Questa è la terza parte della mia storia VERA.
on luglio 26th, 2012 at 22:02
Ha senso leggerla solo se hai letto, nell’ordine, la prima parte a questo link http://www.possofartidiventarericco.com/perche-e-successo-perche-a-me-questa-e-una-storia-vera-darkman-prima-parte/ e la seconda parte a quest’altro http://www.possofartidiventarericco.com/questa-e-la-seconda-parte-della-mia-storia-vera-darkman-seconda-parte/. Se il tutto può essere interessante o meno…beh…vedremo alla fine..
Lei (preoccupata): “Ma quanti sono, esattamente ?”
Io (sereno): “Sedicimila.”
Lei (urlando): “16.000 PRESERVATIVI nel mio salotto ??!!!?”
Io (rassicurante): “Si, Amore, ma…tranquilla…non ho intenzione di usarli tutti stanotte.”
Quando hai una società di promozioni devi essere disponibile a stoccare e gestire anche il materiale utile per le promozioni stesse. Te lo spediscono direttamente dagli stabilimenti di produzione: cappellini, magliette, orologi, campioni omaggio di creme rassodanti, occhialini 3D con lo sponsor…qualsiasi cosa. Per centinaia di pezzi.
Ma io non avevo mai avuto una cantina od un magazzino da usare per questo, mi ero arrangiato volta per volta, spargendo un po’ dovunque il materiale: in bagno, nel soppalco, in tutti i cassetti della casa, negli uffici dei miei amici…ma quella volta sarebbero arrivate 40 scatole da 400 preservativi l’una, impacchettati in confezione singola. Una nota marca li avrebbe distribuiti gratis, con le mie hostess, ai ragazzi nelle discoteche estive più gettonate del Tirreno. Hai mai provato a convincere una ragazza a regalare centinaia di preservativi a ragazzi coetanei, nel pieno casino ormonale ed alcolico di una discoteca ? Magari vestita in minigonna e toppino bianco ? Devono fidarsi molto di te… e devono sentire che su di te possono contarci ogni minuto. E di questo ne sono sempre andato fiero.
Nonostante tutto, a mia volta, potevo contare sulla mia nuova fidanzata. Mi ero trasferito a casa sua, le avevo spiegato il mio lavoro, le avevo fatto vedere la rubrica del mio telefonino dove c’era un nome maschile ogni 20 femminili, le avevo detto che avrei girato spesso con delle fighe pazzesche in macchina e che ogni tanto sarei tornato alle prime luci del mattino, dopo la festa d’inaugurazione di un locale, senza bere un goccio d’alcool, comunque. Ma le avevo anche detto che l’amavo e che volevo solo stare con lei. E non le avevo mai dato nessun motivo per pentirsi della sua fiducia in me.
Le cose andavano bene; addirittura lanciai un servizio parallelo a quello della fornitura staff per eventi: la organizzazione di matrimoni. Si, volevo che la mia fidanzata (la wedding planner) fosse spesso accanto a me, che godessimo insieme della soddisfazione dei futuri sposi e delle loro famiglie, per le quali organizzavamo tutto: la cerimonia, il ricevimento, gli abiti, gli allestimenti floreali, il servizio fotografico, il viaggio di nozze etc. etc. Ho bei ricordi di eventi organizzati in castelli medievali, in ville da sogno, in casali rustici…tutti ben riusciti. Hai idea di quale sia la responsabilità, per oltre un anno di organizzazione, di conciliare gli isterismi delle spose, le paure dello sposo, le angosce delle famiglie (paganti) e le esigenze dei tuoi partner-fornitori ? Un evento in cui il margine di errore deve essere ridotto quasi allo zero, perché ogni minimo errore, in quel giorno unico nella vita, è quasi irreparabile. Ma da quella esperienza, ho capito di essere anche un buon negoziatore.
Poi, senza avvisare, come se tutti si fossero messi d’accordo, tutti i clienti del settore eventi e promozioni cominciano ad allungare le scadenze dei pagamenti…90, 120, 180, 240 giorni ed oltre. Attenzione: il personale bisogna pagarlo a 60 gg (è il costo principale dell’attività), con qualche strillo nel tuo orecchio riesci a portarlo a 90 giorni, poi devi anticipare tu i soldi per il loro compenso lavorativo, non ci sono scuse, in quel settore si lavora così altrimenti nessuna ragazza vuole lavorare più con te e ti sputtana nei forum specializzati e nella sua cerchia di amicizie. E’ la regola: se non si fidano più di te, hai chiuso. Senza personale “fedele”, non lavori.
Ho anticipato io finchè non ho sforato il limite massimo del mio fido in banca (scoperto di conto). Potevano considerarmi un buon cliente: quindi, ho chiesto un innalzamento del fido, negato, ho chiesto un anticipo fatture, negato pure quello. Ho provato a lavorare con altre banche, niente. Ho dato fondo alle mie carte di credito (due). Avevo già dei vecchi prestiti personali in corso e facevo fatica a pagare le rate. Credetemi: niente spese pazze, niente acquisti futili o inutili, niente lusso o sprechi: ogni euro era impegnato nel sostegno finanziario del mio lavoro.
Finchè non mi misero sotto il naso un contratto da favola: un tour nazionale per la promozione della bevanda gassata più famosa, un contratto che da solo valeva il mio primo obiettivo di fatturato che scrissi qualche anno prima su un pezzo di carta: quasi 100.000 euro. Ma proprio quel cliente col contratto dell’anno precedente aveva un po’ fatto come gli pareva con i pagamenti: avrei dovuto anticipare tutto io, ma non avevo più fondi, né riserve. Rischiavo anche di venir pagato male, con ritardi biblici e forse neanche per intero: ho rifiutato il contratto, non me la sono sentita di fare io da banca per loro, il rischio era troppo alto. E così, poco alla volta, ma in breve tempo, andò anche con tutti gli altri clienti: un “gap” finanziario enorme nel mio bilancio. La giostra si era fermata un’altra volta.
Nel frattempo, mi ero sposato (per la seconda volta) ed era arrivata anche la mia bambina. Ho ricordi confusi dei suoi primi mesi: la gioia di cambiarla, di prepararle la pappa, di addormentarla e di portarla in passeggino a spasso per il quartiere residenziale dove ci eravamo trasferiti (cose che non avevo mai provato col primo figlio, perché sempre in ufficio o su un treno o su un aereo) venne inquinata dalle pesanti telefonate delle banche che mi chiedevano il rientro quasi immediato dello scoperto, dalle decine di telefonate minacciose delle diverse società di recupero crediti che lavoravano per le finanziarie e le carte di credito, ossessionanti, come in un incubo senza fine, per mesi e mesi; dalle e-mail del mio commercialista, disperate, che mi mandava modelli delle tasse da pagare con cifre sempre più alte, sempre più lontane in modo abissale dalla mia liquidità: le stampavo e le mettevo in un cassetto, come per mettere la testa sotto la sabbia. Solo il personale lo avevo pagato tutto, nel rispetto dei contratti e fino all’ultimo euro: volevo mantenere il mio patto d’onore almeno con loro. Firmai anche qualche cambiale, insomma diedi fondo a tutti i possibili livelli e metodi di esposizione debitoria. Ma, grazie a Dio, non avevo nessuna proprietà intestata, né altre garanzie di terzi. Mi rifiutai di coinvolgere la mia famiglia in questo nuovo tunnel.
Io: “Ti prego, pazienta un paio di settimane, il tempo di riprendermi un attimo…”
Lei: “L’avvocato è stato chiaro, l’assegno di mantenimento della bambina è già saltato il mese scorso…”
Io: “Lo so, lo so, ma tu lo sai che sto facendo il possibile…per favore..”
Lei: “Ma trovati un lavoro, Cristo, vatti a guadagnare da vivere come tutte le persone normali…”
Io: “Ma ragiona…ho quarant’anni compiuti da un pezzo…a me un lavoro “normale” non lo da nessuno…ora parlerò con qualcuna delle mie conoscenze…”
Lei: ”Potresti perdere l’affidamento della bambina, potrei mandarti in galera…trovati un lavoro. Del resto, non me ne frega niente.”.
Non pagare l’assegno di mantenimento per i figli, stabilito nella sentenza di separazione coniugale, è un reato penale: si rischia il carcere. Ma io quei soldi non li avevo veramente, anche se mi ero di nuovo privato di tutto. Avevo già chiamato qualche amico, autonomo o piccolo imprenditore, per chiedere di lavorare: nessuno mi disse di no, ma nessuno mi aveva mai chiamato per farmi lavorare, neanche un giorno.
Chiusi la telefonata con la donna con la quale avevo voluto di nuovo essere marito e padre, mi alzai dalla sedia e, con le movenze di un robot, come se fossi in stato di ipnosi, uscii di casa, andai all’edicola, presi il giornalino locale di annunci economici: cameriere, facchino, guardiano, buttafuori nei locali notturni, comparsa nel pubblico televisivo…ne guardai a decine. Feci diverse telefonate e…dopo cinque ore…trovai un lavoro per mantenere i miei figli.
La sveglia per andare al lavoro suonava alle due di notte….
Ma questa è la prossima parte della storia.
Comunque, se ormai sei stufo di leggerla, dillo pure. Giuro che non mi offendo
(continua…se vuoi…).
DarkMan






possofartidiventarericco

Posso chiederti come ti chiami “Darkman”?
Leggendo la tua storia ho rivissuto nella sostanza molti tratti del mio vissuto. La cosa più insostenibile è l’incapacità delle ex-mogli di capire che talvolta un uomo può DAVVERO trovarsi nell’impossibilità di pagare.
Poi ti arriva l’avvocatuccio di turno che ritiene di sapere cosa sia meglio per tuo figlio.
Quando passi indenne periodi così duri sai di avere un vantaggio: non t’ammazza più niente.
Dimenticavo, grazie per la preziosa condivisione…
Già, io ti ho “estorto” la storia finché ci spostavamo da Roma a Formia in furgone, non ti ho chiesto il perché del nome, anche se immagino che sia legato al tuo ex lavoro.
Già, io ti ho “estorto” la storia finché ci spostavamo da Roma a Formia in furgone, non ti ho chiesto il perché del nome, anche se immagino che sia legato al tuo ex lavoro.
Pure estorsore fosti?!
Darkman a me rievoca anche il personaggio di una film horror, una sorta di vendicatore che non guarda in faccia nessuno.
Bravo Alessandro, il mio nickname è una sorta di “sublimazione” del lavoro che ho fatto negli ultimi tempi ed anche ispirato proprio a quel personaggio di quel film horror.
@Alessandro…
Poi ti arriva l’avvocatuccio di turno che ritiene di sapere cosa sia meglio per tuo figlio
Per non dire di famosi psicologi infantili o giudici minorili.
@Angela, vero che talvolta dei bimbi possono essere salvati da queste figure professionali, ma dovrebbero avere il dono di capire con chi hanno a che fare, indipendentemente dalle questioni dei grandi. Questa è la cosa insostenibile e la più grande sofferenza per un padre che deve suo malgrado rinunciare alla quotidianità con un figlio…
@Alessandro..salvati?? oppure usano troppo spesso il manuale.. la legge e non il cuore? dovrebbero dar l’opportunità ai bimbi di andar dal genitore ,ovvima.compatibile col suo lavoro,quando lo desidera e non quando stabilito dalla legge o dal giudice,, comprendo che per un papà è molto difficle accettare che il proprio figlio viva la sua quotidianità con un’altro compagno della madre,e perda il meglio del suo bambino–io non sò se riuscirei…comunq.tieni duro che quando tuo figlio arriverà verso 10/12 anni vedrai che comincerà a capire e lo sentirai più vicino…. troverai complicità….. auguri
Ciao Angela, da quando aveva due anni, ho visto mio figlio non più di 4 volte all’anno e solo per qualche ora. Potrai comprendere che, negli anni della crescita, in realtà abbia conosciuto dieci bambini diversi e non uno solo che cresceva. Il momento più difficile è stato l’arrivo dell’adolescenza, dove ho pagato altri due anni di silenzio, perchè addossava a me tutte le colpe. Ora ne ha 15 e, mentre ti sto scrivendo, è qui accanto a me. Abbiamo passato qualche giorno insieme ed oggi ripartirà per casa sua.
Ciao Darkman e figlio.
Vivete questo momento felicemente e con intensità.
Un saluto.
@DarkMan ..allora ho quasi ragione?? complicità??
@Angela, grazie per le belle parole.
Si Angela, ci sono davvero situazioni in cui un genitore non meriterebbe questo appellativo ed anche un professionista “da manuale” potrebbe risultare il male minore. MI riferisco a fatti, non supposizioni.
Io col mio piccolo Matteo vivo oggi un idillio, perché il valore del tempo passato insieme a lui ha assunto un carattere diverso.
Non ho ancora capito se è lui che è più grande per l’età che ha o sono io che non sono mai cresciuto, fatto sta che parliamo la stessa lingua e staremmo sempre insieme!
Devo essere io a manifestare determinazione nel rispetto del fatto che è giusto che sia così… non ci credo per niente ma lo faccio per lui.
Dicevo anch’io “non so se ci riuscirei”, quando capita che devi farlo, devi accettarlo, cercando di farlo pure con il sorriso per evitare che si aggiungano problemi ai problemi.
Vai Angela, pensiamo a garantire loro un futuro! Siamo sulla buona strada non credi?
Guarda Alessandro A. e DarkMan una cosa mi preme dire.visto l’esperienza personale …di non usare i bambini come pacchi e /o per far vendetta alla ex.il non accettare il suo rifiuto ,anche se spesso chi ne subisce di più oltre ai bimbi sono proprio i papy…i bambini sono il nostro futuro..da proteggere e salvaguardare come preziosità!.. ..i bambini non si toccano!scusa lo sfogo della mammabis ehhh
Cara Angela, “usare i bambini come pacchi o come vendetta” è una cosa che ho subito per oltre 10 anni: in termini pratici, pur pagando regolarmente l’assegno di mantenimento per mio figlio, la mia prima ex-moglie NON me lo portava in visita nella mia città, nonostante fosse stabilito così nella sentenza di divorzio. Dovevo comunque andare io a pretendere di vederlo e quindi sostenere ulteriori spese extra. Ancora oggi ci sono associazioni di papà separati (con le quali sono in contatto) che combattono per far passare una legge sulla “sindrome da alienazione genitoriale”, dove le vittime sono proprio i papa non affidatari dei minori. Il presidente di questa associazione (oggi mi difende il suo stesso avvocato) è uno di quei papà che ha fatto lo sciopero della fame e si è incatenato fuori dal Parlamento per sostenere i suoi diritti di padre; non ha visto i figli per anni, nonostante non avesse fatto nulla, ma proprio nulla per subire questa pena. Solo perchè la madre accampava ogni possibile scusa per far saltare le sue visite programmate: ancora oggi non c’è alcuna legge, nell’interesse dei minori, che punica questo comportamento.
..hai ragione…
Ciao Alessandro. Il mio vero nome non aggiunge nulla alla storia, ma fra un pò di tempo mi “metterò in pari” con gli altri del blog che si presentano con il proprio.
Per il resto, sai, la legge è legge quando punisce e NON lo è quando deve tutelarti.
Ho tralasciato di raccontare anni di sofferenza avuta nel rapporto col primo figlio, che vive a 300 km da me, perchè volevo limitare l’aspetto personale in questa storia. Anche se, inevitabilmente, quando “fallisci” nel lavoro, spesso il fallimento si porta tutto il resto con sè.
Tieni duro Darkman! Posso solo immaginare cosa provi perché sono padre anch’io, e mio padre ha abbandonato me e mia madre quando avevo 9 anni. In un certo senso l’ho vissuta al contrario, come figlio, però posso dirti che mentre crescevo ho capito l’abnorme errore che aveva fatto. Non demordere, anche se non puoi vederlo spesso stai vicino a tuo figlio, sentirà comunque il tuo amore, capirà e ti vorrà sempre bene, perché un genitore è colui che ti sta vicino mentre cresci, la genetica non conta niente!
Grazie per il tuo supporto, Claudio.
Credo di essere, purtroppo, nella condizione di capire.
La legge è uno strumento in mano a chi è in grado di usarla al meglio, ma spesso è il padre che per evitare che il proprio figlio si trovi in mezzo a cause che alimentano sentimenti negativi, rinunci a combattere laddove dovrebbe esistere solo il buon senso.
I nostri figli ci amano perché li amiamo, senza condizioni e condizionamenti.
La donna sbagliata ti “ama” quando non ci sono problemi economici, ritenendo questo un elemento di sicurezza imprescindibile in un matrimonio.
Una necessità che nel tempo pagano, anche se non per mano mia naturalmente, dato che io il marcio me lo butto alle spalle, sono felice comunque se riesco a garantire lo stesso al mio micronano.
@ Alessandro A. La donna sbagliata ti “ama” quando non ci sono problemi economici, ritenendo questo un elemento di sicurezza imprescindibile in un matrimonio
Com’è che giuri all’altare ?? : uniti nella buona e nella cattiva sorte?? con tutti i prob. che abbiamo avuto ..con tutta la cattiva sorte dovrei già esser divorziata da almeno 30 anni… il matrimonio è come il mare..alte/basse maree–burrasche -calma piatta.. bisogna imparar bene a nuotare assieme…..
Al massimo sono stufo delle interruzioni
… sempre sul piú “bello”.
Ma quante vite hai vissuto in una sola?
I miei complimenti per la lucidità e la chiarezza espositiva.
ti straquoto
Curiosamente, mentre tu organizzavi matrimoni, nello stesso periodo io gestivo un’agenzia di musica dal vivo per ricevimenti e matrimoni… Pensa se le nostre strade si fossero incrociate allora…
Cazzo ne hai passate Darkman. . io leggo volentieri la tua storia anzi egoisticamente ti dico anche che mi faccio coraggio.
In attesa della quarta.
DARK!!!!
Adoro la tua storia di vita!!!! E complimenti per la scrittura!!!! Continua così!!! See you next post!!!!
No anzi, sono molto interessato alla parte successiva. C’è molto da imparare.
Seguo con molto interesse la tua storia personale e ti ringrazio di averla condivisa….
Caspita Darkman “sposato per la seconda volta” e se ho capito bene, seconda separazione e secondo figlio: fai che per te non debba valere il motto “non c’è due senza tre”… Sai che perseverare è diabolico!
Che poi mi dispiace anche parlar male del matrimonio, perchè nel blog ci sono tanti ragazzi che ci credono a cominciare dal Maestro…
Comunque Dark, continua a scrivere che sei anche bravo a farlo. È una storia interessante anche perchè avrà un lieto fine, non è vero?
Lieto fine?
Già, già, già, credo che ne sentiremo ancora delle belle.
Si, Davide hai capito bene; se uno crede nel matrimonio, ci riprova anche la seconda volta, sperando che vada bene. Come penso avrai capito, è andata male anche la seconda, perchè, in questa parte, l’esito dell’attività di minuscolo imprenditore ha distrutto tutte le certezze che avevano fondato il rapporto con la persona con la quale volevo vivere; arrivato il panico, ci si rifugia nelle piccole e meschine certezze di una vita da schiavo. E se ci sono figli in mezzo, non hai scampo.
cavolo…pensavo che qui ci fosse il lieto fine…
Che brividi al rientro da questa serata… Riesco soltanto a dirti un profondo Grazie
Grazie per aver condiviso Darkman, non vedo l’ora di leggere l’ultima parte con il lieto fine. Oggi l’augurio di buona e profittevole giornata è dedicato come al solito a tutti ma a te un pelino in più.
Concordo.
Ciao Darkman, la cosa che mi intristisce è che le storie come la tua si stanno moltiplicando a vista d’occhio. Attendo la prossima parte. Grazie ancora per le condivisioni.
Si, Sebastiano, si moltiplicano giorno dopo giorno. Se Max mi farà “diventare ricco”, ho un sogno anch’io, legato alla solidarietà: fondare una associazione che gestisca una “casa per i papà separati ed indigenti”. Io so cosa vuol dire uscire di casa con una valigia riempita di fretta, non sapere dove andare a dormire e frequentare i propri figli nei centri commerciali. Se sarò ricco, cercherò di salvare il cuore (e la testa) a quanti più papà sarà possibile.
fantastico sogno….
PATTO D’ONORE: in questo saremo insieme.
…cazzo se è dura… ma veramente con una grinta così non t’ abbatte più nessuno…
Grazie Darkman. Ora ho capito quella strana sensazione di intrusione che provo quando ti chiamo e mi dici che seicon uno dei tuoi figli. Mi arriva da te tutto l’amore e il piacere di condividere con loro del tempo e anche solo una telefonata che possa interrompere quei momenti la vivo come un’intrusione in qualcosa di intimo e importante. Scusa era una riflessione ad alta voce. Con stima
)
Un amico non interrompe nulla. La stima è ricambiata.
le soluzioni sono due (come sempre) o scrivi post più lunghi così almeno non ci interrompi sul più bello… o come promesso da te nella e-mail che mi hai inviato ci incontriamo, e prima di parlare di affari mi finisci la storia della tua vita… Mi rivedo molto nel tuo trascorso…. Grazie
Una storia così va raccontata con un pò di “suspance”, non credi ? Quando ci vedremo non potrò raccontarti di più, farei troto a tutti gli altri del blog
A presto.
Ovviamente “troto” non è il maschio della trota, ma “torto” scritto di fretta.
Sono più o meno nelle condizioni in cui eri tu all’inizio dei tuoi racconti. La lettura dei tuoi post è come una finestra su uno degli scenari in cui potenzialmente potrei trovarmi in futuro. Grazie per queste condivisioni.
Grazie a te Rob; aprire una finestra su scenari possibili è uno degli scopi del mio racconto, per testimoniare ciò che Max, e la vita di tutti i giorni, ci racconta in questi anni difficili.
Dark, comunque chi ti permette di lasciare sedicimila preservativi nel salotto ti ama davvero…
Ahahahahahahahahahaha
Si, mi amava…fin quando ha avuto paura che i soldi non bastassero più. Ti parlo di una persona che ha 20 anni un posto fisso, in BANCA, con contratto a tempo INdeterminato. Lei non avrebbe perso proprio nulla. Si era solo stufata di condividere dei rischi con me. E’ una persona “normale”, insomma.
“ha DA 20 anni un posto fisso…” è la frase corretta..senza quel “DA”, saltato nella battitura, il senso cambiava..
… che tra un po’ potrebbe essere AVEVA da 20 (o più) anni un posto fisso. Sai com’è, la ruota gira e le certezze cambiano. Vince solo chi è in grado di cambiare con loro…
Eh già, Alessandro. A settembre il gruppo Bancario per il quale lavora sorteggerà (si fa per dire) 5000 persone in esubero. Lei lavora alla “Direzione Regionale” quindi pensa che una cosa del genere non le possa toccare e scuote le spallucce con sufficienza. Lo spero anch’io, perchè ne va anche della vita di mia figlia. Ma queste persone vivono in un’ambiente lavorativo talmente chiuso, talmente miope, talmente mortificante della intelligenza umana, che, quando capita a te, sei veramente sbattuto in mezzo a una strada senza una direzione. “Io non saprei fare nient’altro.” è una frase che mi ha detto pochi giorni fa. “E’ proprio questo il tuo problema, impara a fare altro” ho risposto io.
La cosa bella di questo blog è che ci sono esattamente le persone con cui amo confrontarmi, Max direbbe “i miei pari”.
E’ proprio così Darkman, io magari tu e magari la maggior parte di chi sta investendo tempo e risorse in questo progetto sta preparando il proprio prossimo futuro anche a costo di sacrificarsi nel presente.
Conosco tante persone dipendenti per aziende che non si sa quanto dureranno e nel tempo libero si ammazzano di tv, di calcio o altre cazzate.
Cosa succederà quando la loro azienda chiuderà? o non potrà più pagarli? a una persona molto vicina a me (parente stretto) ho fatto questo discorso visto che lavora nell’edilizia ed è già parzialmente in cassa integrazione ma niente.. come dici tu fa spallucce.
Alessandro, gran frase con la quale concordo in pieno “Vince solo chi è in grado di cambiare con loro”
E come per incanto l’atteggiamento nei tuoi riguardi è cambiato dal momento in cui le sue certezze iniziano ad essere minate noti?
Sai, anch’io oggi le auguro tutto il bene del mondo e non solo perché da questo dipende la serenità di mio figlio. In realtà quando sai VEDERE, ti rendi conto di quanto la paura sulle persone fragili incida purtroppo anche sulle cose che contano. Io so anche che in caso di sue difficoltà, non potrei sottrarmi dall’aiutarla… e questo malgrado sia stato praticamente scartato per un valore nominale troppo basso al cospetto di quello rappresentato da un geometra rampante con il Mercedes SW che ci curava la ristrutturazione.
C’est la Vie, dall’inferno al Paradiso… oggi mi sento felice, libero, desideroso di spaccare e mio figlio respira questo di me, prima che un padre che aveva deciso di accettare il compromesso.
Sono certo che anche tu DM, sei della stessa pasta perché oggi sei consapevole della tua forza, lei no. Rialzarsi dai grandi dolori a testa alta NON è scontato, è raro.
@Giampaolo: se siamo qui è perché abbiamo un prepotente desiderio di capire del resto no? Di rimetterci in discussione, di cambiarci.
Alessandro: ti confesso che, a fasi alterne, comunque il rapporto con la seconda moglie è abbastanza sereno. Ci sono mesi in cui ci parliamo solo attraverso le lettere degli avvocati ed altri in cui andiamo in piscina, al parco giochi o a cena fuori tutti e tre insieme (con la bimba). In questi giorni le sto dando una mano a vendere i suoi vecchi mobili, in vista del suo uovo cambiamento di casa. Ma senza le misere certezze di una vita da “ruota del criceto”, non possiamo vivere insieme. P.S. Spaccheremo tutto, vedrai.
Darkman mi unisco a questa tua ultima frase.. “spaccheremo tutto ” non ho dubbi, abbiamo tutti una motivazione ferrea che ci guiderà la dove vogliamo.
ciao Rob…il pancione cresce?? tutto bene??
Certo che ci sarà il lieto fine!!! E’ approdato su questo Blog…
Darkman, sto seguendo la tua storia con piacere, mi ritrovo un pò nella tua situazione, ma sposarmi una seconda volta… hai avuto un bel coraggio! Rimango in attesa del lieto fine, insisti e resisti!
La storia più lunga dopo quella di Max qui sul blog. In attesa della quarta parte.
Anche io conoscevo parte della storia
ForzaMan!!
Ciao Darkman,
leggo con attenzione i vari step della tua vita.
Ammiro la tua determinazione nell’affrontare le varie vicissitudini fin qui con noi condivise.
Attendo anch’io come tutti il racconto delle successive fasi fino a i giorni nostri.
Un saluto.
Grazie della condivisione
Darkman ti ribadisco che dimostri di essere una persona che non si lascia scoraggiare da nulla. Cadi e ti rialzi sempre.
Questo è gia sufficente per andare in giro a testa alta.
Sono sicuro che ci sarà o ci sia gia un lieto fine.
Io sono in una fase di grande cambiamento e la tua storia sicuramente mi ha dato un aiuto in piu per capire qual’è la mia strada.
Grazie per ora.
Sono contento che il mio racconto possa aiutarti in qualsiasi modo.
Dark… che storia…
è una fortuna che tu sia con noi…
ciao Darkman, proseguimento della storia mooolto interessante. Curioso di sapere come va a finire. Ci sentiamo
Ciao Darkman,
storia molto impegnativa quella della tua vita, ogni volta che scrivi riesci a creare sempre una maggiore aspettativa per il seguito. Scrivi veramente bene.
Sono contento di averti conosciuto e sono anche convinto che riuscirai a riscattarti, magari assieme a noi del blog.
Tieni duro, il tempo è galantuomo.
Grazie a te Salomone, rinnovo il piacere che ho avuto anch’io nel conoscerti. “Il tempo è galantuomo” è una delle poche frasi che mi ha spinto a ribattere tutto, colpo su colpo, negli anni passati.
usare i figli come arma contro il partner è la cosa più abominevole che esista. Dai, è un nuovo giorno e un nuovo sole sta per sorgere!
Leggo solo ora.
Niente da aggiungere alla stima personale che già ti ho espresso più volte di persona.
E nella filosofia del qui e ora, puntiamo ad essere concreti ogni giorno.
Cresceremo cresceremo e davvero spaccheremo tutto.
Un abbraccio
Roberto