Negli USA, questa legge è attiva da tantissimi anni.

Finalmente anche in Italia, dopo il recentissimo decreto legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese”, siamo giunti alla possibilità di chiudere con i debiti e ripartire da zero con il fallimento del consumatore.

Di fatto, con questo nuovo decreto, si dà la possibilità a debitori che non riescono più a far quadrare i conti, di chiedere il fallimento personale, ovvero di trattare delle procedure di concordato con i propri creditori.

Fino a questo momento, la legge fallimentare prevedeva che non potessero fallire le persone fisiche, i piccoli imprenditori, gli enti pubblici, le imprese agricole, gli artigiani.

Ora sono state incluse le imprese agricole e appunto i consumatori.

Vediamo in sintesi i risvolti di questa norma.

Se un creditore ha accumulato debiti superiori alle proprie possibilità di rimborso, potrà offrire alla lista dei propri creditori un piano di pagamento per estinguere totalmente i suoi debiti.

Dovrà comunque depositare una proposta presso il tribunale dove risiede indicando i modi e le scadenze ai quali si vorrà attenere.

Sarà buona norma indicare eventuali garanzie a beneficio del buon fine della proposta.

La cosa bella è che non sarà necessario offrire un pagamento integrale, anche se i creditori hanno in mano titoli quali un’ipoteca immobiliare o pegni di qualsiasi genere.

Si amplia quindi la possibilità di chiudere i propri debiti a Saldo e Stralcio, arrivando a proporre ai creditori somme anche inferiori al 50%.

Inutile dire che in questa procedura non andranno compresi i debiti tributari e di previdenza, di qualsiasi genere, per i quali è previsto l’integrale pagamento.

In pratica questa procedura è molto semplice e si riduce ad un’unica udienza davanti al giudice.

Basterà fornire una adeguata documentazione, giustificando motivando la natura dei debiti accesi con i propri creditori.

Per usufruire del concordato, si dovrà dimostrare di aver costituito debiti con mancanza di colpe e ad esempio di non riuscire a pagare determinate rate per la perdita del lavoro malattia o casi similari.

Questa prima decisione è a descrizione del magistrato.

La proposta di concordato sarà poi votata dal comitato dei creditori, ma verrà approvata senza dubbio con il voto favorevole di almeno il 60% degli aventi diritto.

Al deposito della proposta, il debitore potrà anche richiedere l’applicazione di una moratoria, avendo la possibilità di sospensione fino ad un anno del pagamento dei debiti.

In questo caso vengono sospese tutte le operazioni di pignoramento ed esproprio per quel periodo.

Il decreto del governo Monti, prevede anche la possibilità di una vendita dei beni del debitore entro un periodo di quattro anni con il ricavato della quale si procederà al pagamento dei creditori.

Questa situazione sarà comunque seguita dal tribunale.

Ora della fine, il debitore sarà liberato da tutti i propri debiti anche nel caso fosse stata accettata una situazione di Saldo e Stralcio in percentuale inferiore all’importo dei debiti contratti.

Come si evince dal testo, i vantaggi per il consumatore sono evidenti, ma anche le implicazioni professionali per chi fa della risoluzione dei problemi il proprio mestiere.

In un prossimo post approfondiremo questa argomentazione.

Max W. Soldini