Ieri mattina non sono passato per l’ufficio, essendo stato convocato dalla guardia di finanza di Bologna, mi sono recato direttamente all’appuntamento.

Prima di arrivare, ho dato un colpo di telefono a Pietro, per chiedere semplicemente se aveva riposato bene, una formalità, dato che, in un certo senso, conoscevo la risposta prima di fare la domanda.

-Sono rimasto sveglio per quasi tutta la notte, ieri abbiamo mangiato molto e al mio ritorno in albergo ho chiuso la serata con una bottarga piuttosto pesante.

Già, in realtà, Pietro non chiuderà occhio nemmeno questa notte e non certo per via del pasto che ha consumato.

Sono farfalle, solo che se ne renderà conto nei prossimi giorni.

Ieri ha assistito a delle trattative e a delle consulenze di cui non posso dire, ma che sicuramente lasceranno il segno.

A parte questo, ieri, giornata molto, molto, molto interessante.

La crisi sta precipitando, lo spread, unità di misura veramente importante aumenta a vista d’occhio e le più pessime previsioni sul futuro della nostra economia si stanno verificando.

Come finirà?

Netta divisione tra poveri e ricchi.

I primi aumenteranno vertiginosamente, a scapito della classe media che scomparirà, i secondi deterranno ancora più ricchezze.

Le prime minacce per la classe media sono evidenti, ovviamente quella maggiore, è la perdita del posto di lavoro, ma anche il blocco delle tredicesime o la perdita di diritti fondamentali non è cosa da poco.

Certo, se si bloccano le tredicesime, figuriamoci le quattordicesime, le quindicesime e per chi lavora in certi ambiti, pure le sedicesime.

La maggior parte delle persone, non riusciranno a pagare il mutuo e questa cosa metterà in seria crisi le banche., perché stiamo parlando di debiti contratti da soggetti che sulla carta sarebbero stati dei buoni pagatori.

Per le imprese, la storia non è poi tanto diversa.

Molti imprenditori perderanno la testa e con quella pure l’impresa.

Parlo sul serio, in pochi giorni mi sono imbattuto in diverse realtà imprenditoriali che possono essere salvate con un riordino del cavolo, ma che non saranno salvate perché l’imprenditore non ha più facoltà mentali per via dello stimolo che si dovrebbe avere in queste situazioni.

E’ innegabile che, dove non arriveranno loro, lo faremo noi.

Al di là di questa premessa, ti voglio raccontare di un colloquio che ho avuto ieri con un notaio.

Siamo in provincia di Verona, ma potremmo anche essere a Bari che non ha nessuna importanza.

Appuntamento alle 18,30,  come al solito, e ho un appuntamento alle 18,30, alle 18 sono ancora a parecchi chilometri di distanza.

Il mio, non è un mestiere che può assicurare orari certi, una volta che inizio a negoziare in un appuntamento, non posso mollare a metà se non ho raggiunto lo scopo o non mi sono portato al punto giusto per il colloquio successivo.

Alle 18,35, il notaio, mi telefona spazientito.

Mi scuso, spiego che ho avuto un imprevisto, ma assicuro che nel giro di una trentina di minuti sarei planato nel suo studio.

Non ci conosciamo e lo scopo della mia visita, è proprio di andarlo a conoscere per proporgli una collaborazione.

Circa un’ora dopo, arriviamo presso lo studio e molto sbrigativamente ci accomodiamo nella stanza ovale.

No, non siamo alla Casa Bianca, ho scritto stanza ovale solo per determinarti il livello di lusso in cui mi sono ritrovato immerso.

Presento al notaio i nostri servizi, spiego perché abbiamo bisogno di taluni atti, piuttosto che di altri, spiego che la nostra principale prerogativa è aiutare chi sta perdendo una vita di risparmi per via della vessazione dello Stato e delle banche.

Per tutta risposta, questo notaio, mi invita, molto educatamente, a recarmi verso la porta.

In un primo momento abbino il suo gesto a qualcosa di molto rispettoso.

Insomma, la mia impressione è che voglia accompagnarci alla porta per ripetere, con la dovuta cerimoniosità, la nostra entrata nello studio.

Una specie di reset per ripartire con la giusta importanza in questa nuova collaborazione.

Invece, una volta nei pressi della porta, il notaio in perfetto gessato Armani, proferisce con un filo di voce pochissime parole.

- Io queste cose non le faccio.

In un primo momento resto stranito, incredulo, scoglionato.

Per meglio descriverti la mia sensazione, potrei rappresentartela come se qualcuno ti scorreggiasse in una mano per poi, prima che tu riesca a rendertene conto, fartela annusare.

Concentrati su questa sequenza di movimenti e vedrai che ti rendo bene l’idea del momento.

Retratta immediatamente la mano per evitare il peggio, pongo al notaio una domanda: Perché?

Dato che egli è un pubblico ufficiale, non può rifiutarsi di sottoscrivere degli atti che siano redatti secondo le vigenti leggi, quindi uno sbrigativo “io non faccio queste cose” è una risposta del cazzo, dato che queste cose sono il suo normale lavoro.

Il figurino proferisce un discorso breve, ma ben articolato, dicendo che, si, egli è obbligato a celebrare l’atto, ma anche che, a suo capire, questi sono atti in frode ai creditori e alle banche e per quanto un padre di famiglia tenti di salvare magari i risparmi di una vita, il suo obbligo morale sarebbe quello di segnalare a chi di dovere ogni qualsivoglia tentativo di atto del genere.

Come direbbe Willy, saluto il notaio facendo uscire dalla bocca un “comprendo, non ci avevo pensato a questa cosa, in un certo senso ha ragione lei signor notaio, grazie di avermi avvisato che sto correndo il rischio di danneggiare le banche , la nazione, la chiesa e la nostra immagine verso l’Europa”.

In realtà, sto pensando: “Pezzo di merda, ecco perché hai un vestito addosso da cinquemila euro, se ti venisse la diarrea in questo momento, ti terrei qui per farti domande sceme e perdere tempo per vederti cagare addosso”.

Prima di dargli la mano, e accomiatarmi, mi curo di scorreggiarci sopra.

Nel tempo ho studiato e approfondito una tecnica orientale per trasmettere una scorreggia da una mano all’altra.

Realtà dei fatti, stiamo vivendo in una economia di guerra e il ragionamento, dal punto di vista della sua casta, non è sbagliato.

Se attacca le banche, avvallando le nostre difese, le banche perdono patrimonialità e queste sono tra i maggiori clienti dei notai.

Non è il primo notaio che si comporta in questo modo e non sarà l’ultimo, ma mi ha fatto piacere raccontarti questo momento della mia giornata.

Dai, anche questa mattina, dopo una notte insonne, mi sto godendo un nuovo Sole.

La domanda che mi pongo è: “Quanti nuovi Sole riuscirò a vedere ancora nella mia vita?”

Bene, se quello di oggi dovesse essere l’ultimo, farò sia una giornata straordinaria.

Buoni profitti a tutti e non parlo solo di denaro.

Max W. Soldini