Approfitto di questo periodo feriale per fare qualche riflessione che va al di là della tecnica.

Lo faccio perché il dibattito che si sta sviluppando sul blog a proposito delle tasse si o tasse no, si sta facendo molto interessante ed espone i molti limiti che abbiamo su questo tema.

Ti dico subito la mia: Tasse no.

Lo so, adesso si alzerà un coro contro questa mia affermazione ed è meglio che andiamo a precisare subito.

Questa mattina, ho fatto il pieno di benzina nella mia auto, centotredici euro, un terzo buono delle quali, sono accise e tasse.

Posso dire di aver pagato una quarantina scarsa di euro di imposte?

Nel frattempo, lavando il cristallo della macchina, mi accorgo che ho versato anche l’assicurazione annua di tremila euro, azz, ci sono circa cinquecento euro di imposta sul valore aggiunto.

La macchina paga pure il bollo, per pagare il bollo ho dovuto effettuare un versamento postale che mi è stato tassato.

Offro la colazione a mia moglie: un euro e settanta per caffè e cornetto, anche lì, ci verso il ventuno per cento di IVA.

Pago le tasse in ogni frangente della mia giornata, anche adesso che sto scrivendo sul blog, sto versando accise ed imposte perché utilizzo una fonte di energia e un collegamento ad internet.

Hey, in ufficio abbiamo anche l’acqua. Ogni volta che scarico lo sciacquone del water pago IVA.

Anche a casa ho l’acqua, l’energia, il canone tv.

Anche per avere la casa, pago delle tasse.

Quando l’ho comprata ho pagato una tassa dal notaio.

Se invece fossi in affitto, pagherei la tassa di registro per il contratto.

Paghiamo le tasse quando compriamo il pane, quando ci vestiamo, quando restiamo nudi.

Insomma, qualsiasi cosa facciamo o pensiamo, è tassata direttamente o indirettamente, per renderti bene l’idea fai questo esercizio quando acquisti un bene o un servizio.

Quando sarai ad un livello superiore, farai questo esercizio prima di acquistare un bene o un servizio.

Vedrai che nulla non è tassato dallo Stato.

Poco fa ho scritto tasse no, intendimi bene, non voglio invitare nessuno ad evadere il fisco, anzi, voglio che siate fieri di pagare imposte.

Dai, non sono mica scemo, il punto è un altro: Sono un investitore sofisticato e quanto o in che modo riesco riesco a pagare di tasse sul mondo che mi circonda fa la differenza.

Esempio pratico: Un dipendente, prima paga le tasse e poi riceve lo stipendio.

Esempio ancora più pratico: Un ricco prima detrae i costi e poi paga le tasse sulla rimanenza.

Anche nel caso dell’imposta aggiunta, perlomeno nella maggior parte delle ipotesi.

Non pensare che questa mia sia solo una provocazione, direi piuttosto che ti sto parlando di religione.

Sai benissimo che sono un adoratore del denaro, l’adorazione deriva da un grande rispetto per il profitto ma anche dalla capacità innata di fermarmi ogni qual tanto a pensare.

Fermarsi ogni tanto a pensare fa la differenza.

Per arricchirsi, bisogna evitare di fare cose stupide e la quantità o qualità di tasse che paghiamo può rivelarsi una cosa stupida o la cosa migliore che si potesse fare.

Insomma, essere un investitore sofisticato è merda, se non sai difenderti da che vorrebbe succhiarti il sangue.

Bene, parleremo spesso e bene di come pagare molte tasse, (in meno) e perché dobbiamo imparare a pensare da ricchi.

Mi raccomando solo una cosa, nessuna demagogia sui servizi legati alle imposte, il nostro compito è solo lavorare in modo intelligente ed interpretare la formula della ricchezza.

Non esistono vie di mezzo, altrimenti ingurgita la pillola blu.

Buona giornata a tutti.

Max W. Soldini.

P.S. Se eri a Bologna e sei in possesso della banconota da cento euro firmata, utilizzala per i momenti di riflessione.

Prova a pensare tenendola bene in mano, osservala, annusala, accarezzala, baciala, riempila di propositi sulla ricchezza.

Vedrai che lavorerà per te.

Lavorerà duramente.