Questa è una storia vera (DarkMan) – quarta parte
on agosto 1st, 2012 at 09:02
OK. Visto che avete insistito a richiedere la prosecuzione della racconto della mia storia VERA, eccoci qui per la QUARTA parte. Vorrei comunque tranquillizzarvi: NON arriverà al sesto episodio, altrimenti diventerebbe una “saga”, al pari di “Rocky” o “Guerre Stellari”. Per chi la legge da ora, preciso che ha senso (e forse utilità) leggerla, solo se si è letto le altre 3 parti precedenti, qui di seguito puoi trovare i link:
http://www.possofartidiventarericco.com/perche-e-successo-perche-a-me-questa-e-una-storia-vera-darkman-prima-parte/
http://www.possofartidiventarericco.com/questa-e-la-seconda-parte-della-mia-storia-vera-darkman-seconda-parte/
http://www.possofartidiventarericco.com/questa-e-la-terza-parte-della-mia-storia-vera/
Suona la sveglia. Sono le due di notte. E’ il mio primo giorno di lavoro, da operaio. Solo che ho compiuto da un pezzo i 40 anni. Una bella carriera, al contrario. E’ un lavoro che ho “conquistato” ieri pomeriggio, dopo solo 5 ore di ricerca. Ero alle strette, da tutti i punti di vista. Ho agito d’istinto, come una preda braccata da una muta di cani da caccia. Si, mi sentivo braccato; ed ho preso, quasi per rabbia, la prima offerta che mi era capitata, avevo urgente bisogno di soldi, pochi ma subito.
Consegno i giornali a domicilio, agli abbonati del servizio “Ore 7” (credo sia un servizio attivo solo nelle grandi città, sicuramente Roma e Milano); ti svegli al mattino, apri la porta di casa e sullo zerbino o in una sacca appesa alla porta, trovi il “Corriere della Sera” appena stampato, senza costi aggiuntivi, basta essere abbonati. Così puoi avere il piacere di sfogliare il tuo quotidiano davanti al tuo caffè fumante, far colazione con le fresche notizie di giornata.
Il furgone arriva al magazzino dalla tipografia poco prima delle tre di notte, fa manovra nell’ampio garage. Sono appoggiato ad una colonna, in tuta da ginnastica e guanti di lattice, per non impregnare la pelle delle mani dei metalli pesanti usati per l’inchiostro di stampa, freschissimo. Accanto a me si aggirano, con lo sguardo annacquato dal sonno, come se fossero degli zombie, pensionati che arrotondano la minima sociale, extracomunitari che hanno appena finito di pulire il pavimento nei ristoranti, studenti universitari che devono pagarsi gli studi da soli. Mi sento una merda, ma ho deciso di estraniarmi da me stesso, da quello che sono stato negli anni precedenti. Mi muovo come un robot, senza pensieri, senza emozioni.
Scorrono le porte laterali del furgone: tutti si spingono e si accalcano per avere per primi le loro copie da consegnare, zona per zona; premono di più quelli che hanno consegne nelle zone più lontane dal magazzino. Quasi litigo con un sudamericano, con più alcool che aria in gola, che vuole passarmi davanti. L’ultima copia deve essere consegnata alle 7 precise, hai 4 ore di tempo per prendere le copie, caricarle in macchina, controllare che bastino rispetto agli indirizzi in consegna ed abbinare gli inserti speciali, che escono il Giovedi e la Domenica. Si, si lavora tutte le notti, sette giorni su sette. Nessun contratto, nessun pezzo di carta, lavori un mese e ti pagano in contanti. In nero. Punto.
4 ore per consegnare i giornali a decine di indirizzi diversi, dentro i palazzi, porta per porta. Ho un marsupio con dentro le copie di più di 60 chiavi di altrettanti portoni diversi nella zona nord-ovest della mia città. Dopo qualche notte, cominci ad avere confidenza con le serrature: ricordi il portone che si apre subito e quello con la serratura difettosa, che ti farà perdere minuti preziosi nella tua serratissima tabella di marcia.
Scivolo veloce sui viali della città deserta, con la macchina piena di giornali, con pochissimi pensieri nella testa. Ogni tanto sento lo stomaco chiuso e mi viene da piangere. Cerco di non pensare che, qualche anno dopo la laurea, ero in un palazzo nel centro di Milano, in riunione con alcuni manager della RCS (l’editore del Corriere della Sera) a concordare il palinsesto delle uscite pubblicitarie dell’azienda che rappresentavo, con la responsabilità di gestire diversi miliardi delle vecchie lire. Ed ora ero l’ultimo anello della catena: consegnavo quello stesso giornale a domicilio.
Penso invece che forse non dovrei lamentarmi, che ci sono milioni di persone che faticano ogni giorno quanto e forse più di me, che magari hanno cominciato in fabbrica a 10 anni e sono ancora lì. Certo, loro forse avevano un destino già segnato e non hanno mai creduto o potuto sperare in un futuro diverso. Io invece, mi ero guadagnato con merito le migliori possibilità, avevo avuto grandi soddisfazioni, stipendi molto più pesanti e fatturati interessanti per un piccolo imprenditore-autonomo. Però era più difficile da sopportare, soprattutto per non si sa ancora quanto tempo. Del resto, mi andava bene quella specie di part-time notturno, anche se pesantissimo, perché speravo di ricavarmi uno spazio di tempo nel resto della giornata, per continuare a pensare ad altre soluzioni. Ma la testa era troppo pesante, il tempo c’era, ma la testa no.
Una notte, che non scorderò mai, cado in ginocchio come un pugile suonato…e non solo come metafora. E’ incredibile di quanto pesi la carta: se prendi solo un foglio, la giri con un soffio. Ma se accatasti 60 quotidiani e 60 inserti, li prendi in braccio, fai la lunga rampa di un magazzino…ne posi una parte, scendi dalla macchina, sali e scendi a piedi i piani dei palazzi…..comincia a girarmi la testa…”sei solo stanco” ho pensato…”sbrigati a finire il giro…oggi vai a dormire a mezzogiorno…devi riposare”……crollo….
Nella mia testa si spegne la luce, poi si riaccende, poi di nuovo al buio. Sono in un ascensore, sdraiato a terra, in un palazzo di molti piani, nel cuore della notte, fermo a metà strada fra il piano terra e l’attico, con le copie del giornale in braccio, mi manca l’aria. Non soffro di claustrofobia, penso quindi di riuscire a mantenere il controllo, di potermi riprendere; ma, allo stesso tempo, ho una punta di panico. Se urlo, se chiedo aiuto, non mi sentirà nessuno; il portiere del palazzo non arriverà prima di tre ore e, comunque, comincerà a spazzare il vialetto di ingresso…non mi cercherà.
“Questo è l’inferno”, ho pensato. “Questo è il MIO inferno”. “Hai toccato il fondo, si….questo è il fondo…ora risali, si ….ora risali, ora non puoi che risalire.” Ho ripetuto queste frasi dentro di me, come un mantra, per non so quante volte, fra una perdita di sensi e l’altra. Dopo un tempo indefinito, trovo la forza per rialzarmi, giro la maniglia della porta dell’ascensore, esco a quattro zampe sul pianerottolo….il cambio d’aria mi gonfia i polmoni…scintille che “friggono” nella mia testa, come le stelline che si tengono fra le dita e che si accendono sul balcone a Capodanno.
Esco in strada…è l’alba…ho saltato metà del giro….è inutile proseguirlo ora. Vado al magazzino, trovo ancora il “caporale” che spazza le cartacce:
Io: “Ascolti…fra cinque giorni finisco il mese…cerchi un sostituto per la mia zona…io cerco un altro lavoro.”
Lui” Ma che cazzo dici ? Ma fai come cazzo ti pare ?”
Io: “Senta…lei mi disse che anche con un preavviso di due giorni riusciva a trovare qualcuno che mi sostituisse, se per caso avessi voluto riposare…ora ne ha qualcuno in più per trovare uno nuovo…così fra cinque giorni lui comincia ed io prendo i soldi del mese…”
Lui:”Si, si …adesso vediamo se ti dobbiamo dei soldi…vedremo…testa di cazzo !!”
Non dico più una parola, mi giro, esco dal garage, entro in macchina, mando un sms a lui ed al suo socio, quello che pagava in contanti: “OGGI ho finito di lavorare. A mezzogiorno portatemi i miei soldi, fuori dal cancello. E’ l’ultimo messaggio che vi scrivo.” Spengo il cellulare.
A mezzogiorno arriva il socio: “Ma che è successo ? Che fai ?”
Io: “Niente. Voglio solo i miei soldi”
Cerca il portafogli…gli trema la mano, anzi tutto il braccio. Io lo fisso negli occhi, ma lui no: fissa la mia mano destra, che impugna una chiave a croce, quella che usano i gommisti per avvitare i bulloni delle ruote delle automobili. La tenevo nel portabagagli.
“Si, si…stai calmo.”
“Sono calmissimo. Voglio solo i miei soldi.”
Torno a casa. Mi metto a dormire. L’ultimo pensiero: “Non sono io. Questo non sono io. Non puoi accettare questa vita. Non puoi.”.
Il giorno dopo esco. Compro un giornale, leggo un annuncio: “Cercasi urgentemente addetto al RECUPERO CREDITI”, mando una e-mail, dopo due ore mi rispondono e mi convocano in ufficio per un colloquio di selezione, per il giorno successivo. Il giorno dopo ancora mi assumono.
Ma questa è la prossima parte della storia…
P.S. A questo punto se stai pensando “…E che palle !!…” hai tutte le ragioni…ma, in fondo, so che ti piace
DarkMan






possofartidiventarericco

Ho un marsupio con dentro le copie di più di 60 chiavi di altrettanti portoni diversi nella zona nord-ovest della mia città.
LOL, alla faccia della sicurezza! Danno le chiavi dei portoni con così tanta facilità?
Darkman, comunque noto che hai talento nello scrivere, riesci a fare in modo che il lettore si appassioni, usi dovizia di particolari. Sinceramente, perché non scrivi una biografia dei tuoi primi 40 anni? Vanno di moda
Eh, già. Senza le copie delle chiavi non puoi entrare nel palazzo per lasciare il giornale davanti alla porta dell’abbonato; il problema che io (od altri) avrei potuto essere chiunque, farmi altre copie, ed usarle per altri scopi.
Grazie per l’apprezzamento per la scrittura, non è escluso che lo faccia, prima o poi.
Conoscendoti, so che lo farai suddividendo in quattro tomi per tenerci in sospeso.
Aahaha !! Se la dovessi scrivere TUTTA e veramente, con i particolari che rendono un pò piacevole la lettura, di tomi ce ne vorrebbero un ventina.
P.S. Max, ieri ti ho mandato un sms, quando hai 5 minuti…ho bisogno del tuo parere.
L’ho visto adesso.
Appena posso ti chiamo.
e poi ci preoccupiamo delle password troppo semplici dell’ e mail…!
Il prossimo annuncio a cui hai risposto era:
“Cercasi urgentemente torturatore specializzato in racconti interrotti sul più bello; ottima paga, orari da blog”
…vero?
ma se non lo interrompo sul più bello chi viene a leggere la prossima parte ?
Ciao Darkman. Ogni parte della tua storia, fa capire sempre di più le difficoltà che ci sono nella vita, chi più chi meno ha dovuto affrontare. Sicuramente la prossima parte sarà quella del tuo riscatto. Ciao ci sentiamo
Ciao DarkMan,
sembra la storia di Chris Gardner, quello di “la ricerca della felicità”, e spero che la ricerca sia finita e tu abbia trovato la tua.
Vedi, noi tutti ci scriviamo e leggiamo i commenti di tutti, almeno io faccio così, e a volte sento più vicino tutti voi che le persone fisicamente più vicine a me. Ieri, per esempio, ho letto quello che ha scritto Michele, non ho scritto niente, perchè a volte bisogna far sbollire un pò e non sempre serve picchiare in testa quando la testa ti fuma ed è piena di brutti pensieri. Quello che ho letto mi ha fatto una strana sensazione perchè ho immaginato il suo stato d’animo.
Questi brutti momenti li abbiamo passati in molti e alcuni di noi li passano ancora, ma siamo qui e questo la dice lunga.
In conclusione posso dire che abbiamo solo due strade davanti a noi, quella di accettare lo schifo che la vita ci propone e se facciamo questa scelta non dobbiamo lamentarci perchè è quello che vogliamo, oppure, impegnarci minuto per minuto per avere quello che pensiamo di meritarci.
Quindi, vedi le scelte non sono tante per arrivare alla felicità, basta solo accettare con serenità quello che decidiamo di fare, mollare tutto o combattere.
Auguro a tutti una buona giornata.
P.S. La quinta parte fa che sia l’ultima e non farci aspettare tanto!!!
Scherzo è un piacere leggere quello che scrivi. Ciao DarkMan.
Paolo, non sai quante volte ho pensato a Chris Gardner…il film sulla sua vita è una lezione unica.
Sono Pino non Paolo. Ho precisato solo per non creare fraintesi allo staff.
Ops ! Solo distrazione nello scrivere…
solo due strade davanti a noi, quella di accettare lo schifo che la vita ci propone e se facciamo questa scelta non dobbiamo lamentarci perchè è quello che vogliamo, oppure, impegnarci minuto per minuto per avere quello che pensiamo di meritarci.
Parole sante Pino
Giuseppe, dopo averti conosciuto, so che hai scelto di lottare.
Da solo, o magari insieme, sono convinto che arriverai a materializzare i tuoi sogni. Sei una brava persona e te lo meriti!
Grazie Pino.
Ciao DarkMan,
oggi sono di poche parole, posso solo dire che il racconto della tua storia sicuramente aiuterà molti di noi !!!
Un caro saluto e, naturalmente, ora aspetto il resto.
Lo spero e ne sarei veramente contento.
Ore7. So di che parli.
Tutta la parte informatica di Milano la feci io.
Uno dei soci però era una brava persona…. Antonio se non ricordo male.
Certo i colleghi…l’orario….non erano il massimo…ma poi avevi tutto il giorno libero, se riuscivi a camminare…
Si, Ale, purtroppo la chiave a croce la portai proprio all’appuntamento con Antonio; era lui la persona che mi diede i soldi. Lo sapevo che era in buona fede e che lo stronzo era il suo socio, ma ogni ora in più che passava senza chiudere il rapporto mi allontanava sempre più da me stesso. Mi hai fornito la “prova pubblica” che tutto questo racconto è assolutamente vero.
Tutto bello , però… una foto? sto gavatar lo lasciamo brutto brutto standard ?
Un abisso. I guanti di lattice, il giramento, il crollo, in quel momento come l’araba fenice sei rinato per l’ennesima volta a nuova vita…
…anzi no, prima hai pensato: “aspetta devo aggiungere un’altra pagina, altrimenti come faccio a scrivere sul blog altre puntate?”, allora via con l’esperienza del recupero crediti… …la stima aumenta caro Darkman, sempre di più e la voglia di fare cose assieme pure.
A presto, anzi prestissimo.
Roberto
Ciao Darkman,poi dicono che c’e disoccupazione,complimenti per la ripresa e ascesa,vedrai che risalirai,e’ Solo questione di tempo e il talento riemergera’. Quel percorso-lavoro sottopagato ci forgia per affrontare nuove sfide da diverse angolazioni. Coraggio ! Attendiamo nuove positive
Ciao
@Darkman
Mafavva………….
P.S. A questo punto se stai pensando “…E che palle !!…” hai tutte le ragioni…ma, in fondo, so che ti piace
quindi beccati un Mavaffa….. doppio
Aahahahah !! Vabbè, prometto che nella prossima parte stringo fino al finale…casomai farò dopo un’ultima parte come epilogo e morale della storia.
Mak ma sei fallito nel tradare?
Sí, ho perso tutto, anche la casa,la macchina e la vespa.
Sono riuscito a salvare solo l’apecar.
Cazzo sembra un romanzo.. Darkman a parte quanto sia seria la tua storia scrivi veramente bene.
Grande uomo coraggioso, ciao a presto.
Grazie Giampaolo. A presto.
Darkman complimenti del racconto ma sopratutto dei dettagli scritti in maniera molto chiara.
Un giorno ci conosceremo,ciao a presto.
Grazie, Massimo. A presto.
Darkman racconto avvincente e molto interessante, solo una preghiera non postare il prossimo post tra troppo tempo altrimenti nn mi ricordo il precedente! ormai sono vecchietto!
ahahaha !! va bene Angelo, ricevo chiari segnali di insofferenza per un finale a breve termine. Lo scriverò fra qualche ora, quindi.
Ciao ragazzi devo inviare per consulenze mail e fax di presentazione dei servizi offerti ad alcune aziende. Qualcuno di voi ha già preparato qualcosa al riguardo ed è così gentile da condividerlo? Ne sarei grato.
Ciao Darkman, grazie per il tuo racconto. In attesa del tuo prossimo post, posso dirti ciò che dico a me stesso ogni giorno “SARO’ VINCENTE, SE ACCETTERO’ I MIEI FALLIMENTI ED I MIEI ERRORI, NON DEMORDERO’ E CERCHERO’ CONTINUAMENTE DI GUARDARE AI MIEI OBIETTIVI “.
@DarkMan..ne sono certa , e ti auguro di finire con…..E VISSERO INSIEME FELICI E CONTENTI….!!
DARK!!!!
Adoro i tuoi racconti!!!! Alla prossima puntata. Vedi di allungare il brodo con altri particolari!!! Sei veramente bravo nel narrare questa “storia”… TROPPO VERA!!!!
Auguri!!!
“Può solo andare meglio!” – eravamo erroneamente portati a credere.
Noi siamo nati nell’era dell’abbondanza, dello spendaccione ceto medio che muoveva l’economia.
Chi avrebbe mai immaginato il giorno che in TV abbiamo sentito la parola magica “mutui subprime”, che quel momento era l’inizio di una crisi epocale che avrebbe spazzato via il lavoro di milioni di persone.
E così, abbiamo dovuto riscrivere i nostri credo per non restare schiacciati.
Hai avuto un percorso difficile che certamente ti ha reso enormemente migliore. Ora è giunto il momento di raccogliere davvero i frutti…
Deve essere stata proprio dura… Ciao Darkman, un abbraccio
Darkman, complimenti per il tuo scrivere, chiaro e coinvolgente. Lo stile mi piace e voglio leggere il seguito.
DarkMan… leggo solo ora, negli ultimi giorni sono stato troppo impegnato a salvare la situazione… e per il momento ci sono riuscito.
Che dire, la tua storia è veramente interessante, una vita tutto sommato degna di essere vissuta.
Capisco il tuo incubo. Essere gettato in un buio così profondo dev’essere stato difficile. Anch’io ho provato qualcosa di simile perciò ti capisco.
Tutto sommato, una volta fuori dall’incubo, posso comunque dire che l’esperienza è stata utile… e credo che non mi darai torto.
Ti stimo
Michele
L’utilità è stata nel fatto di sapere di poter sopportare anche questo e da questo ripartire. Grazie per la stima. Non mollare.
Vedi una ventina di anni fa, dopo aver fatto il passo da dipendente a lavoratore autonomo, fui preso un po’ dal panico. La mancanza di uno stipendio fisso, il futuro un po’ incerto, il tutto sommato ad un periodo non proprio tranquillo, mi destabilizzó abbastanza. Arrivai a pensare di mollare tutto per la paura di perdere tutto. Paradossale. Mi si accese la classica lampadina: non ha senso mollare tutto per paura di perdere tutto… quindi non ha senso mollare… MAI!!!
Molto semplice