Ciao, lasciate che mi presenti, sono un commercialista milanese specializzato in imprese.

Bene, nella tradizione di questo forum voglio raccontarvi anch’io la storia in oggetto affinché poi possiate darmi il vostro parere. Prima domanda che vedo balenare nei vostri occhi:”ma perché un commercialista scrive su questo blog invece di confrontarsi con altri colleghi di studio o avvocati con cui lavora?

 Semplice, non condivido la logica di totale asservimento dei miei colleghi alla logica del mai andare contro la banca che ci paga fior di soldoni quando ci chiama.

Finite le premesse passiamo alla storia. Trattasi in questo caso di imprenditore nel campo degli accessori per l’edilizia. Lavora con i costruttori.

Situazione: a pagamento delle forniture effettuate ha ricevuto 7 appartamenti, al prezzo di mercato del 2007/2009, non di costruzione, gravati da ipoteca fondiaria (e naturalmente relativo mutuo per circa il 50% del valore di mercato di tali appartamenti).

Se tu paghi i tuoi fornitori e ricevi appartamenti in cambio, alla fine ti ritroverai incapace di far fronte ai tuoi debiti, ma questo è evidente, perlomeno per una questione di liquidità.

Risultato: le banche per far fronte ai debiti correnti (di funzionamento) hanno offerto altro debito ipotecario di seconda istanza. pensavate forse avessero dovuto offrire debito autoliquidante? Ma va, su questo sito siete consapevoli che la soluzione proposta dalle banche è quasi sempre l’opposto del suggeribile. poi l’imprenditore arriva nel mio studio e fa il solito show. ho grandi asset, valgono il doppio del debito, etc. peccato che se così fosse avrebbe già venduto e ripagato il debito ma il valore non è quello del 2009.

Conclusioni:

Ho proposto un piano di rinegoziazione del debito (formalmente un 67 l.f) per arrivare ad un accordo con le banche che prevedesse un po’ di dolore delle banche (circa il 20%, neanche tanto e una liquidazione totale degli immobili al loro valore reale di mercato ad oggi (circa il 60% di quanto li aveva in carico).

Ho fatto anche una proposta economica a mio giudizio conveniente. 2500 euro subito, 2500 a fine piano e poi una commissione a successo. Stiamo comunque parlando di un patrimonio di oltre 1,5 milioni di euro.

Bene, sapete come è andata a finire? Con la mia proposta in mano è andato da altro professionista che con 2500 euro gli “fa tutto il 67″.

La cosa incredibile è che il professionista in questione è andato a “parlare con le banche ” prima di avere in mano il piano o i documenti necessari. Così, “per palare e vedere cosa saltava fuori”. Indovinate come sta andando a finire?

In ogni caso vi chiedo, voi come avreste affrontato la questione per non perdere il cliente?

Credo che il confronto sia sempre utile anche, come in questo caso, nell’analisi del mio errore.

Per cui sparate pure!

Ciao,
M. commercialista