile e magari in futuro loro potrebbero avere la possibilità di ricomprarsela… a grandi linee almeno.
Sarebbe proprio beneficenza, mi sa, non certo un affare. Però chissà, magari Max la giudica una strada percorribile
Faremo più o meno in questo modo.
Il problema che riscontro, non è il pagamento di un canone di locazione, ma la gestione delle spese generali che questa famiglia non può permettersi a meno che non aumenti le entrate.
La gestione di questi “casermoni” e più delle volte maggiore della spesa del canone di locazione o sommato alla locazione è una spesa enorme per chi e in sofferenza.
Che vitaccia…..
scherziamo? una vecchia villa isolata termicamente chissà come e per di più di 600 mq?
costerà 4000 euro l’anno solo di riscaldamento!
senza considerare la nuova imposta IMU, elettricità, manutenzione, ecc…
mah, un suicidio finanziario…
Massimo la storia di Mario che hai descritto è molto molto simile a quella di un esecutato che ho conosciuto tempo fa in provincia di Napoli…
Ha la casa del valore di 350 mila euro all’asta per un debito di 50 mila euro(27 banca e il resto equitalia) .
Non ha nessuna intenzione di vendere prima e pagare i creditori, almeno non ad un prezzo ragionevole, ha l’idea di indebitarsi ancora per pagare tutti ma nessuno gli da credito…
Se conosci qualche altra soluzione per favore fammi sapere , potrei fare la stessa cosa con lui…
L’altra possibilità era quella di comprare la casa con patto di riscatto, e nel caso non avesse riscattato avresti gia avuto la proprietà della casa(al costo del suo debito), nel caso invece avrebbe potuto ripagarti avresti fatto un piccolo profitto…ma ci sarebbe stata comunque la necessità di investire almeno un capitale per pagargli i debiti e acquistare la sua casa!
ciao a tutti!
Raf
ciao Max
ho letto, come faccio tutti i giorni, il tuo articolo e la situazione è davvero preoccupante, considerato anche l’articolo precedente di Simone sulla polizia di stato, ma questo non mi demotiva affatto
ricordo ancora le tue parole del giorno del dono “l’inizio della fine” e ancora “se ho intenzione di cambiare vita devo prima cambiare i miei pensieri”
io ho cambiato vita visto che ho appena chiuso un’attività commerciale prima che le banche e leasing mi saltassero addosso
ho la ferma convinzione, perchè provata sulla mia pelle, che tutto accade solo se tu lo vuoi
dopo essere stato per anni uno “STRUZZO” ho deciso di alzare la testa, aprire gli occhi e guardare in faccia coloro che mi hanno per anni inchiappettato
e tutto questo grazie anche a te e a questo blog
so che la strada è in salita ma non mi fa paura
ho letto che in settimana viene giù spero fortemente di essere contattato e di vederti
Non ti preoccupare se veniamo sicuramente anche tu sarai presente.
Avv. A. L. M.
Scendiamo questa settimana, domani mi metto d’accordo con il principe per stabilire delle date precise.
Ti farò sapere.
max questo è lo stesso atteggiamento che ha avuto mia madre con le proprieta per 15 anni si è attaccata al l’immobile (4 piani da 600mq l’uno), quando non c’era neanche gli incassi per pagare il riscaldamento(faceva un freddo cane!!!) gli arrivò qualche proposta di acquisto e sarebbe uscita dai debiti ma niente da fare con il risultato che tutti sapete. ottusa mentalità che ti rende cieca di fronte alla realta. per non parlare che in 15 anni avrebbe avuto tempo e modo di ricominciare a vivere (e noi con lei)invece di “tirare avanti” tamponando i buchi, buttando via migliaia di euro e poi rimanere comunque senza niente!
Azz Dino mi fai accaponare la pelle!!! Quanti soldi persi per nulla!
Avv. A. L. M.
fossero solo quelli andrea…avvocati della banca (scusa, ma devo..) che hanno preso 10.000 euro a NERO “non ti preoccupare risolvo io la cosa la parcella pero è 10.000 …” spariti nel nulla..
4 piani da 600 mq l’uno? mamma mia, con qualche ristrutturazione ci facevate un condominio di lusso da affittare !
progetto gera stato fatto, 6 appartamenti a piano, avremmo iniziato dal 2° piano, poi è andato tutto in maloro, pensa che il tecnico che aveva preparato la pratica per il frazionamento e preparato il progetto poco prima di presentare la pratica ha avuto un infarto ed e morto, lasciandoci punto e accapo!
Max ti ho scritto una mail ,non so se ci sono riuscita,ti dicevo che sarei disponibile a qualsiasi spiegazione riguardo alla speculazione sulle tasse dimmi cosa devo fare.Per tanti vedo che sei come luce in fondo a un tunnel continua cosi. Lo spero anche per me.
Purtroppo non vedono nè riconoscono la via d’uscita perchè sono abituati a pensare come hanno imparato.
Stesse azioni, stesso risultato.
Grazie a tutti voi, del sito e del blog, sono riuscito a cambiare modo di pensare e vedere le cose.
Grazie a tutti.
P.s. Ci sono anch’io in Trinacria!
maaaaaaaa il bund che sta aspettando ?
Non solo il Bund Gianpiero…
Ciao Max, volevo rispondere a Roberto Coscini. Da come scrivi mi sembra di capire che forse hai avuto qualche problema con un’agenzia Immobiliare. Il problema della pda è da anni che viene dibattuto in molte assemble e riunioni. E’ stata studiata da famosi luminari della giurisprudenza. Sono stati cambiati parecchi stampati (xchè sai che noi agenti dobbiamo depositarli in CCIA). Purtroppo l’italia sembra essere l’unico paese dove che x comprare casa bisogna fare tre passaggi (proposta d’acquisto-preliminare-atto notarile) quando in nazioni + evolute non esiste neanche il notaio (il famoso notaro figura esistente penso dal medioevo). Detto ciò sono d’accordo che la proposta possa essere una trappola x sprovveduti o ingenui. Ma le cose stanno cambiando. L’acquirente oggi è + informato. Certe volte anche troppo con false credenze ( come quella che le agenzie sono tutte trufaldine). Partiamo dal fatto che l’agente immobiliare (regolarmente iscritto) in quanto intermediario è al di sopra delle parti quindi deve fare gli interessi di entrambi. E’ ovvio che come tutti i settori esistono anche le mele marce. Ritornando alla pda e chiaro che è un impegno unilaterale sino al momento dell’accettazione, ma è altrettanto chiaro che negli stampati che vengono compilati c’è uno spazio detto “note” dove in genere si mettono le condizioni della proposta. Io personalmente rifiuto le proposte con la condizione “salvo approvazione mutuo” xchè tiene bloccato me e il proprietario alla decisione della banca che in genere ci impiega molto tempo x dare una risposta. Prima vai in banca ti informi se ti concedono il mutuo e l’importo max erogabile e poi facciamo la proposta. Ha volte evito di fare la proposta e addirittura il preliminare e andiamo direttamente dal notaio. Ti preciso inoltre che negli ultimi anni il lavoro dell’agenzia immobiliare è cambiato di molto. Una volta fatto la proposta o il preliminare entro 20 giorni dobbiamo registrarlo altrimenti siamo soggetti a sanzioni essendo diventati sostituti d’imposta. Inoltre abbiamo l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa x eventuali errori commessi durante lo svolgimento della nostra attività. Questo a tutela della clientela. Come vedi il cliente viene tutelato non truffato. Il rovescio della medaglia stà nel fatto che molti proprietari sono restii nel darti la documentazione necessaria x espletare il tuo lavoro e quindi devi recarti al catasto e in conservatoria immobiliare x reperire i documenti. Non parliamo poi delle ultime certificazioni necessarie x poter vendere l’immobile, come quella energetica (obbligatoria) altrimenti il notaio non rogita e dal 01/01/2012 obbligatoria anche x fare la pubblicità. Quando la chiedi al proprietario sembra che gli chiedi la luna tanta è l’ignoranza. Concludendo posso dirti che la proposta di acquisto farla o no è il male minore se c’è la volontà delle parti di concludere l’affare. Ma se tutti vogliono fare i furbi ecco che s’innescano tutti quei virtuosismi che fanno felici gli avvocati (scusa Andrea ogni riferimento a fatti e personaggi è puramente casuale).
Sono d’accordo con te Paolo. Il lavoro dell’ agente immobiliare é sottovalutato e anche deriso se vogliamo (in Italia almeno), ma io penso che un agente serio e competente debba essere premiato.
Paolo..magari fossero tutti come te…quelli che ho incontrato partono tutti dalla fine..!!
Paolo sei Romagnolo?
Quesito:
Un mio dipendente al quale era stata venduta all’asta(estate 2010) la sua abitazione per un debito erariale mai saldato, riceverà nei prossimi mesi una parte di eredità di una cugina defunta. Avendo ancora delle pendenze aperte con l’erario e delle proprietà di poco valore in posti sperduti(terreni agricoli e metà di una casa dismessa), vorrebbe rinunciare alla quota parte dell’eredità, ma gli rimane il timore che Equitalia possa revocare la rinuncia recuperando così la somma ricevuta.
Credete sia possibile?
In questo campo sono un asso.
Se qualcuno rinuncia ad una eredità, il creditore ha la possibilità di accettarla in sua vece.
Ha tempo cinque anni dal momento in cui viene a conoscenza del fatto.
C’è un metodo per portare a casa capra e cavoli.
Dovrebbe rivolgersi ad un bravissimo consulente che conosco bene.
Se ha bisogno, dimmelo, vedo questo consulente tute le mattine quando mi faccio la barba.
Beato te… io, ogni volta che faccio la barba, vedo uno stronzo…
Anch’io per diversi anni mi sono ritrovato uno scemo in bagno tutte le mattine.
Stronzo mai, scemo si.
No no… io proprio uno stronzo… perchè uno scemo, quando continua a fare lo scemo imperterrito, si trasforma in stronzo da competizione…
…ma se quel gran consulente, che hai la fortuna di incontrare ogni mattina, volesse inserirlo nel suo grande progetto, quello stronzo potrebbe esserne felice ed orgoglioso…
Se lo vedi nudo non deve essere una bella visione
!!!
Max l’eredità non è corposa, ti può interessare lo stesso?
La leva da sfruttare sono i 5 anni, vero?
Grazie Lorenzo beato te che hai fatto il salto del fosso in tempo. Io spero di seguirti al + presto. Perchè a queste condizioni non c’è + sodisfazione
Sì per forza. Hai un sacco di cose a cui stare attento e tra disposizioni nuove (quella della classificazione energetica sulla pubblicità se la potevano risparmiare), antiriciclaggio da stare attentissimi, responsabilità personale per danni derivanti dal proprio operato, competenze richieste sempre più alte ma poi non ripagate…sì penso anche io che non ci sia più la soddisfazione di una vota.
..lorenzo da ex addetto ai lavori magari riesci tu a darmi una risposta a quanto ho chiesto a Roberto?’.. leggi più sù…
grazie
e’ la storia della scimmietta con le noci …..
Ti è rimasta impressa, vedo.
Bè..mi dispiace per l’ex imprenditore oggi dipendente….può essere comprensibile la sua determinazione a lottare fino in fondo ma non la sua ostinazione. Da quattro generazioni a questa parte qualcosa è cambiato…..magari gli inviamo anonimamente qualche libro di Kiyosaki.
Lo userebbe per scaldarsi.
Forse il primo giorno della mia nuova vità e’ già stato quando ho cambiato il modo di guardare al posto fisso, ma potrò confermarlo solo agendo per vederne i frutti. Sono pronto.
avrei bisogno di delucidazioni……………………..