Venerdì ero a Forlì già alle prime ore del mattino. Il motivo principale era per cogliere la possibilità offertami di riacquistare una quota del gioco dell’investitore sofisticato solo al doppio del prezzo di emissione.

Chi ha venduto quella quota, ha fatto un affarone, ben quattrocento euro al posto dei duecento versati pochissimo tempo prima. Un incremento del 100%.

Se chi ha venduto ha fatto un affare, vuol dire che acquistando questa quota ho preso una cantonata?

No, ho fatto un affare, in termini percentuali, uno dei più grossi affari della mia vita.

Vero che ho pagato il doppio di quanto ha fatto il mio generoso venditore, ma è anche vero che, il valore intrinseco del mio acquisto, è molto più alto di quanto l’ho pagato.

Certamente parto con un vantaggio rispetto agli altri partecipanti, so prima che tipo di transazioni andiamo a concludere.

La mia mattinata a Forlì, è continuata con la partecipazione ad un’asta mobiliare, acquisto di due frigoriferi per 650 euro, venduti immediatamente per il doppio, anche se dovrei dire che si trattava di un acquisto su commissione o del classico caso “prima vendi e poi compra”.

Faccio operazioni come questa diverse volte in una settimana, concentrandomi sempre sull’incremento percentuale e non sulla somma rappresentata in denaro.

Utilizzo sempre e comunque gli insegnamenti della regola 72, non importa che si tratti di un’asta mobiliare, immobiliare o di qualche altro genere di affare.

Sabato ho poi mandato una mail agli altri possessori della quota del gioco dell’investitore sofisticato, la mia richiesta era chiara, dato che mi sono reso disponibile all’acquisto del diritto a giocare al doppio di quanto sia stato investito.

Anche a tutti gli altri, ho chiesto di rivendermi la quota per quattrocento euro.

Nessuno ha accettato.

In realtà, il mio intento era mettere in evidenza che questo è un gioco con denaro reale, qui si rischia o guadagna denaro vero.

Uno dei primi avvisi che ho inviato quando ho iniziato l’avventura con questo blog, è che qui si parla di profitti, si cercano profitti e tutto il resto è relativo.

Non dobbiamo raggiungere quote di lettori per piazzare prodotti o inserzioni pubblicitarie, vogliamo solo raccogliere persone interessate a diventare ricche, schifosamente ricche.

Diventare schifosamente ricco, non è una cosa alla portata di tutti, non mi stancherò mai di ricordarlo.

Bisogna acquisire la giusta mentalità, capire il funzionamento della ruota del topo, riconoscere che la maggior parte delle cose insegnateci sul denaro dai nostri nonni, dai nostri genitori, dalla nostra sfera di conoscenze è semplicemente merda.

Bene, forse l’ho detto qualche decina di volte, ma ripeterlo giova a me stesso, quanto a chi mi sta leggendo: Se avessi ascoltato le opinioni e gli insegnamenti dei miei genitori sul denaro e sulla ricchezza, adesso sarei un ottimo operaio di quarto livello in una fabbrica di caldaie, anche se non sono certo del mantenimento del posto fisso.

Ma anche se avessi creduto a quanto la professoressa Laura Cavestro, mia prof di lettere alle scuole medie inferiori, disse a suo tempo sulla mia personalità e sul mio probabile futuro ai miei genitori, non sarei qui a scrivere.

In due parole, a suo dire, era meglio non spendessero soldi nel farmi proseguire gli studi, in quanto non avrei concluso nulla al di fuori di una fabbrica, dove sarei potuto entrare come dipendente.

Guarda che in una famiglia umile come la mia di origine, le opinioni dei professori, dei dottori, dei pubblici ufficiali, dei direttori di banca, del parroco, sono ascoltate senza margine di ragionamento.

L’ha detto la professoressa e basta, tu sei un deficiente e vai a lavorare.

Inutile dire che, a nemmeno quattordici anni compiuti, mi sono ritrovato in tuta blu, gavetta, bicicletta con cambio fisso, in una fabbrica dove si saldavano lamiere.

Dico si saldavano lamiere, perché per quasi cinque anni di permanenza in quel lugubre e puzzolente posto, non ho mai visto come si svolgesse il processo produttivo.

Per cinque anni, otto ore al giorno, ho sempre fatto il medesimo pezzo.

Un manicotto da un quarto di pollice saldato su una ghiera.

Il tutto per una opinione della professoressa di lettere.

Com’è possibile che, oggi, a distanza di anni, lo stesso deficiente ti stia scrivendo qualcosa sul denaro e la ricchezza su un sito internet?

Beh, ho avuto la capacità di pensare con la mia testa, ho avuto la possibilità di fallire prima dei trent’anni, ho avuto la grande possibilità di ripartire dopo aver perso anche le mutande.

Credo di aver imparato molto di più sul denaro e le persone in quei due anni in cui sono rimasto senza un tetto, rispetto a tutto il resto della miavita.

I miei primi due anni di università.

Quella della strada.

Ecco perché oggi ti esorto a pensare bene della ricchezza, bene del denaro, benissimo della regola 72.

Ci sono passato prima di tutti per queste cose, valutando molto male le possibilità, perdendo tutto in pochi attimi.

Arrivando all’idea di togliermi la vita per via dei debiti, dell’onore della famiglia, del nonno che non avrebbe mai approvato che si possono fare soldi anche senza faticare.

E’ questo connubio, soldi uguale a ore di lavoro che non deve limitarci.

La soluzione giusta, è soldi uguale informazione, soldi uguale ad intelligenza finanziaria, soldi uguale saper risolvere problemi.

Soldi uguale a tempo liberato dal lavoro, soldi uguale tempo con i tuoi figli.

 

La capacità di scindere l’affetto per un genitore, rispetto alle sue convinzioni sul denaro, il lavoro, la vita in generale e quello che effettivamente ti sei eletto a fare, non è cosa per tutti.

Cosa me ne può fregare se mio padre andava a scaricare cassette al mercato della frutta, piuttosto che essere un impiegato dell’Enel?

Papà, ti voglio un bene della madonna, specie adesso che hai bisogno di me, ti voglio bene anche se mi hai mandato a lavorare a tredici anni, anzi, ti ringrazio per averlo fatto.

Magari se mi mandavi a scuola, oggi avrei forse rivenduto la mia quota del gioco perché non ci arrivavo a dovermela tenere.

Chissà, magari quello che chiamo farfalle nello stomaco sarebbe un fastidioso problema medico.

“Scusi dottore, sono diversi giorni che non dormo, sento uno strano formicolio nello stomaco, che sia un brutto male?”

Dai, a parte tutto, stiamo giocando duro, oggi termineremo il rendiconto filmato delle prime due operazioni del gioco.

Anticiperò che la terza, è un’operazione immobiliare.

Prova a pensare una cosa: Se con la prima operazione mi sono garantito un flusso di cassa positivo per un breve periodo e con la seconda un ottimo guadagno in percentuale, quanto denaro ci vorrà per chiudere un’operazione immobiliare?

Hai capito?

Facciamo la classica operazione dove non servono soldi per fare soldi.

Mi spiace se non sei uno dei possessori delle quote, anzi posso dire uno di quei strarottiinculo di possessori di quota, perché non solo avranno la possibilità di raggranellare una somma di profitto, ma anche di imparare come si fanno queste operazioni dalla a, alla zeta.

Pensa un po’, tutti i miei segreti svelati ai soci di questa operazione.

Stavamo pensando di aprire ad una seconda tornata di giocatori, ma il fatto che qualcuno abbia rivenduto la quota, ci ha fatto pensare che i nostri sforzi sono gettati al vento.

Non vorremmo correre il rischio di perdere del tempo, vabbè che si tratta di un gioco, ma il tempo non torna indietro.

Se qualcuno, è comunque interessato a partecipare, non solo per il profitto, ma per imparare la tecnica, magari me lo faccia sapere.

Mi rendo conto solo ora d’aver scritto un sacco di cose personali, l’ho fatto perché, ogni volta che perdo un pezzo, torno indietro nel tempo, mi si riaprono ferite, affiorano ricordi.

Dai, si prospetta una giornata appiccicosa.

Niente male, se si appiccicheranno denari alle nostre mani, sapremo ricevere.

Buona giornata a tutti e buoni profitti.

Max W. Soldini