Ha senso leggerla solo se hai letto, nell’ordine, la prima parte a questo link http://www.possofartidiventarericco.com/perche-e-successo-perche-a-me-questa-e-una-storia-vera-darkman-prima-parte/ e la seconda parte a quest’altro http://www.possofartidiventarericco.com/questa-e-la-seconda-parte-della-mia-storia-vera-darkman-seconda-parte/. Se il tutto può essere interessante o meno…beh…vedremo alla fine..

 Lei (preoccupata): “Ma quanti sono, esattamente ?”

 Io (sereno): “Sedicimila.”

 Lei (urlando): “16.000 PRESERVATIVI nel mio salotto ??!!!?”

 Io (rassicurante): “Si, Amore, ma…tranquilla…non ho intenzione di usarli tutti stanotte.”

 Quando hai una società di promozioni devi essere disponibile a stoccare e gestire anche il materiale utile per le promozioni stesse. Te lo spediscono direttamente dagli stabilimenti di produzione: cappellini, magliette, orologi, campioni omaggio di creme rassodanti, occhialini 3D con lo sponsor…qualsiasi cosa. Per centinaia di pezzi.

 Ma io non avevo mai avuto una cantina od un magazzino da usare per questo, mi ero arrangiato volta per volta, spargendo un po’ dovunque il materiale: in bagno, nel soppalco, in tutti i cassetti della casa, negli uffici dei miei amici…ma quella volta sarebbero arrivate 40 scatole da 400 preservativi l’una, impacchettati in confezione singola. Una nota marca li avrebbe distribuiti gratis, con le mie hostess, ai ragazzi nelle discoteche estive più gettonate del Tirreno. Hai mai provato a convincere una ragazza a regalare centinaia di preservativi a ragazzi coetanei, nel pieno casino ormonale ed alcolico di una discoteca ? Magari vestita in minigonna e toppino bianco ? Devono fidarsi molto di te… e devono sentire che su di te possono contarci ogni minuto. E di questo ne sono sempre andato fiero.

 Nonostante tutto, a mia volta, potevo contare sulla mia nuova fidanzata. Mi ero trasferito a casa sua, le avevo spiegato il mio lavoro, le avevo fatto vedere la rubrica del mio telefonino dove c’era un nome maschile ogni 20 femminili, le avevo detto che avrei girato spesso con delle fighe pazzesche in macchina e che ogni tanto sarei tornato alle prime luci del mattino, dopo la festa d’inaugurazione di un locale, senza bere un goccio d’alcool, comunque. Ma le avevo anche detto che l’amavo e che volevo solo stare con lei. E non le avevo mai dato nessun motivo per pentirsi della sua fiducia in me.

 Le cose andavano bene; addirittura lanciai un servizio parallelo a quello della fornitura staff per eventi: la organizzazione di matrimoni. Si, volevo che la mia fidanzata (la wedding planner) fosse spesso accanto a me, che godessimo insieme della soddisfazione dei futuri sposi e delle loro famiglie, per le quali organizzavamo tutto: la cerimonia, il ricevimento, gli abiti, gli allestimenti floreali, il servizio fotografico, il viaggio di nozze etc. etc. Ho bei ricordi di eventi organizzati in castelli medievali, in ville da sogno, in casali rustici…tutti ben riusciti. Hai idea di quale sia la responsabilità, per oltre un anno di organizzazione, di conciliare gli isterismi delle spose, le paure dello sposo, le angosce delle famiglie (paganti) e le esigenze dei tuoi partner-fornitori ? Un evento in cui il margine di errore deve essere ridotto quasi allo zero, perché ogni minimo errore, in quel giorno unico nella vita, è quasi irreparabile. Ma da quella esperienza, ho capito di essere anche un buon negoziatore.

 Poi, senza avvisare, come se tutti si fossero messi d’accordo, tutti i clienti del settore eventi e promozioni cominciano ad allungare le scadenze dei pagamenti…90, 120, 180, 240 giorni ed oltre. Attenzione: il personale bisogna pagarlo a 60 gg (è il costo principale dell’attività), con qualche strillo nel tuo orecchio riesci a portarlo a 90 giorni, poi devi anticipare tu i soldi per il loro compenso lavorativo, non ci sono scuse, in quel settore si lavora così altrimenti nessuna ragazza vuole lavorare più con te e ti sputtana nei forum specializzati e nella sua cerchia di amicizie. E’ la regola: se non si fidano più di te, hai chiuso. Senza personale “fedele”, non lavori.

 Ho anticipato io finchè non ho sforato il limite massimo del mio fido in banca (scoperto di conto). Potevano considerarmi un buon cliente: quindi, ho chiesto un innalzamento del fido, negato, ho chiesto un anticipo fatture, negato pure quello. Ho provato a lavorare con altre banche, niente. Ho dato fondo alle mie carte di credito (due). Avevo già dei vecchi prestiti personali in corso e facevo fatica a pagare le rate. Credetemi: niente spese pazze, niente acquisti futili o inutili, niente lusso o sprechi: ogni euro era impegnato nel sostegno finanziario del mio lavoro.

Finchè non mi misero sotto il naso un contratto da favola: un tour nazionale per la promozione della bevanda gassata più famosa, un contratto che da solo valeva il mio primo obiettivo di fatturato che scrissi qualche anno prima su un pezzo di carta: quasi 100.000 euro. Ma proprio quel cliente col contratto dell’anno precedente aveva un po’ fatto come gli pareva con i pagamenti: avrei dovuto anticipare tutto io, ma non avevo più fondi, né riserve. Rischiavo anche di venir pagato male, con ritardi biblici e forse neanche per intero: ho rifiutato il contratto, non me la sono sentita di fare io da banca per loro, il rischio era troppo alto. E così, poco alla volta, ma in breve tempo, andò anche con tutti gli altri clienti: un “gap” finanziario enorme nel mio bilancio. La giostra si era fermata un’altra volta.

 Nel frattempo, mi ero sposato (per la seconda volta) ed era arrivata anche la mia bambina. Ho ricordi confusi dei suoi primi mesi: la gioia di cambiarla, di prepararle la pappa, di addormentarla e di portarla in passeggino a spasso per il quartiere residenziale dove ci eravamo trasferiti (cose che non avevo mai provato col primo figlio, perché sempre in ufficio o su un treno o su un aereo) venne inquinata dalle pesanti telefonate delle banche che mi chiedevano il rientro quasi immediato dello scoperto, dalle decine di telefonate minacciose delle diverse società di recupero crediti che lavoravano per le finanziarie e le carte di credito, ossessionanti, come in un incubo senza fine, per mesi e mesi; dalle e-mail del mio commercialista, disperate, che mi mandava modelli delle tasse da pagare con cifre sempre più alte, sempre più lontane in modo abissale dalla mia liquidità: le stampavo e le mettevo in un cassetto, come per mettere la testa sotto la sabbia. Solo il personale lo avevo pagato tutto, nel rispetto dei contratti e fino all’ultimo euro: volevo mantenere il mio patto d’onore almeno con loro. Firmai anche qualche cambiale, insomma diedi fondo a tutti i possibili livelli e metodi di esposizione debitoria. Ma, grazie a Dio, non avevo nessuna proprietà intestata, né altre garanzie di terzi. Mi rifiutai di coinvolgere la mia famiglia in questo nuovo tunnel.

 Io: “Ti prego, pazienta un paio di settimane, il tempo di riprendermi un attimo…”

 Lei: “L’avvocato è stato chiaro, l’assegno di mantenimento della bambina è già saltato il mese scorso…”

 Io: “Lo so, lo so, ma tu lo sai che sto facendo il possibile…per favore..”

 Lei: “Ma trovati un lavoro, Cristo, vatti a guadagnare da vivere come tutte le persone normali…”

 Io: “Ma ragiona…ho quarant’anni compiuti da un pezzo…a me un lavoro “normale” non lo da nessuno…ora parlerò con qualcuna delle mie conoscenze…”

 Lei: ”Potresti perdere l’affidamento della bambina, potrei mandarti in galera…trovati un lavoro. Del resto, non me ne frega niente.”.

Non pagare l’assegno di mantenimento per i figli, stabilito nella sentenza di separazione coniugale, è un reato penale: si rischia il carcere. Ma io quei soldi non li avevo veramente, anche se mi ero di nuovo privato di tutto. Avevo già chiamato qualche amico, autonomo o piccolo imprenditore, per chiedere di lavorare: nessuno mi disse di no, ma nessuno mi aveva mai chiamato per farmi lavorare, neanche un giorno.

 Chiusi la telefonata con la donna con la quale avevo voluto di nuovo essere marito e padre, mi alzai dalla sedia e, con le movenze di un robot, come se fossi in stato di ipnosi, uscii di casa, andai all’edicola, presi il giornalino locale di annunci economici: cameriere, facchino, guardiano, buttafuori nei locali notturni, comparsa nel pubblico televisivo…ne guardai a decine. Feci diverse telefonate e…dopo cinque ore…trovai un lavoro per mantenere i miei figli.

 La sveglia per andare al lavoro suonava alle due di notte….

 Ma questa è la prossima parte della storia.

 Comunque, se ormai sei stufo di leggerla, dillo pure. Giuro che non mi offendo

 (continua…se vuoi…).

 DarkMan