Stamane è iniziato un nuovo giorno, e come tutte le mattine ho cercato di salutarlo con il sorriso.

Mi sentivo molto strana però, una strana emozione mi turbava, e non riuscivo a capire il perché.

Dopo aver mandato a scuola i bimbi, ho iniziato a lavorare sperando di distogliere il mio pensiero da questa sensazione, visto che si stava trasformando lentamente  in uno stato d’ansia.

Verso le dieci circa però ho iniziato a sentirmi male, non riuscivo più a muovermi, facevo fatica persino a reggermi in piedi.

Con la scusa del caffè mi sono allontanata per stare un attimo da sola e li mi sono seduta nella sedia per riposare…

“Forse sono solo stanca” mi sono detta.

Dopo una decina di minuti, ho ripreso il lavoro, anche se questa sensazione non mi era passata,… sbatteva dentro di me, nella mia testa, nel mio stomaco e più la respingevo e più mi esplodeva dentro, talmente tanto forte che ad un certo punto le lacrime hanno iniziato a rigarmi il volto e per quanto mi sforzassi non riuscivo più a trattenerle.

“Cos’hai” mi chiese preoccupata mia madre.

“Nulla” risposi io con la  voce tremante .

Ma non era vero, perché ora sapevo benissimo cos’avevo, ora mi era tutto chiaro…

“Non è vero che non hai nulla , sennò non piangeresti” ribattè quasi rimproverandomi mia madre.

Iniziai a singhiozzare… e nella disperazione gli dissi : ” E’ solo che a volte mi tornano in mente molte cose,….cose molto brutte, ….ed io vorrei poterle cancellare”

Vidi nel volto di mia madre una certa tensione quasi avesse paura di chiedermi quello che stava per dire… quasi avesse paura della mia risposta…

“Quali cose brutte ti vengono in mente….quali !”

Piansi … e piansi ancora ,  continuando a dire :

“Nulla mamma, solo cose….. cose brutte, ma ora mi passa…”

Ma non fu così….non mi passava…mi chinai per terra ed esplosi dicendole…. “Il pozzo mamma, il pozzo…”

Vidi in lei un dolore grande, e sentii che era il dolore di una madre che si sente impotente di fronte a queste cose …

Il suo volto teso e dispiaciuto mi faceva sentire amata e valeva più di mille parole….ed in quel silenzio mi sentii rasserenata anche se dispiaciuta per averle dato quella sofferenza….

Il pozzo…

22 anni

Avevamo un pozzo in disuso  nel giardino che si trovava nel retro della casa…

Avevamo deciso che per sicurezza andava riempito di terra, visto che dovevamo abbassare la superficie del giardino.

Alla sera rimanevamo fuori finchè non calava il sole riempiendo cariole  e  svuotandole all’interno…e stremati ci sedevamo in tavola per la cena, senza nemmeno rivolgerci la parola…

Non facevo caso al poco dialogo che avevo con mio marito, le cose non andavano bene, io gli facevo schifo, e spesse volte la mia presenza gli dava fastidio.

Qualche volta parlavo della casa e dei progetti o dei sogni che avevo su di essa … e sola allora riuscivamo a scambiarci delle opinioni civili…

Il pozzo

Ricordo quella sera come  un incubo….

Parlai  con entusiasmo a S…. del pozzo, eravamo arrivati a metà lavoro…

Lo immaginavo romantico,  che adornava il mio giardino, con quei mattoni faccia vista ed i fiori sul bordo che lo decoravano, ma da lui ottenni questa volta solo una scena muta ed uno sguardo di odio…

Non capivo, la casa per lui era sempre un motivo di dialogo, come mai questa volta non mi rispondeva?

Forse non gli piaceva la mia idea?

Quello sguardo lo conoscevo benissimo, mi spaventava, ma ora non gli avevo dato motivo.. non potevo averlo fatto arrabbiare….

“Cosa c’è?” gli chiesi …

“Perché non parli?”

“Se non ti piace la mia idea, non fa nulla, lo faremo come vuoi tu…”continuai …

Al che mi si avvicinò e  con gli occhi pieni di odio mi disse :

“Da quando sto lavorando nel pozzo mi è venuta un’idea …”

“Dimmi…” lo incentivai io …

“Non riesco a fare a meno di pensare …” continuò … ” di ammazzarti una notte mentre dormi, di buttarti nel pozzo, e di coprirti di terra…”

Io rimasi incredula a quelle parole…

” Nessuno ti troverebbe lì, e potrei dire che te ne sei andata, abbandonando me e tuo figlio”

Freddo, freddo nient’altro che freddo…

Dolore… enorme….

Paura ….

Pianti….

Da quella notte non riuscii più a dormire serena… non avevo nemmeno il coraggio di piangere,non potevo farlo, se piangevo lui mi picchiava perché gli davo fastidio….

Avevo paura di morire?

No ! La morte forse per me era una liberazione….

Allora perché provavo tutto quel dolore? Perché?

Anche stamane piansi per lo stesso motivo…

Perché non volevo che mio figlio pensasse che io l’avevo abbandonato….

Poteva togliermi tutto, ma non il diritto di essere madre…

Serbo queste cose dentro la mia mente, gelosamente…

Esperienze che mi hanno fatto provare quanto l’amore di una madre possa essere immenso, esperienze che mi hanno fatto capire quanto forte so essere, esperienze che mi fanno ringraziare Dio ogni giorno per avuto il coraggio di scappare anche se le conseguenze sono -state poi gravi, visto che la giustizia in Italia non c’è….

Esperienze però che hanno dato il vero senso alla mia vita…

Esperienze che mi hanno dato tanta voglia di dimostrare quanto valevo…e per un bel periodo ci sono riuscita, per poi ripiombare nel baratro.