Ma li faccio piangere io, allora… (seconda parte)
on agosto 19th, 2012 at 12:36
Dunque, siamo rimasti al colpo di fioretto che ha mezzo accasciato il professionista coatto.
Era la terza volta su quattro appuntamenti fatti in coppia con qualcuno: ho cominciato a pensare che fossi io a farli piangere, allora…
Ho ricevuto molti commenti sinceri e divertiti ed anche qualche “sfottò” per il mio presunto auto-compiacermi nello scrivere quasi dei romanzi, più che dei post. Fra l’altro interrotti su quello che molti ritengono “il più bello della storia”, cioè l’imminenza del suo finale.
Ma a questo punto, prima di andare avanti, vorrei farti capire una cosa. Io divido i miei racconti in più parti, perchè ritengo che la cosa più importante NON sia il finale. E neanche, in particolare, la soluzione tecnico-giuridica che sarà adottata con questo debitore (per maggiori dettagli tecnici, casomai sarà Carlo a volerne parlare, se e come meglio crede, perché il “caso” è suo, non mio).
Allo stesso modo in cui, raccontare nel blog in cinque parti le mie esperienze di vita e lavorative, non serviva certo a spiegare il finale. Per quello sarebbero bastate due righe. Ma era più importante “vivere”, “sentire” ogni tappa del percorso che mi aveva portato a capire che se riesci a perdere tutto, tranne che te stesso, allora da te stesso potrai sempre ripartire.
Quale fu il comune denominatore in quelle esperienze ? Me stesso ed i nuovi talenti che ogni volta sviluppavo ed applicavo con successo. Potrò essere in grado di fare il consulente del debito ? La risposta è la stessa. Ed è in me stesso, in un NUOVO talento da sviluppare, NON nelle soluzioni inventate da Max o portate dal notaio.
Ragiona: a “portare” fisicamente le soluzioni di Max al debitore, come se fossero dei “fax” umani, possono essere capaci quasi tutti. Ma non tutti possono essere in grado di ASCOLTARE PRIMA E GESTIRE POI le situazioni che portano il debitore a CAPIRE ED ACCETTARE le soluzioni stesse. Sono convinto che ognuno debba fare questo ragionamento, su SE stesso. E tutto questo non lo dico io, ma un certo Max Soldini. E’ questo il mio contributo nel raccontarti delle cose, non per altro.
Ecco perchè io ho diviso questo racconto in due parti: perché ho voluto darti il tempo di rileggere, ragionare ed avvicinarti lentamente a ciò che è stata questa mia personale esperienza dal punto di vista “empatico”, emotivo, comportamentale in questo appuntamento con un debitore. E’ questa la cosa più importante, non la soluzione che sarà scritta nell’atto notarile.
Faccio due passi indietro. Dopo che facemmo i primi appuntamenti insieme, dopo un paio di settimane Max tornò a Roma e mi chiese di “spiegare” agli altri componenti del gruppo romano quale fosse stata l’esperienza con i due diversi debitori che avevamo incontrato insieme. Riempii due fogli della lavagna a fogli mobili e spiegai i “dati” della posizione debitoria: 100 (ad esempio) di debito con la finanziaria X, 100 di debito con la Y, 100 di mutuo residuo, un tot di rate non pagate, zero reddito, con questi si può stralciare, con questi chiudiamo così ed allora al cliente proponiamo questo o quell’altro.
Dopo un paio d’ore, mentre se ne stava andando, Max disse che la spiegazione era andata bene, ma avevo tralasciato la cosa più importante, quella molto più utile per gli altri “colleghi” che aspiravano a diventare consulenti del debito, in maniera organizzata e sistematica: raccontare nei dettagli lo svolgimento emotivo dell’appuntamento, in che modo avrei creato empatia nonostante l’aria di tragedia che si respirava in casa, cosa avrei pensato mentre il debitore piangeva ricordando il suo infarto avuto per il dispiacere, come avrei reagito io se fossi stato da solo a dover condurre l’appuntamento, se ce l’avrei fatta a mantenere la lucidità in quella situazione e portare comunque il cliente a RESTARE ATTENTO ED ALLA FINE DISPONIBILE alla soluzione che avremmo proposto.
PUOI AVERE LE MIGLIORI SOLUZIONI TECNICHE DEL MONDO, ma se non le ascolta, non le capisce…e se non le capisce, non le può accettare. E questo NON dipende dagli articoli di legge, non dipende dal tipo di contratto e neanche dai soldi: dipende solo da ciò che PENSA DI TE, dalla tua CREDIBILITA’, dipende dalla tua FACCIA e da come la spendi sul piano professionale, applicata al SUO caso.
Prima che uscisse, dissi a Max che anch’io ritenevo questa, e da sempre, la cosa più importante, quella su cui le persone devono concentrarsi di più e, diciamola tutta, fare anche un po’ di autocoscienza od autocritica e riflettere se ciò possa veramente far parte o meno della propria natura e carattere, prima di dire di voler fare questo lavoro. Tanto era vero, gli dissi, che qualche giorno dopo quegli appuntamenti, senza aspettare che lui convocasse quella successiva riunione, io avevo già raccontato ai colleghi questi aspetti umani e dettagli negoziali, sia in un report scritto ed inviato via e-mail agli altri del gruppo, sia in una riunione convocata appositamente fra di noi e svoltasi ad una tavola calda di un centro commerciale. Tutti gli aspetti tecnici, e solo quelli, sapevo infatti che li avrei poi trattati con Max, quando fosse tornato dalle nostre parti.
Bene: come vedi, sta accadendo la stessa cosa fra di noi. Io avevo intenzione di scrivere questa seconda parte del racconto in tutt’altro modo, ma vi ho ASCOLTATO…ho letto i vostri commenti, li ho interpretati e questo ha generato una seconda parte della storia totalmente diversa da quella che avevo pensato. Infatti, ora vi sto facendo un discorso che è la risposta, la conseguenza alla VOSTRA reazione; e senza di questa, la seconda parte non l’avrei mai scritta così.
Voi vi siete “fissati” che ci ho preso gusto nel rimandare la sorpresa della soluzione finale ad un altro post da pubblicare fra qualche giorno ? Bene: io mi adeguo, ADATTO la mia comunicazione con voi e vi spiego, invece, utilizzando più della metà del post successivo, che la cosa più importante, più utile, lo scopo vero del post, la “soluzione” insomma, è tutt’altra cosa, diversa nella forma e nella sostanza da quello che pensavate.
Mi spiego riportando il parallelo al debitore-Califano: lui è “fissato” col vendere la casa, ancora prima di incontrarmi ? Intanto lo devo capire e già questo è importante. Il debitore, chiunque esso sia, da settimane, se non da mesi, prima ancora di conoscerti, ha GIA’ una SUA rozza, pazza od istintiva soluzione in tasca: devi capire quale e la devi gestire.
Se, nell’appuntamento, lascio le cose così, se faccio condurre a lui e solo a lui l’appuntamento, lui vorrà solo cercare di capire, innanzitutto, se IO posso adottare od essere utile alla soluzione che LUI ha già in testa, anche nella sua ansia, anche nella sua ignoranza. Se non lo schiodo da li, dal fatto che pensa solo al SERVIZIO che crede che gli serva, lui penserà che ha perso tempo e non mi ascolterà più su nient’altro. Non importa che io sia stato chiaro sul fatto che non sono un’agenzia immobiliare: se vuole convincersi di questo, non c’è nulla che materialmente lo possa far ragionare diversamente, finchè io non lo ascolto e non faccio attivamente qualcosa.
SEGUIMI BENE: ad esempio, un qualsiasi debitore pensa, ancora prima di conoscermi e di capire cosa faccio, che la soluzione sarebbe quella di accendere un nuovo mega-prestito che assorba tutte le rate dei precedenti ? Mi chiederà allora se sono un mediatore creditizio o se lo posso fare per lui. Non sono stato io a spiegarmi male nella presentazione, non è stupido lui a non capire quello che dico o troppo ignorante per ascoltarmi: semplicemente lui HA VOLUTO CAPIRE QUELLO, fino a quel punto della conoscenza, perché spera che io sia la sospirata apparizione, la personificazione della SUA soluzione (il SERVIZIO) che non è stato finora in grado di adottare.
Nel corso dell’appuntamento, quindi, la difficoltà maggiore sarà quella di fargli capire che non sarebbe mai stata quella la tua proposta e che il tuo ruolo e la tua soluzione appartengono ad un’area nella quale lui non è mai stato, neanche col pensiero: un’area dove si distingue un SERVIZIO da una serie di azioni che portano invece ad un RISULTATO. E nemmeno il suo avvocato o commercialista sono mai stai in quest’area; ecco perché i suoi professionisti di fiducia non potranno aiutarlo, anche se lui avesse l’intenzione di farsela poi per conto suo. Tutto questo può avvenire solo se sei tu, meglio se dall’inizio, a condurre l’appuntamento.
Nell’appuntamento col debitore-Califano, invece, io stavo per commettere un mezzo passo falso: ad un certo punto lui (un po’ perché era già fissato, un po’ perché io non dovevo condurre l’appuntamento, ma solo osservare) si era CONVINTO CHE IO, proprio io e NON Carlo, POTESSI AGIRE PER VENDERGLI CASA (ecco perché mi fissava in continuazione mentre Carlo parlava). Insomma, anche se in buona fede, magari con un commento di troppo, lo avevo portato a credere che io potessi essere la personificazione della SUA soluzione: involontariamente, stavo mettendo un “bastone fra le ruote” di Carlo. E me ne sono accorto immediatamente.
Ecco perché, interrompendo la conduzione dell’appuntamento ad opera di Carlo, saltò in piedi dal divano, insistendo per farci fare un giro della casa, sia al piano inferiore che superiore: pensava che, almeno io, fossi una persona utile per la sua soluzione. Dopo un minuto, ho quindi deciso di colpirlo sulle sue “leve del dolore”.
Non avrei potuto farlo se, nel quarto d’ora precedente, non avessi passato il mio tempo ad “assorbire” la sua personalità, a “sentire” l’ambiente che aveva costruito per accogliere se stesso: i quadri, i vasi cinesi, il puttanone incorniciato, le compilation della discoteca, i giocattoli del gatto…assorbivo gli elementi visibili della sua vita affinchè potessero essere una risorsa, un aggancio, un sostegno, se fosse stato utile per far passare la relazione, anche momentaneamente, da un piano professionale ad uno personale.
Ed è stato utile. Quando ho apprezzato i suoi quadri (non per fingere, per me erano belli veramente) il messaggio che gli ho passato è stato questo: “Immagino cosa tu possa provare, dopo una vita passata a circondarti di cose belle che facevano bella la tua stessa vita. Ed ora dovresti privartene. Quindi, farò in modo che ciò NON accada o accada nel modo meno doloroso od oneroso. E’ questo il RISULTATO che da senso al mio lavoro”. Del resto, non è questo lo scopo etico delle nostre consulenze ?
Su questa leva del dolore mi sono appoggiato per far si che ascoltasse quello che di ALTRO avevamo da dirgli, in ALTERNATIVA alla sua ipotetica soluzione; e questa, poi, tenerla in debita considerazione, proprio perché aveva già sentito che il suo dolore era condiviso sul piano personale, prima che professionale: un punto in più rispetto ai suoi avvocati, commercialisti, agenzie immobiliari e consulenti in genere. Loro si fanno pagare per un servizio, noi per un risultato. Ed il risultato, morale e materiale, deve essere CONDIVISO PRIMA col DEBITORE, sul piano emotivo, proprio attraverso quel messaggio suddetto; soltanto DOPO è più probabile che ascolteranno la soluzione che conduce al risultato stesso.
Alla fine, dopo la visita guidata agli appartamenti, la estrema bravura di Carlo ha potuto esprimersi sul fatto che la soluzione tecnico-giuridica (che è sempre la stessa: un “diritto” sulla proprietà immobiliare) poteva mantenere in piedi ENTRAMBE le strade: non pagare più il mutuo e restare in casa propria per sempre oppure FINCHE’, con calma, anche dopo anni, lui, od altri per lui, non avesse trovato qualcuno a cui venderla. Sarebbe stato meglio condurlo sin dall’inizio verso l’ipotesi del “per sempre”, ma, in tal modo, abbiamo trasferito a lui che la nostra soluzione era “bifronte”: un doppio win per se stesso, a scelta. Avrebbe, in estrema ipotesi, potuto vendere la sua casa NON più di fretta, ad un prezzo stracciato, solo per bisogno, ma ad un prezzo adeguato ed alla persona veramente interessata; altrimenti, sarebbe comunque restato in casa sua, ad oltranza.
Ci salutammo nel parcheggio del suo condominio: la mia frase di congedo fu: “Si metta in condizione di poter scegliere, proteggendo il patrimonio”. Annuì con un sorriso. Aveva capito ed accettato.
Grazie a Carlo, Barbara e William per questa esperienza, grazie per aver raccontato le vostre, per il tempo trascorso insieme, per le battute e le risate a cena. Replichiamo, quando possibile.
DarkMan






possofartidiventarericco

Post illuminante. Hai tradotto in parole la filosofia su cui si basa il nostro lavoro e che dobbiamo far capire al cliente.
Grazie Darkman!
Una domanda tecnica, col tipo di diritto che viene messo sulla casa si riescono anche a salvare i mobili e tutte le cose che sono all’interno?
Ora mi è più chiara la prima parte del tuo racconto che non avevo capito completamente.
Andando a rileggerla dopo aver letto questa seconda parte ne ho capito il senso.
Bravissima Silver; come in un giallo, nelle prime pagine i dettagli sembrano messi li solo per fare colore. E’ quando invece il cerchio si stringe che, tornando indietro a rileggere, capisci che invece erano elementi messi li per guidare il sentiero verso la soluzione.
Hai colpito il bersaglio in pieno. Capisco di cosa parli, io sono un venditore a tempo pieno, uno di quelli che se non vende non apparecchia la tavola, Max consentimi di parafrasarti… Quando ho iniziato questo mestiere mi sono preoccupato di diverse cose tralasciando la più importante, l empatia da creare con il mio cliente, posso garantirti che ho avuto dei seri problemi dovuti proprio a questa mia carenza. Col tempo le cose sono cambiate, per questo devo ringraziare il mio socio, 25 anni di sana esperienza, una media di 5 minuti per diventare ” amico” del cliente, una dote fantastica che lo porta a tirare chiunque gli capiti a tiro dalla sua con una naturalezza disarmante, all’ inizio mi diceva sempre, Andrea ricorda che per loro sei colui che vuole vendergli un qualcosa e questo ti fa partire in svantaggio se non riesci a renderti ” amico” in pochi minuti stai solo bruciando del tempo, ho scoperto che e’ una cosa sacrosanta,il rapporto che si instaura con il cliente nelle prime fasi e’ quello che rimane impregnato nella sua idea di te per il resto della trattativa, pensate che ora riesco a farmi pagare molto più del dovuto solo perché …. sono più ” amico” di altri ! Ascoltare il cliente per scoprire cosa vuole, fargli capire che puoi aiutarlo e quando si fiderà di te farà solo ciò che gli consiglierai!
Mi sembra giusto dare anche la mia versione dell’appuntamento.
Premetto che sono i miei primi appuntamenti fatti da solo, in cui non affianco, ma gestisco.
E che uno dei miei maggiori punti da migliorare è proprio quello di creare feeling con la persona.
A volte mi riesce bene, a volte faccio molta fatica.
In questo caso, si è visto subito che il feeling maggiore è stato con DM, vuoi perché è romano, vuoi perché è più bravo in questo.
Ma non è una gara questa, il focus è sempre sul risultato.
Quindi io sono stato tranquillo, come il Duca di Savoia, lasciando “Califano” parlare, e parlare, e parlare. E assentendo alle sue soluzioni. Approfittando, di rimbalzo, anche del feeling che si creava con DM, bravissimo comunque a non prevaricare mai.
Più volte ho provato a partire con il mio “discorsetto” sulle possibili alternative, ma senza risultato.
A quel punto mi interrompevo, e lo lasciavo parlare.
La soluzione lui ce l’aveva già in testa. Vendo e risolvo. Punto. Non esiste altro.
Se non ti ascolta, inutile continuare a parlare.
Finché dopo 50 minuti, il giro della casa, l’affondo di DM, il compiacimento sulle sue proprietà e sulle soluzioni…
Gli chiedo semplicemente: “Ottimo, ma se non ce la fa?”
… silenzio….
“No, perché se riesce a vendere, in tempo e al giusto prezzo, tutto si risolve e siamo tutti contenti. Ma, se per qualche motivo non riesce, quali sono le conseguenze?
Perde una casa, perde l’altra, e la situazione diventa disastrosa!”
… silenzio …
Calco la mano sulle conseguenze, portandolo nell’abisso, come mi spiegava il buon Alessandro al primo affiancamento.
“Ma una soluzione ci può essere!”
E via con la tiritera sui diritti, sul rimanere in casa, sulle soluzioni a breve e a medio termine.
E man mano lo vedevo illuminarsi.
Quindi, riepilogando, quasi un’ora di ascolto attento, e 5 minuti di spiegazioni, date al momento giusto.
Si chiuderà, non si chiuderà? Vedremo.
Ma è stata una bella esperienza.
Per me è stato istruttivo portare Darkman con me, senza conoscerlo, e dover gestire anche la sua presenza. Per quanto, come detto, lui è sempre stato correttissimo e fedele al ruolo di accompagnatore.
Spero sia stata utile e interessante anche per lui.
E mi piacerebbe, a breve, fare un appuntamento a parti invertite.
Grazie a te Carlo, il tuo post riempie in maniera perfetta il racconto sulla parte negoziale dell’appuntamento. Io spero che chi si sta impegnando seriamente in questo progetto con Max, capisca che questi sono i contenuti più importanti e più utili che devono comprendere e che devono anche usare per rivolgere domande a loro stessi: ho capito di cosa si sta parlando ? credo che ciò sia l’elemento portante ed essenziale del nostro profilo ? Sono in grado di impararlo e metterlo in pratica ? Tutto il resto è importante ma viene dopo, molto dopo.
Replichiamo a parti invertite quando vuoi, in qualunque parte d’Italia; non voglio il “vantaggio” di creare feeling con un romano, essendo romano io stesso. Quella sarà la prova del nove. A presto.
Un romano ha sempre il vantaggio del feeling.
Chapeau.
Non ho mai letto un articolo così bello sull’arte di “ASCOLTARE”…
Grande DarkMan, hai svelato la chiave che riuscirà ad aprire le porte per la nostra attività. Questo dovrebbe essere il famoso morso del cobra di Max, l’arte di mettere sulla stessa frequenza noi ed il nostro interlocutore, la base di qualsiasi trattativa. Possiamo essere grandi strateghi ma senza questa caratteristica potremmo gettare tutto nel cestino. Grazie e saluta il Califfo
“Possiamo essere grandi strateghi ma senza questa caratteristica potremmo gettare tutto nel cestino.” Esatto.
Quanno vedo er Califfo, je dò ‘na strizzata de palle da parte tua.
Ciao Silver, io ho una mia idea, ma a questo deve rispondere Max o Carlo che ha seguito il caso in particolare, gli esperti sono loro.
Grazie DarkMan.
Logicamente non chiedevo dettagli tecnici, ma solo sapere se insieme alla casa è possibile salvare anche il contenuto (soprattutto se è di valore).
Grazie Darkman del post. Ho apprezzato veramente il modo in cui lo hai esposto ed ho capito alcune cose importanti. Sei in gamba.
Grazie Amos, sono contento che ti sia stato utile.
Concordo con te DarkMan è molto importante la leva emotiva.anchio nel mio piccolo mi sono trovata ad un’appuntamento con una persona che pensava che io potessi trovargli l’ennesimo finanziamento a tampone di altri precedenti.,sono stata quasi due ore ad ascoltare una “”puntata”" della sua vita che sembrava una telenovela..alla fine del nostro incontro mi ha invitata sapendo la mia attività a visionare i lavori nella casa che sta per perdere ,è stato a questo punto che ho fatto leva ..sono riuscita a conquistare la sua fiducia ,mi ha proposto perfino di aver libero accesso al suo ufficio per prendere la documentazione che potesse servire per la nostra consulenza ,ho fatto finta di non accorgermi che ero “”sotto esame”"quando ad un nostro appuntamento era con altre persone .,e che queste se riuscirò a trovare la soluzione ai suoi problemi saranno sicuramente i miei prossimi clienti..sono riuscita a farmelo dire (fra le righe )dal mio cliente
e comunque ogni persona è un mondo a sè e con ogni persona ci vuole un modo diverso per conquistare la sua fiducia e far in modo che siano loro a chiedere a noi di aiutarli……certamente devo ancora migliorare di parecchio….accettasi consigli …. buona bollente domenica …
“ogni persona è un mondo a sè e con ogni persona ci vuole un modo diverso per conquistare la sua fiducia e far in modo che siano loro a chiedere a noi di aiutarli “.
Esattamente Angela, proprio così. Ecco la dote principale: versatilità ed adattamento nell’applicare ciò che ho scritto.
..per assurdo DKM.. sai che ho più soggezzione del grande capo (e lui lo sà già) che con un nuovo cliente’? versatilità ed adattamento ?? in questo caso devo lavorarci sopra parecchio …….
Grazie Dark, molto molto interessante davvero.
L’aspetto empatico col Cliente e’ molto importante da quel che ho capito,ovviamente l’altro aspetto importante e’ quello tecnico che ci porterebbe al risultato.
Doti (tranne Max)difficilmente riscontrabili in una sola persona,a meno che siamo in 2 o 3 consulenti operanti insieme.
Dovrei cmq capire (essendo agli esordi) come scrivi TU se sono portato o meno per mia natura e indole.
Ciao e grazie
“Dovrei cmq capire (essendo agli esordi) come scrivi TU se sono portato o meno per mia natura e indole.”
Fai delle prove, Roby, analizza a posteriori l’appuntamento, scomponi ogni frase in sequenza, quelle dette da te e quelle in risposta del cliente. Rifai questa cosa 10, 20 volte e vedrai che delle risposte escono.
Grazie Dark.
A me cmq aiuta molto pensare: “COME SE” riuscissi nel lavoro,
anziche’ focalizzarmi solo sugli ostacoli.
Ciao a tutti
Ammazza Darkman, notevolissima analisi e spiegazione.
Questo articolo mi porta per forza di cose ad analizzare me, come agisco io e come ho agito in tanti anni di vendita.
Devo dire che magari certe cose mi vengono ma in maniera molto meno consapevole.
In genere creo empatia con le persone e durante le fasi della trattativa, ma non saprei descrivere i dettagli come stai facendo tu.
Complimenti per questo articolo davvero di spessore, l’ho letto appena adesso ma è da leggere più di una volta con attenzione.
Grazie Dark!
Me lo rileggo più volte anch’io…l’ ho scritto di getto, senza prendere appunti. Era già chiaro nella mia testa e ho dovuto solo trasferirlo in una pagina web.
Grazie Giampaolo.
Caro Darkman, il tuo racconto è denso di dettagli e riesce a catturare l’attenzione e l’introspezione di tutti, io mi trovo nelle qualità di genuinità che spingono le persone a fidarsi di te, riesco spesso a farle trasparire alle persone con cui ho a che fare ma spesso alcune delle mie qualità negative non mi permettono di sparare e fare centro…ce sempre da imparare e cambiare…
@Darkman
A romà, a me piacciono gli sfottò, per cui guardate:
http://www.youtube.com/watch?v=VrOLHeO0M8g
Per dissacrare, visto che sei stato animatore, mica t’offendi, vero?….
Scherzi a parte, bel post, fa riflettere e fa capire.
Ottima condivisione.
(P.S.: stasera te vojo dì na’ cosa: te c’hanno mai mannato a quer paese?….ha ha ha…….)
Da Albertone me ce faccio mannà cento volte..nun c’è problema !
Giusto per integrare questo bellissimo articolo:
L’empatia ci porta a creare un rapporto col cliente vivendo le sue stesse emozioni….e questo non é positivo…..con il rapport creiamo invece un rapporto di fiducia che ci permette di gestire al meglio la situazione…..
Sono d’accordo Remo; le emozioni del cliente devono appartenere solo a lui, le dobbiamo sentire ma non farci coinvolgere. Noi siamo da lui per lavorare, non per solidarietà, come ho scritto nella parte precedente. I consulenti troppo “amiconi”, per me, non vanno molto lontano: alla fine il cliente “ritorna” in sè e di una persona che ha percepito soprattutto come “amicona” e non altro non sa che farsene.
Devono appartenere solo a lui e dobbiamo anche saperle creare.
Già.. saperle creare, ci devo lavorare su.
Ciao DarkMan, post dall’alto valore e di grande spessore! Reputo fondamentale quanto da te scritto sulle capacita’ necesserie per fare questo duro lavoro, qualcuno molto piu’ titolato di me diceva che il migliore comunicatore e’ colui che sa ascoltare e io credo che sia proprio vero! Aver seguito Max in diversi appuntamenti mi ha fatto capire quanto sia importante ascoltare il cliente e poter cosi’ poi sapere dove vogliamo indirizzarlo!
Adesso ti saluto vado a passare la mia ultima notte messicana! Hola a todos!
Prego Angelo. Come mi hai chiesto in un post di qualche giorno fa, ti faccio uno squllo al tuo rientro alla base. Solo se mi porti un pò di prodotti tipici messicani, però…tipo le melanzane condite, pesce spada alla griglia, marmellata di limoni…insomma..fai tu.
non pagare più il mutuo e restare in casa propria per sempre
Per sempre? Sei sicuro di quello che dici Uomo Scuro?
Dipende da come intersechi le varie tecniche.
Ho conosciuto delle persone che sono riuscite a rimanere in casa pignorata anche dopo essere morte.
Giutor, era un modo di dire. Visto che il diritto sulla proprietà può essere esteso anche fino a vent’anni ed oltre, nel caso di un quasi sessantenne, come lo è il debitore-Califano, lo sfuttamento di questo diritto corrisponde quasi all’intera durata della sua restante vita. Alla scadenza dei vent’anni, poi, potrebbe anche ricomprarsi casa all’asta (tramite un fiduciario) ed a meno di un terzo del suo attuale valore. Ho speso quasi tutto il post a spiegare di non concentrasi sulla soluzione tecnica e tu mi vai a leggere mezza riga…mah !
Mannaggia, hai detto anche troppo in questo post.
Hai ragione, non dirò più niente sul lato tecnico, soprattutto a chi dopo aver letto i miei post, continua a guardare il dito di chi gli sta indicando la luna.
vabbé dai, conoscere la tecnica è solo il primo passo… saperla applicare è sicuramente la cosa + difficile..
Per me il problema è proprio mantenere quella sottile linea di confine tra il rapporto e l’empatia. Proprio per questo mi trovo a mio agio + con persone che hanno problemi veri rispetto a qualcuno che chiede solo una consulenza per realizzare la sua idea: una molla importante che mi spinto ad iniziare questa attività è stata proprio la volontà di aiutare le imprese che operano nella mia zona. Sicuramente cerco di evitare di fare “l’amico”, mi presento come un professionista e devo rimanere tale ai suoi occhi.
Grazie DarkMan,il messaggio dell’articolo è molto interessante,mi ero reso conto nei vari contatti che ho avuto di questa cosa ma ho ancora molto da lavorare su questo.
Sono contento d’aver preso parte all’affincamento con Carlo e di aver incontrato William e Barbara,mi sono preso i primi riferimenti da raggiungere,sia come approccio professionale al cliente,sia a come migliorare me stesso per arrivare ad innalzare il mio livello.
Prego Adriano. Un paio di passaggi del tuo post “Cartoline da Roma” del 28 luglio, infatti, “trasudavano” proprio queste lacune in modo evidente. Buon lavoro.
Ciao DarkMan,
questo post è davvero il centro di tutto.
Tempo fa in un post di Giampaolo lui disse che siamo tutti venditori, lo siamo da sempre e questo è vero.
La cosa più importante, sia che vendi un prodotto o un servizio, è gestire la propria emotività e quella del nostro acquirente. Cercare di far uscire dai suoi schemi mentali il nostro interlocutore è la mossa giusta, cercando di far comprendere che il ventaglio di soluzioni proposte non sono un pacco, ma sono da prendere in considerazione soprattutto per preservare, magari non tutto, quello che con il duro lavoro si è messo da parte.
Nella prima telefonata che ho avuto con il nostro Max devo dire che nel primo minuto della stessa ero un po intimorito, sai quando parli con una persona per te importante e al primo impatto l’emozione prende il sopravvento, ma lui in pochissimi secondi è riuscito a mettersi sulla mia frequenza e quando abbiamo staccato mi sono sentito subito più leggero.
Ti ho raccontato questo per rafforzare il fatto che non sempre la soluzione è sinonimo di vittoria e se non viene accettata allora e lui il cretino, ma è come si espone e il feeling che in poche parole sei riuscito a raggiungere con la persona che ti sta di fronte.
Grazie per il tuo commento, Pino. Allora cerchiamo tutti di far nostre queste cose, ricordando che sono motivi di forte distinzione da tutti gli altri consulenti, avvocati e non, che il cliente potrebbe avere già interpellato od è intenzionato a fare. Usciamo noi per primi dallo schema “Servizio mio contro servizio degli altri” e portiamo il cliente, attraverso una relazione personale, nell’area “Servizio degli altri contro risultato che aspetti e che io ti do”.
Creare empatia con il cliente, secondo me, è fondamentale. Per questo bisogna capire sin da subito chi abbiamo davanti e quali sono i suoi reali bisogni. Il resto viene dopo.
Ragazzi… ma quando tornano tutti dalle ferie?
Io non ce la faccio più… ho uno stuolo di ditte in difficoltà da contattare e di contatti già fatti che aspettano il dopo ferie per portarmi le trimestrali e/o parlarne meglio…
Mamma mia sto fremendo… mi sento un leone in gabbia…GRRRRRRRRRR
VOGLIO ANOTICISMIZZARE TUTTO IL MONDO!!
VOGLIO DIVENTARE RICCO!
beh… nel frattempo vai a trovare quelli che non sono andati in ferie
DM hai perfettamente ragione, dopo quasi due anni di consulenza giornaliera è la base del mio lavoro, ma agli inizi mi sorpresi quando sviluppai le abilità di cui tu parli.
Clienti che erano negativi categorici, solo perchè restavi a parlare con loro, li ascoltavi, creavi un rapport, un feeling un legame… e l’affare era fatto. Ormai è routine ma all’inizio è stato veramente disorientante. Non importava quasi a nessuno del prodotto, interessa solo legame che riesco a creare.
Grazie Mauro, per aver trovato cose comuni alla tua esperienza e per confermare la loro utilità per tutti.
Questo è uno di quei post che mi salvo sul pc perché credo sia fondamentale per poter fare al meglio questo tipo di attività.
Grazie UomoScuro
Sono onorato, sinceramente. ciao.
Ottima scelta di nick name, direi appropiato.Mi sa che mi sono creato gli anticorpi e ti riconoscerei in mezzo a miglia di persone ehehe. Il mondo del web è davvero piccolino
Ciao Dario, sono contento che ti piaccia il nickname. So che ti sono apparso diverse volte in diversi forum….chat….stanze su Skype…..ma, a differenza di tutte le altre, solo in questa ci hai azzeccato. Quindi, mi sa che i tuoi anticorpi sono più le volte che fanno cilecca che altro. Buona lettura dei miei post, sia passati che futuri, dove potrai leggere solo e soltanto di consulenze sui debiti, sempre che ti interessino.
Buon giorno a tutti.Secondo il mio modestissimo parere avresti potuto scegliere Dr. Jekyll and Mr. Hyde che calza meglio però se hai scelto quello che hai attualmente ci sarà un motivo quindi non metto bocca
E beh mica ho le palle di cristallo eheeh, però penso proprio di non essermi sbagliato
. Ti ringrazio per l’invito ma non è il mio mondo questo, preferisco fare altro quindi non li leggerò….per essere sincero non è solo questo il motivo
. Ciao e buona giornata a te a tutta la comunità
Visto Dario?! Il nome cambia, ma l’arroganza rimane la stessa.
P.S. Non hai dimenticato di raccontare qualcosa della tua vita agli ignari lettori?
Dimenticare no, Luigi, ma tralasciare cose che non c’entrano nulla, ma proprio nulla col mio stare qui, quello lo posso fare, credo. Quello che non devi dimenticare tu invece, è che ci sono i tuoi messaggi che mi hai mandato da Facebook nella mani della Polizia e che basta una mia telefonata per procedere per minacce personali. Pensa alla tua carriera e stattene tranquillo.
possiamo sapere tutti di cosa parla Luigi, giusto per non lasciarci dietro scheletri nell’armadio? Luigi piuttosto che mezze parole non è meglio essere chiari?
Angelo, non era mia intenzione intervenire qui sul blog. L’ho fatto perchè Darkman, o dovremmo definirlo “Bernie Madoff”, nonostante le cagate che ha combinato, si dimostra ancora spocchioso, e per di più con un ragazzo come Dario (buono come il pane), che si è ritrovato con i risparmi dimezzati (come tante altre persone, del resto). Non mi va di parlarne, ma state attenti a certi individui, che non sono certo quello che raccontano di essere. Darkman è solo uno di questi…
A te come va? Tutto bene il matrimonio? Tanti auguri anche alla signora e, mi raccomando, occhi aperti.
Luigi, mi piace leggere tra le righe, potresti spiegare chi sono gli individui che dicono di essere ma non sono?
Ti stai forse riferendo a me?
Non mi sto riferendo a te. Con te c’è stato solo un diverbio riguardo al fatto che ci siamo capiti male (mettiamola così).
darioc quale sarebbe l’altro motivo che ti tiene lontano da queste letture?
Ciao Angelo, se vuoi mi dai il tuo indirizzo e-mail, skype o quello che vuoi così facciamo una bella conferenza in 3-4 persone sempre se sono d’accordo e raccontiamo un pò le nostre vicissitudini.Guarda che se NON sei interessato basta dirlo. Ciao, buona serata
angelogiuffrida83 skype
Ma smettila coglione! Polizia…
Luigi, non per farmi gli affari tuoi, ma non è più semplice che vi mandate a cagare per telefono?
Bene. All’art. 612 del codice penale aggiungiamo anche il 594. Continua così.
Big Mu (sai adesso alcuni di noi ti chiamano così) sai mi è arrivata una email di un famoso broker che conosci pure tu dicendomi che il conto è stato liquidato…mmh proprio ora che ci siamo ritrovati alcuni dei vecchi amici. Dai mi sento a “Carramba che sorpresa” tu no? Vabbè dai ti lascio stare, non vorrei distrarti con queste carrambate e toglirti l’ispirazione alle tue fantasmogoriche avventure da proporre ai lettori. :-*
Dario non lo distrarre, dai! Ha un impero da costruire.
Mi spiace per quelli che gli chiedono affiancamento. E’ come farsi allenare da un obeso
Se vuoi ci andiamo insieme alla polizia, ma sono convinto che non sarei io quello “trattenuto”. Truffatore
Max, tu sei il padrone qui. Nessun problema.
Non è questione di padrone, sai che pubblichiamo tutto, il fatto è che non porta vantaggio a chi legge se vi insultate e basta.
Se si tratta di accendere una discussione, bene, altrimenti fate con mezzi personali.
Ciao Max, cio che vogliono dire Dario e Luigi, in particolare Luigi “condivido” soprattutto il post dove c’è scritto “COGLIONE” ..In quanto Darkman ha sulla coscienza migliaia e miglia di euro bruciati a dei risparmiatori per via della sua arroganza-incompetenza e malafede.devi sapere e devono sapere tutti i membri che il signor darkman-nightstar o mog è riuscito nell’impresa di dilapidare il 50 % di un gestito incirca 5 giorni di attività, dopo aver assicurato a tutti gli investitori trading basato sul money managemet rigido e garantendo che si sarebbe bloccato dopo aver perso un 30% del capitale.Così non è stato, anzi, a tutte le persone che gli chiedevano informazioni mentiva, tutto questo per non ammettere di aver sbagliato..o semplicemente di non essere all’altezza. perdere il 30% era negli accordi, perdere il 50 ci sarebbe anche potuto stare..avrebbe sicuramente dato fastidio ma preservato il capitale..è arrivato all’80 %..come dire un vero COGLIONE
Ti stupirò, ma sono al corrente di tutta la storia, lo sono sempre stato.
Credo anche sia possibile dare una nuova opportunità ad una persona che ha sbagliato.
Sarebbe diverso se fosse fuggito con il denaro invece di averlo perduto.
Max, d’accordissimo sul fatto che nella vita bisogna concedere seconde occasioni, ma è l’arroganza di “sua maestà” che fa girare i coglioni
Quella è una questione di carattere, se fai una attenta analisi, anche il tuo non è tanto migliore.
Bada, non voglio ne offenderti ne litigare, faccio solo una considerazione da amico.
Ritengo però che essere diretto non possa sempre essere un difetto, nel tuo caso, anche quando ti infiammi si vede che sei in buona fede.
Perché non ripianare la questione facendo due conti e cercare di recuperare la somma in altro modo?
Max, mi aspettavo questa risposta. So perfettamente che il mio carattere non è dei migliori, ma le prese in giro non le ho mai sopportate. La questione, per quanto mi riguarda, va molto al di là del denaro.
Recuperare la somma? Ho smesso di credere alle favole…Con tutto il rispetto
Vai con la seconda opportunità, ci sto. Spero che trovi tanto lavoro così almeno da restituire i soldi visto che non ha rispettato l’accordo preso. Sarebbe un piccolissimo passo in avanti nonostante ci sia altro dietro…ma chi si accontenta gode (così dicono…baah) e poi siccome sono una persona fatta di carne anchio il resto lo dimentico.Ok? Ci stai? Sono sicuro che da grande uomo che sei, non solo nelle dimensioni, accetterai la mia proposta.Big Mu, perchè non chiedi una consulenza a Max? Sono sicuro che ne ha già una a portata di mano per te
Che vuoi che siano 60 o 80 (qualcuno saprà la cifra precisa) mila euro totali? Li recuperi subito fidati…a me anzi devi pochissimo, solo 1400 euro, il resto mancia
Dario, da una persona che come te che scrive sulla bacheca di Facebook di CG che mi ha “smascherato” in una stanza su Skype sotto falso nome (anche se io non so neanche di cosa parli) perchè ti cercava e voleva carpire i tuoi risultati di trading, credo che non sia possibile avere un discorso chiaro e trasparente. A te questo non interessa: è troppo più divertente inventarsi queste cazzate ed usare il “truffatore” per il proprio protagonismo. Ecco perchè io a te telefonate non ne ho fatte, ma ne ho fatte comunque sia con Giuseppe che con Luigi, nonostante abbia ricevuto ripetuti insulti, sia via e-mail che via Facebook. Falle pure le stanze a 4 su Skype, non c’è problema. So benissimo che in queste stanze Luigi non dirà affatto cosa gli ho detto, ma solo quello che lui ha in testa, anche se è solo una parte, e pure distorta, della verità. Buon divertimento.
XD
Allora, Darkman, facciamo che ci capiamo, o meglio, facciamo che i lettori capiscano…
Telefonata: me l’hai fatta perchè temevi che all’incontro di Bologna avrei potuto avere una reazione spropositata e spiattellato le tue merdate, e questo non avrebbe certo giovato alla tua “figura professionale”, o sommo.
Non ho certo tempo da perdere in chattate su skype. Ho ancora molto da lavorare per ripianare al disastro che hai combinato. Sai com’è?! Qualcuno deve pur farla girare ‘sta ruota. Tu continua pure a sognare e millantare, non preoccuparti. I fessi siamo noi!!
Non azzardarti nemmeno lontanamente a sostenere che potrei fornire una versione distorta della realtà, quando sai benissimo che dico sempre la verità, a differenza tua, che ami stare sotto i riflettori romanzando di mirabolanti imprese che saranno vere, sì e no, per metà.
Attendo il prossimo episodio. Forza!
Comunque su skype mi hai chiamato a voce. Sarà stato nel momento in cui la tua lucidità da Dark Man era sotto le scarpe che ti ha fatto fare quell’errore.Ripeto ti riconoscerei fra migliaia di persone, ormai per me sei prevedibile in ogni tua mossa, direi banale. Vedo che nonostante tutti ti vogliano dare una seconda possibilità per dare dimostrazione che sei cambiato o che noi tutti abbiamo preso unabbaglio continui a sputare alla vita che è ancora benevola con te. Lua tua malattia viene proprio da dentro, la radice è troppo fradicia e non c’è speranza umana che possa salvarti.Ciao Big Mu…ricordati che io ti osservo e non ti mollo più :*
Spero che quanto scritto da me, Luigi e Dario serva al blog per evitare spiacevoli sorprese