Pignoramento Mobiliare, Max  w. Soldini,Alberto è un mio cliente di Rovigo, in un periodo in cui le cose andavano bene, si è fatto incastrare da una di quelle vendite “Compra oggi e paghi fra sei mesi senza interessi“.

Dico incastrare, perché questo genere di promozione, è sostenuta da un contratto diabolico.

Non so se anche a te, è mai capitato che, acquistare un oggetto, (mettiamo un televisore), costi meno se lo fai a rate, piuttosto che ad acquistarlo in contanti.

Sembra un controsenso, ma in tantissime catene di supermarket e in genere nella grande distribuzione, questo specchietto per le allodole, ha preso grande piede.

Anche se non è l’argomento di questo post, ti spiego in due parole come funziona il giochetto e da dove, le banche, perché sempre di banche si tratta, prendono profitto dal fatto che un ignaro consumatore non legge o peggio, non sa leggere un contratto.

Se tu compri un qualsiasi articolo, oggi che, è il 2 febbraio e devi  pagare tra sei mesi, come è indicato nel contratto.

Bada bene, ho scritto potrai pagare solo il giorno 2 agosto, sempre che non cada festivo, perché quella è la scadenza che hai pattuito con chi ti eroga questo finanziamento.

Nel contratto, a chiare lettere, è riportato che per effettuare il pagamento dovrai attendere i bollettini postali che l’istituto erogante il prestito ti invierà.

Unico metodo permesso per chiudere il pagamento senza interessi in un’unica rata.

Fin qui, tutto normale, anzi, potrei dirti che sarebbe una gran bella cosa, dato che non paghi interessi e hai una dilazione di sei mesi nel pagamento.

Ma, se il bollettini non arrivano?

Già, tu devi pagare il 2 agosto prossimo, non puoi prima e non puoi dopo, ma devi farlo con il bollettino e con nessun altro mezzo di pagamento.

Hai già capito che i bollettini ti arriveranno, se arriveranno, dopo questa data e che a questo punto, il contratto firmato si azionerà in tutta la sua sadica composizione.

Cosa intendo?

Beh, dal 3 agosto, avrai un cumulo di interessi da pagare, ovviamente una penale e, dulcis in fundo, ti arriverà una di quelle belle carte revolving, dalla quale sarà trattenuto in toto il pagamento e che potrai rimborsare al massimo per venti o trenta euro mensili.

Insomma, dopo anni, sarai ancora in lotta tra capitale ed interessi, dato che il primo non sarà minimamente scalfito dalla rata che potrai rimborsare.

Una condanna a vita.

Alberto, il mio cliente, è uno che fa di tutto una questione di principio e questa cosa non la manda proprio giù.

Al tempo del suo acquisto, lavorava in una fabbrica metalmeccanica da una decina di anni, era quindi perfettamente finanziabile e solvibile.

Fatalità, poco dopo questo finanziamento o meglio dopo l’arrivo della carta di credito, si ritrova in cassa integrazione per poi finire licenziato.

Nessun risparmio, fresco di separazione coniugale, nessun parente che possa dargli una mano ad estinguere il debito che nel frattempo è stato ceduto, ad una società specializzata nella gestione di queste operazioni.

Col passare del tempo, questo debito è cresciuto a dismisura, credo che il tasso base applicato sul finanziamento, fosse vicino a quello di usura oggettiva, anche se non lo ha superato.

Ecco che Alberto si ritrova nel bel mezzo di una Azione Esecutiva, promossa dalla finanziaria per il recupero di quanto dovuto per il “finanziamento senza interessi”.

Nessuna possibilità di rimborso, perché Alberto, in questo periodo, fa fatica a mettere il pranzo con  la cena e anche se, con una somma inferiore potrebbe fare Saldo e Stralcio di questo debito, non è in grado di pagare.

Con l’azione esecutiva, la banca potrà pignorare i beni che possiede: l’autovettura datata, e i mobili di casa, se ancora lo ricevesse, anche un quinto dello stipendio.

Beh, interpella un avvocato, il classico principe del foro e anche se non ha bene capito di quale foro si stia parlando, Alberto conferisce mandato al professionista.

Il consiglio migliore che ha ricevuto, è stato di intestare l’auto a qualcun altro e di produrre una bella lista di mobili presenti in casa sulla quale costituire un Comodato d’uso.

Qual’era l’idea dell’avvocato?

Sì, arriva l’Ufficiale Giudiziario a casa di Alberto e questi gli esibisce la scrittura con il comodato, debitamente fornita di una data certa, ottenibile con un timbro postale o una trascrizione all’ufficio del registro e che, l’Ausiliario del Giudice, capita l’antifona, giri immediatamente sui suoi tacchi con molte scuse, tornandosene da dove è venuto.

Purtroppo per il foro di Alberto, le cose non funzionano in questo modo e l’ufficiale giudiziario giudiziario gli pignorerà comunque i mobili.

Allora, dobbiamo dire che non tutto il mobilio presente nella casa di residenza potrà essere pignorato, questo a prescindere da quali documenti potranno essere prodotti per dimostrare eventuali diritti di terzi sugli stessi.

Non potranno essere pignorati effetti personali, quale la fede nuziale, la cucina nella sua essenza d’uso, il letto.

Per dirla breve, un divano, quadri, libri, mobili in genere, il televisore, il computer, potranno essere pignorati dall’ufficiale giudiziario.

Non conta se questi saranno protetti da un comodato d’uso o da qualche altro diritto d’uso.

L’ufficiale Giudiziario, ha il preciso obbligo di eseguire il pignoramento dei beni presenti nell’abitazione o nella disponibilità del debitore.

Ovviamente, basterà presentare una fattura che dimostri la proprietà di un altro soggetto di detti articoli, bada bene, comunque che nessuna validità potrà avere questo documento se privo di una data certa.

Parlo per esperienza personale, perché ho visto il tribunale di Bologna, respingere il ricorso di una società di leasing, molto importante, perché il contratto di locazione finanziaria, era privo di una data certa.

Macchinari venduti all’asta, per due soldi, ad un panzone di Rovigo che vedo tutte le mattine quando mi faccio la barba.

Diverso, è invece presentare un regolare contratto di locazione dei beni mobili, a patto che sia regolarmente registrato.

Entreremo nello specifico di questa tecnica di salvaguardia del patrimonio, in una apposita sessione informativa, per chi sarà interessato, ma è bene sapere che bisogna offrire una consulenza di qualità, utilizzando comunque l’apporto di un capace legale.

Prima di chiudere questo breve post, ti rimando ad un caso specifico, dove potrai renderti conto della giurisprudenza che potrai consultare per ottenere maggiori informazioni e anche sulla logica che devi approcciare per arrivare ad una conclusione utile al tuo caso.

La prima considerazione, la devi fare in base all’articolo 513 del codice di procedura civile, qui, in tema di espropriazione civile, capisci bene quali possano essere gli obblighi riservati dall’ausiliario del giudice in tema di espropriazione mobiliare.

Capisci per bene, che l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede cognitiva, ha solo il mero intento di individuare i beni in possesso del debitore, presso il suo domicilio o in altri luoghi di cui potrebbe averli in uso o proprietà.

All’ufficiale giudiziario, è preclusa ogni valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre a pignoramento.

Insomma, se non si dimostra l’effettiva proprietà di un terzo, l’ufficiale giudiziario, arriva e deve pignorare, sarà poi cura del terzo, dimostrare la di lui proprietà con un apposito ricorso del terzo presso il tribunale competente.

Un’altra situazione importante che potrai valutare, è la recentissima sentenza della Corte di Cassazione.

Qui, addirittura l’ufficiale giudiziario, rischia di dover risarcire il creditore per non aver pignorato dei beni sottoposti ad un contratto di comodato.

Si tratta della Sentenza n. 23625 del 20 dicembre 2012, come vedi molto recente e per quanto confermi quando ti ho scritto, è anche molto divertente da leggere per capire lo svolgersi dei fatti e rendersi conto che ci sono creditori che non mollano mai.

Anche l’articolo 619 del cpc, 1362 del codice civile, ti aiuteranno in una maggiore comprensione di quanto scritto.

Buon fine settimana.

Max W. Soldini