Nomi e luoghi sono di fantasia.
Questo racconto forse non è proprio nello spirito del blog, ma può avere tante interpretazioni.
Ringrazio in anticipo chi avrà voglia di leggerlo e lascerà un commento.
Rapallo, luglio 2012
Siamo in piena stagione turistica, é un’estate di sole, caldo africano e di flussi turistici che non convincono. Molte persone attendono l’ultimo momento per partire e cercano l’occasione giusta per spuntare un prezzo il più favorevole possibile, dal quale dipende la loro possibilità di andare in ferie, almeno una settimana (o anche meno, talvolta è meglio di niente).
Mrs Jennifer Ahmed é una signora americana di origini mediorientali, emigrata da piccola negli USA e sposata con un connazionale, anche lui divenuto cittadino americano.
Insieme ai due figli vogliono fare un tour di due settimane intorno all’Italia e, siccome il budget é molto ristretto, cercano alloggi di vacanza al miglior prezzo.
Per quanto riguarda l’Italia del Nord la scelta ricade su Rapallo, una cittadina rivierasca ben collocata strategicamente: a due passi da Portofino, Santa Margherita Ligure, San Fruttuoso e Camogli, non lontano da Genova, ad un tiro di schioppo da Sestri Levante e dalle Cinque Terre, con Portovenere a fare da corollario al tour ligure, inserendo puntate a Pisa e Lucca, con meta finale Firenze.
Non c’é che dire: un bel tour de force, stressante quanto basta per chiamarla vacanza, sempre attenti agli orari e con molto stress.
A Rapallo affittano un grazioso monolocale a piano terra, l’ultimo rimasto a Pino, un energico uomo di quarant’anni che di mestiere affitta alloggi di vacanza.
Jennifer avrebbe voluto un attico, ma la scelta era ristretta ormai solo al monolocale a piano terra, l’ultimo rimasto, visto che la prenotazione era per la settimana dal 21 al 28 luglio e la gentile signora si stava muovendo solo quattordici giorni prima della partenza.
Pino riceve una prima telefonata da Jennifer e non ne rimane convinto, sente che quella donna, assai pretenziosa e ansiogena, gli avrebbe portato guai. Ma si sa, non sono tempi in cui si possa stare a guardare se un cliente é simpatico o meno, per cui stringe i denti ed accetta la prenotazione.
In fondo si tratterà solo di una settimana di sbattimento, poi sarà tutto finito e si tornerà alla normalità.
E poi un quarantenne di esperienza come lui vuoi che non riesca a gestire una situazione come questa?
Arriva il 21 luglio, la dolce famigliola si presenta con tanto frastuono: i due bambini, maschi, sono delle pesti, molto irrequieti e turbolenti, la madre, come previsto, inizia il bombardamento: “ma non c’é un locale più idoneo?”, “non ci può dare un piano alto”, “entrano i ladri?”, “mi può togliere il divano che non fa bene alla mia asma?”, “é tutto così molto “easy”……”.
Pino, che é una persona precisa e coscienziosa, ma anche poco accomodante, come primo pensiero vorrebbe scaraventare la strega dalla finestra, ma é un uomo di esperienza e ribatte a Jennifer semplicemente così: “Signora, sono stato chiaro, sia al telefono, che nella mail, le ho descritto con dovizia di particolari l’immobile e le dotazioni, le ho inviato le foto, numerose e minuziose, il prezzo é adeguato allo standard, per cui tiri un respiro e si calmi, vedrà che poi, alla fine, questo locale le piacerà”. E badi ai suoi due bimbi, che non distruggano tutto.
I dialoghi avvengono rigorosamente in lingua inglese, eh, ci mancherebbe che qualche straniero si sforzi di parlare italiano, scherziamo? E Jennifer é un fiume in piena.
Tant’é alla fine prevale l’esperienza di Pino, che riesce a registrare la famigliola e a farsi pagare il saldo dell’affitto, compresa la cauzione, per eventuali danni arrecati all’immobile.
Nel frattempo i bimbi scalmanati durante i loro salti su e giù dal lettone sparpagliano per terra ogni sorta di snack (americano) pieno di cioccolata, liquirizia, barrette, noccioline ed altre porcherie ipercaloriche, oltre a coca cola e succhi di frutta.
Finalmente Pino riesce ad accomiatarsi dalla strega e dai figli terminator, e pure dal papà (l’unico normale, molto posato e tranquillo) e si dedica alle altre faccende, considerando che ha altri arrivi incombenti.
Prima della fine della lunga giornata di fuoco Jennifer riesce a fare diverse chiamate al cellulare di Pino, il quale, trattenendo molti vaffanculo tra i denti, ne esaudisce le richieste.
Il pomeriggio del giorno dopo, verso le 13.00 Jennifer fa una chiamata concitata: ”venga di corsa, abbiamo un ospite indesiderato”.
Arrivato all’alloggio a Pino vengono mostrati i segni di un presunto passaggio di un topo (mica tanto presunto, perché le caccole sono proprio quelle di un topo). Pino tranquillizza la signora ansiosa con un “non si preoccupi, si tratta di un merlo che è venuto a farvi visita, nel cortiletto prospiciente ce ne sono tantissimi”, e scopa via i “regali” lasciati dall’ospite.
Passa la domenica sera ed il lunedì mattina, alle 13.00 (puntualissima) Jennifer chiama Pino a rapporto: “there’s a mouse inside the flat, we leave”.
Si, è proprio lui, un grande e grosso, nonché ospite indesiderato, roditore, entrato forse dalla finestra lasciata aperta, ed attratto dall’odore forte ed assai invitante delle cioccolate e degli snack americani dei due bimbi, sparsi per tutto il pavimento.
Jennifer gli fa notare le cacche in giro per la casa e l’odore per nulla invitante.
Pino suda freddo e accondiscende alle richieste della signora: le restituisce metà dell’importo versato ed una dichiarazione dell’ex ospite che si ritiene tacitata e pienamente soddisfatta, e che non divulgherà a nessuno quanto accaduto.
Si lasciano tutto sommato amichevolmente e Pino sa che deve iniziare la sua battaglia personale contro quel topo inatteso e non certo gradito.
Gli rimangono cinque giorni per debellare il nemico, in vista del prossimo arrivo degli ospiti del sabato 28 luglio.
Cinque giorni possono essere tanti, ma possono essere anche maledettamente pochi, è una situazione imprevista ed imprevedibile, bisogna agire in fretta e senza tanti clamori, il tempo scorre veloce.
Pino analizza i possibili scenari:
-Jennifer avrebbe potuto rivolgersi ai vigili urbani, i quali, visto lo stato delle cose avrebbero chiesto al Sindaco un decreto di inagibilità dell’alloggio per motivi sanitari, ergo la stagione di locazione dell’immobile sarebbe stata compromessa, ergo Pino avrebbe dovuto restituire tutte le caparre dei prossimi inquilini, da li a settembre.
-Jennifer ha scelto la via amichevole e tutto sommato meno dolorosa per il gestore, il quale, nonostante il disagio patito dagli inquilini, ci ha rimesso solo il 50% della settimana. In fondo la famiglia americana poteva andare in un albergo di classe superiore e farsi pagare da Pino i restanti giorni di vacanza.
-Rimane da debellare il topo, e mancano cinque giorni all’arrivo dei prossimi inquilini, sono tanti, sono pochi? E se non ci riuscisse, che dovrebbe fare con i nuovi ospiti? Chiamare e spiegare loro che, per motivi di causa maggiore, il locale non gli potrà essere affittato? Come reagiranno? Vorranno la semplice caparra indietro o la vorranno doppia per inadempienza contrattuale? Si rivolgeranno ad un avvocato e chiederanno, oltre alla caparra doppia, i danni patiti per mancata vacanza? Chiederanno un albergo di classe superiore?
Questi pensieri gli balenano nella mente nel tragitto che lo porta verso il ferramenta, dove acquista delle esche fresche per topi, scegliendo le migliori e le più appetibili.
Tutto trafelato si reca al monolocale, dove c’è un tanfo irrespirabile di pipì di topo, misto alla calura, che rende l’aria nauseabonda.
Pino sparge quasi tutto il contenuto (venti esche) in tutti gli angoli della casa e poi sbarra la finestra e la porta, e prega che l’ospite abbia tanta fame. Inoltre piazza tre cartoni spalmati di vischio con al centro del formaggio, in modo che il topo, se non dovesse mangiare le esche rimarrebbe intrappolato nel vischio.
Ovunque si vedono feci e segni del passaggio della bestiolina, che inizia a sentirsi padrona del locale.
Quella sera Pino si sente niente affatto tranquillo, ma forte del fatto che le esche faranno effetto riesce a prendere sonno.
Il martedì mattina, alle 07.00 non resiste alla tentazione di vedere se l’animale abbia abboccato e si reca in visita al locale.
Nulla: le esche sono li, intonse!!!
Il vischio? Su tre trappole la bestiola ha scelto solo quella più piccola ed accessibile, ha mangiato i cubetti di formaggio ed ha lasciato a ricordo ed a ringraziamento urine e feci, ed un biglietto con su scritto “tutto buono, razioni ridotte, pregasi abbondare”.
Pino comincia a preoccuparsi: il topo è abbastanza grosso da riuscire a liberarsi dal vischio e molto furbo, inoltre ha capito che le esche non sono caramelle innocue e non le ha minimamente toccate.
Accidenti, le cose prendono una piega imprevista…..un animale troppo furbo ed intelligente, e soprattutto non desideroso di farsi prendere.
Nel pomeriggio Pino chiede aiuto ad un amico, il quale si dichiara pronto, veloce ed abile ad acciuffare il roditore a colpi di scopa.
Si chiude da solo nel locale ed inizia la lotta.
Mezz’ora di urla, botte, colpi di scopa, tanto casino e…..nulla. Vince il topo.
Pino si reca allora al consorzio agrario a chiedere lumi sul da farsi. Le risposte non lo consolano, purtroppo i topi, se grossi, sono molto resistenti ai veleni e possono occorrere giorni per vedere qualche effetto. Gli consigliano di mettere delle esche al grano ed una trappola classica.
Fatto, Pino posiziona i nuovi acquisti, speranzoso che succeda qualcosa.
E’ mercoledì, la casa è ormai regno incontrastato del ratto, è sporca di peli lasciati qua e la, a causa del vischio, e fradicia di urine e di feci. Inutile dire che i nuovi acquisti sono stati snobbati dal topo.
Pino chiama un altro amico, che fa il muratore e che promette un intervento risolutore nel pomeriggio.
Nel frattempo il topo ha rimosso delle esche e le ha nascoste (incrociamo le dita…).
Benito, il muratore, arriva alle 17.00, armato di bastone e di scopa di saggina. Sposta i due armadi, sotto i quali c’è un incavo in cui trova rifugio il roditore e li ribalta, così da non dargli altra possibilità che di nascondersi dietro l’angolo cottura (il frigo ad incasso ha uno spazio intorno al motore idoneo a nascondersi, così pure sotto il lavello il sifone è un ottimo appiglio). Purtroppo l’angolo cottura si può spostare solo di 20 cm, limitando la libertà di azione, perché non è possibile staccare i flessibili che portano acqua al lavandino, in quanto il monolocale condivide il contatore con altri tre locali e chiuderlo vorrebbe dire privare gli altri due dell’acqua corrente.
Mezz’ora di urla, botte, colpi di scopa, tanto casino e…..nulla. Vince il topo.
In più il “professionista” esce fuori impaurito, bianco in volto, esclamando ad alta voce come una gallina: “quello è velocissimo, fa salti di tre metri, è imprendibile, non è un topo normale, è un ratto di fogna, se mi morde mi manda al creatore!!!!!!!!!!!!!”.
Pino vorrebbe strangolare Benito………..
Ed arriva giovedì…………il tempo è tiranno ed il conto alla rovescia continua, accorciandosi. Mancano 48 ore all’arrivo dei nuovi clienti e la situazione è tutt’altro che risolta, l’inquilino indesiderato non ne vuol sapere di sloggiare e reclama il possesso del monolocale.
Alle 07.00 di mattina Pino si reca alla casa e vede il ratto acrobata arrampicarsi sul cassettone della tapparella, ma perché?
Detto fatto chiama un altro amico, Alby, a cui chiede un intervento.
Il terzo amico arriva nel giro di mezz’ora, esamina la situazione, cerca inutilmente il topo in tutti i possibili nascondigli ed esclama: “il topo se n’è andato, si è arrampicato sul cassettone dove c’è una feritoia” ed indica a Pino la probabile via di entrata e di fuga del roditore, “la cosa che possiamo fare è sigillare bene questa feritoia che si è formata in seguito al cedimento del cassettone, onde evitare future spiacevoli intromissioni”.
Pino si sente rincuorato, sistemano il tutto e per precauzione inondano il monolocale di ammoniaca pura, se c’è qualche bestia deve uscire allo scoperto. Nulla: il topo pare sia uscito di sua spontanea volontà.
“Bene, benissimo”, pensa Pino, “abbiamo ottenuto lo scopo senza spargimento di sangue”
Nel pomeriggio fa venire due donne delle pulizie e fa ripulire e sanificare la casa da cima a fondo, ogni centimetro quadrato deve essere igienizzato e sterilizzato.
Una delle due donne, non sapendo che sotto il lavello c’era dell’ammoniaca stagnante, sparge candeggina cruda: errore madornale, si forma una nube tossica che irrita le vie aeree, gli occhi, e scappano tutti in preda agli starnuti ed ai conati di vomito.
Se mai ci fosse ancora una bestia in casa non potrebbe resistere a quella guerra chimica.
Si, il topo se n’è proprio andato.
E’ la sera del giovedì, la casa è pulita, sgombera, tutto è come e anche meglio di prima, l’incubo è finito.
Pino si concede una gita in bici per stemperare la tensione e per rilassarsi.
La notte riesce a dormire senza sonniferi, tanto è stanco e sfinito.
Il mattino dopo, il venerdì, fa un giro per sincerarsi che sia tutto in ordine, la casa profuma di pulito, i tessuti sono stati lavati e disinfettati, tutto risplende.
Senonché dietro ad una sedia Pino nota una macchiolina, microscopica, quasi impercettibile. Prende uno straccetto bianco, la toglie e si accorge che………E’ MERDA DI TOPOOOOOOOOOOOOO.
L’incubo non è finito!!!! Noooooooo, la casa è stata tutta lavata e profumata, e l’ospite è ancora li, vivo, vegeto e defecante…………
Stavolta è una sfida personale: o Pino o il topo, e Pino lancia l’urlo di battaglia.
Va in cantina e prende una torcia, torna ed ispeziona ogni centimetro quadrato, sposta i mobili, tappa tutte le feritoie, gli accessi, le vie di fuga, esamina con uno specchietto il retro di tutti i mobili e dell’angolo cottura, nulla……….per ultimo toglie lo zoccolino del lavandino, si china, illumina li sotto e lo vede, è lui, il topone rannicchiato immobile all’angolo, con gli occhi che brillano, illuminati dalla luce della torcia.
Pino lo punta, chiama al cellulare Alby e gli urla (dopo averlo apostrofato per bene) di venire immediatamente, sennò avrebbe ammazzato prima lui e poi il topo. Alby promette un arrivo in tempi rapidi, non prima di essere passato da casa a prendere il fucile da sub.
Pino si siede e punta il suo nemico, non lo molla un secondo, anche se l’attesa non è breve. L’amico appare dopo circa un’ora dalla telefonata (si trovava a lavorare distante), si china, arma il fucile, prende la mira e, da una distanza di 50 cm, spara. Primo colpo; cilecca. Lo riarma, mentre il topo, chissà perché, forse sotto l’effetto del veleno, rimane immobile, Alby spara una seconda volta: ancora cilecca.
“Alby!!!!!” grida Pino trafelato “non lo puoi mancare da così vicino!!!!!”
Pino urla, rivolto al topo, parafrasando Clint Eastwood: “coraggio, fatti ammazzare!”
L’amico arma il fucile per la terza volta, prende la mira, spara. Uno squittio di dolore significa che il topo è stato preso ed ucciso. Era bello grosso. Alby lo tira fuori e, per sicurezza, lo trapassa con un coltello.
E’ veramente la fine di un incubo.
Nel pomeriggio le donne delle pulizie tornano a rifare la disinfezione totale dei locali (facendo attenzione a non mischiare candeggina e ammoniaca). Lenzuola e tessuti vengono fatti rilavare.
Lo stato di allerta finisce.
Pino chiama gli amici gestori di bed & breakfast e li ringrazia della loro disponibilità, ma le camere per un eventuale trasbordo dei nuovi clienti non servono più (a loro non ha detto il motivo, onde evitare che si spargesse la voce).
Il giorno dopo, sabato 28 luglio 2012 i nuovi occupanti ammirano la casa tutta linda e pulita, che profuma di igiene profonda.
Per Pino è la fine di un incubo durato cinque giorni.
Morale: ………………………….
Invito i lettori che hanno avuto la voglia e la pazienza di leggere tutto il racconto a fornirmi la loro morale.
Tony1






possofartidiventarericco

Bel raccontino della domenica… morale: “non sottovalutare il tuo nemico”
Comunque, forse, sarebbe bastano un semplice gattino
ops, leggasi …”bastato”…
@Massimo
Giusto: mai sottovalutare il tuo nemico, chiunque esso sia.
In quanto al gatto Pino ci ha pensato dopo, magari tutto si sarebbe risolto più velocemente.
Massimo ma il gatto sarebbe dovuto essere di campagna per affrontar un ratto, ormai quelli domestici son abituati ai croccantini ed alle coccole domestiche ! ! !

LuiLà
Come dicono gli Eschimesi (ma anche cinesi e maori ) :chi fa da se fa per tre !Molte volte affidarsi ad addetti ai lavori non risolve i problemi , e’ sicura solo la parcella da pagare . E’ il caso di imparare ad autogestirsi in piu’ campi (anche a cambiare le lampadine da se P.S. Grazie per questi minuti di svago ,e’ stato divertente ; e per non aver scitto una telenovelas a puntate
@Euruccio
Grazie Euruccio.
Infatti Pino ha provato a contattare delle ditte specializzate e sai che gli hanno detto?
“Mettiamo delle esche e aspettiamo”
“Quanto?” gli ha chiesto Pino
“Mah, dipende, giorni……”
Bisogna sapere sempre autogestirsi, in qualunque situazione.
Ciao
ho avuto un problema di topolini.
X un pò il nostro Clint Eastwood si è chiamato “John” , 5 kg di Maine Coon Arancione…. un terminator, ne fece fuori 6… più altri “misteriosamente” scomparsi.
@Superdidiota
Hai avuto un gran gatto, oserei dire una tigre.
Dicono che quelli rossi siano molto adatti alla caccia.
Non tutti i gatti sono bravi cacciatori, a volte ci sono dei pantofolai.
.@Tony1 . ci voleva la mia Bianca.specializzata in caccia a roditori-lucertole-serpentelli..uccellini implumi.. .. ci voleva anche del cioccolato sulle trappole anzichè del formaggio…neanche i topi son più quelli di una volta!!
morale: grande o piccolo che sia il nemico è sempre nemico. da non sottovalutare.. buona domenica
@Angela
Vero: il nemico non va mai sottovalutato, grande o piccolo che sia.
Vuoi dire che i topi hanno cambiato gusti? Si sono assuefatti ai nostri cibi?
Buono a sapersi.
Prossima volta dirò a Pino di farsi prestare la tua Bianca.
Ciao.
@Tony1 ..vero…l’ho sperimentato personalm.il cioccolato con esseri della stessa famiglia di roditori..ma grandi come un cane… o cioccolato o mela..credimi!!
@Angela
Ho un problema in cortile: ci sono in giro dei topi.
Ho messo delle esche avvelenate in alcuni punti.
Hai qualche suggerimento per una derattizzazione veloce ed efficace?
@Tony1 nooo esche avvelenate..non fanno effetto immediato ,non riesci a sapere se il mouse l’ha mangiata lui o qualche bel gattino(come ha fatto la mia Bianca mese scorso e quasi ci lascia lei il pelo).prova con pezzetti di cioccolato fondente.. circondato dal vischio………
weeeeeeeeeee.. ma qui è un blog di consulenza per dvnt ricco o di derattizzazione ??…ahhahaha
@Angela
Il vischio va bene per topi piccoli, quelli grossi lo usano per fare la ceretta.
Tranquilla: ho messo delle protezioni antigatto. Possono accedere solo i topi.
Ciao.
,,bè allora in questo caso ti presto le mie gabbie cattura “”castorini naturali”"compreso di cioccolato e mele…
A occhio darkman ci avrebbe fatto 6 puntate…
DINO!!!
Ah! Ah! Ah! DARK sta rieditando il racconto del TOPO con un presequel, un sequel, una serie INFINITA di puntate (stile beautiful) ma in modo particolare IL RITORNO DEL TOPO (bestseller, e ai primi posti delle clessifiche)!!!!
GIA’ LO VEDO… Il DARK.. E’ lì, chino e curvo sul PC a scrivere e a riscrivere, bozze e correzioni si sprecano… E sta meditando di buttare giù una scenografia per una versione teatrale…
Scava e gli viene in mente la storia del PIFFERAIO MAGICO…
Ma questa storia mi sembra già di averla sentita…
TONY1!!!
Che storia incredibile!!!
Non vi racconto più niente. Ingrati.
non te la prendere dark…..se ti va male come consuente hai una carriera come scrittore/sceneggiatore..
doppio LOL
Dai che sei il fenomeno editoriale dell’estate 2012.
@RCF
Storia incredibile, ma chi l’ha vissuta sulla propria pelle ha dovuto, suo malgrado, crederci.
@Dino
Infatti io odio i racconti a puntate.
LOL
Stra-quoto!!!
Con il topo Darkman faceva piu’ saghe di harry potter!
Perseverare, dare sempre per scontato che ciò che dai per scontato sia sbagliato, soprattutto se sono gli altri a scontarti le cose.
Avere pronta una seconda e terza possibilità per l’affare in corso.
Il topo compie scelte non razionali, come l’imprenditore con i creditori alla porta, e molto spesso è difficile farlo uscire dalla tana che gli garantisce un destino nefasto, nonostante la consulenze siano concettualmente corrette.
@Alemoto
Il topo é un esempio di quanto un nemico possa essere astuto, furbo ed intelligente.
Lui parte avvantaggiato perchè il suo modo di vivere é quello li, é guardingo, sfrutta tutte le possibilità, non se ne lascia scappare nessuna.
Può vivere con poco come in abbondanza, si adatta a tutte le situazioni, riesce quasi a rendersi invisibile, é silenzioso, muto, guardingo.
La sua é una sfida.
ALEMOTO!!!!
Hai tratto dalla storia del TOPO Ottime riflessioni e considerazioni.
BRAVO!!!
@RCF
Concordo.
Dall’enfasi sembrava che fosse una grande bestia ferocissima
piu’ che un topo. Scherzo……Bel racconto.
ciao a tutti
@Roby T.
Il topo non é feroce ma può fare più danni di una belva feroce.
Grazie.
Ciao.
Ecco la morale. La prossima volta, tanto vale che chiami direttamente lui:
http://img163.imageshack.us/img163/3775/gattoeg.jpg
@DarkMan
Non ho mai visto un gatto col fucile (con la pistola si, però)
He he….
Ah ah ah ah
http://www.youtube.com/watch?v=4l7FORyXzyY
danke, da queste teorie alla pratica, dopo che faccio capire ai neuroni che la zona di confort è una landa sconfinata dove scorrazzare liberamente o che la stessa è un’illusione geografica come l’isola che non c’è.
Roby, se un topo salta 3 metri non sappiamo se è ferocissimo, ma sicuramente atletico, e per di più astuto come una faina… ma pure grande come una faina
@Alemoto
Vero: il topo ha una struttura fisica particolare, snello, leggero, scattante, può arrampicarsi ovunque, é adattabile ad ogni luogo e situazione, si può infilare in ogni pertugio perchè ha le cartilagini fatte apposta.
Un miracolo della natura (non certo per noi umani)
Mi hai fatto venire in mente un ottima idea per risparmiare un sacco di soldi per le prossime vacanze…Il prossimo anno mi affitto villa con piscina sul mare per 15 giorni e poi a 2 giorni dal termine ci infilo dentro una bella pentegana. A quel punto ne ne andro’ senza pagare e il proprietario mi ringrazierà pure che non lo denuncio ai vigili….
@Dario
Sei diabolico.
Occhio però, la pantegana potrebbe rivelare tutto e metterti nei guai.
Non le conosci le pantegane, sono viscide, sporche, schifose e doppiogiochiste.
Dipende da chi offre loro di più, é una mera questione di vil denaro.
Bravissimo Dario !!! Pensavo la stessa cosa
Il problema sarebbe portarsela dietro in vacanza. Ciao
@Roby T.
Occhio che le pantegane emanano un brutto odore.
E fanno tanta cacca….
Ciao Tony1,
anche tu non scherzi nel modo di raccontare le storie, qui si stanno scoprendo una miriade di talenti letterari…
Per quanto riguarda il topo posso dire che finchè è riuscito a gestire le sue scorribande a modo suo è riuscito a condurre il gioco, era il più forte, ma quando ha trovato pane per i suoi denti si è rinchiuso nella sua zona di comfort, sotto il lavello, ed il risultato è stato quello di lasciarci la pelle.
Parafrasando, possiamo dire che è la storia di molti individui che rimangono fermi nel loro modo di fare, pensare ed agire, non cercano di adeguarsi al variare delle situazioni, con il risultato finale di soccombere.
Un saluto.
@Tiberio
Grazie, mi piace scrivere (ma non a puntate……grrrr, ho sempre odiato i racconti a puntate…..)
Ottima riflessione.
Il topo ha retto finché ha potuto, ma la controparte non avrebbe mai ceduto.
Non mollare mai, prima o poi la situazione evolve a tuo favore.
Ottima considerazione dello stato di comfort che ti porta alla morte se non immediata, lenta e straziante ! ! !

LuiLà
la morale? quando il gatto non c’è i topi ballano!!!! con un bel gatto si sarebbe risolto tutto in modo veloce ed ecologico, se Pino non lo aveva poteva chiederlo in prestito. Quando ero piccola e ancora non avevo gatti in casa, una volta mia madre svegliandosi di notte vide un topino…chiamò la vicina alle 3 del mattino(mi ricordo ancora la telefonata isterica…per me invece il topino era un animale tanto carino causa eccesso di cartoni animati) per chiedere in prestito la gigia(gattina di oscuri natali ma molto sveglia) e il topo venne catturato in meno di mezz’ora. Sempre meglio rivolgersi ai professionisti(gatti!)
@Maria
Giusto, ottimo suggerimento.
Dirò a Pino, dovesse risuccedere, di cercare un gatto sterminatore.
Forse si sarebbe concluso tutto molto velocemente.
Pino ha scelto la strategia sbagliata, evidentemente.
Proprio vero: i vecchi rimedi sono i migliori.
Ciao
Grazie Tony per il racconto. Lasciate, per un attimo, che spezzi una lancia in favore del Topo… In questo blog prendiamo la sua corsa, nella ruota, come l emblema del lavoro usurante, minimamente retribuito di colui che vende il proprio tempo avendo un riscontro economico risibile…
Con il suo squittio finale, il cui eco rimbomba ancora, ha urlato il suo orgoglio di ratto al mondo, un essere che ha lottato strenuamente una guerra impari.
Questo Topo, invece, riabilita e ribalta la concezione negativa. Questo figlio di roditori tiene in scacco per 5 giorni una pletora di terminator, riesce a salvarsi da innmerevoli trappole ed esche, riesce a fare salti di 3 metri e alla fine soccombe solo quando il nemico usa un’arma non convenzionale. NOTA: guai ad usare un fucile subacqueo fuori dall’acqua, meglio un lanciafiamme o un bazuka
ODE AL TOPO!
@Gian Luca Gingo
Si, il topo merita rispetto, anche se si tratta di un animale poco amato e molto mal visto da noi umani.
Pino gli ha attribuito gli onori di guerra, perchè comunque ha lottato strenuamente per difendere il suo diritto alla vita.
La vita é un bene prezioso, per qualunque essere vivente, e non va minimamente disprezzata.
Affitto gatto! Abito al secondo piano per cui di topi non ne vedo, ma resti di gechi e lucertole a testimonianza della sua bravura di cacciatrice ne ho trovati più di una volta…………
@Claudio
Stai basso coi prezzi
Povere lucertole e poveri gechi……
Che storia incredibile!
@Giu Tor
Incredibile, ma è accaduta veramente.
E’ uno di quegli imprevisti che capitano senza preavviso, e quando capitano so’ cazzi…..
Vedi, siamo sempre in guerra, e quando abbassiamo la guardia ecco che succede quello che non ci aspettiamo….
scommetto un caffè che quel Pino lo conosco….
@Francesco
Mi sa che perderei la scommessa, ergo dovrei offrirti il caffé.
Magari a Portovenere, vista porticciolo.
Vieni una sera su nel Tigullio, che che ce famo du spaghi.
Ciao
BUON GIORNO A TUTTO IL BLOG !!!!!
OGGI PER ME E’ UN GIORNO DI BILANCI DI VITA, HO RAGGIUNTO LA SOGLIA DEI 50 ….. sigh, sigh…
DICIAMO CHE FIN QUI CI SIAMO ARRIVATI, ORA BISOGNA PENSARE AL FUTURO, QUEL FUTURO CHE DOVRA’ ESSERE RISCRITTO PER EVITARE DI FARE LA FINE DEL TOPO NELLA STORIA.
DIAMOCI DA FARE INSIEME E CERCHIAMO DI AIUTARCI TRA DI NOI, COME NELLA GRANDE SQUADRA DI CUI PARLIAMO, MI RACCOMANDO !!!
Concordo pienamente con te Tiberio. Anche per me il mese di agosto é tempo di bilanci,dedicheró un paio di giorni a pianificare il futuro. Ormai é diventato un piacevole appuntamento. FACCIAMO SQUADRA!!!
Coraggio Tiberio, io li ho fatti a giugno… Nell’occasione ho comunque avuto i tuoi stessi pensieri semitristi circa i bilanci di vita che, purtroppo, non sono sempre in attivo…
Comunque, tanti auguri di cuore e… sursum corda!
Ciao Tiberio ne approfitto per farti i miei auguri.
L’unione fa la forza! Confermo!
…Tiberioooooooooooo.. ho preferito farteli su fb gli auguri…sinceramente col titolo di quest’articolo non mi andava………………….
dai dai che il bello deve ancora venire…….ciao ragazzo
Tanti Auguri Tiberio anche da parte mia !!
@Tiberio50
Come scrissi in un altro post, per te finisce il libro dei primi 50 anni ed inizia la scrittura di quello dei secondi 50…..
Inizia un’altra vita.
Chissà che….
Auguroni Tiberio e concordo con te, assieme siamo una grande squadra.
Un ringraziamento a tutti Voi che mi avete fatto gli Auguri, molto graditi.
Oggi inizia un nuovo percorso, come ieri mi ha detto un amico, azzeriamo il contachilometri e ripartiamo da zero.
Un saluto a tutti.
Tiberio dopo averti fatto gli auguri su FB te li rinnovo qui e son certo che tutti insieme con i nostri bilanci personali son certo ne verremo fuori tutti Win-Win-Win

LuiLà
Quoto e rinnovo gli Auguri. Ciao Tiberio!
..se posso permettermi da darti un consiglio Tiberio.. da adesso non contare più i tuoi anni…
Questa storia mi ricorda un detto di qualcuno: insisti e resisti!
@Sebastiano
Vero, mai cedere o pensare di non farcela.
Il nostro nemico è furbo, astuto, imprendibile?
Impariamo da lui, studiamolo, cerchiamo il suo punto debole.
Insistiamo e resistiamo.
Non m’è mica piaciuta tanto sta storia Tony!
Io sono per le situazioni win-win sopratutto quando ci sono di mezzo degli animali. Addirittura sparare al topone!? No no…non si fa…
Andando fuori tema e parlando di trading, che è meglio, che ne dite di queste giornate nella settimana ferragostana? Lo so che i volumi sono bassi, le mani fotti, ecc.. Ma i trend ci sono: oggi addirittura una trentina di pips su euro dollaro forex, tante belle situazioni sul minifib. E così venerdì scorso e il giorno prima. Chi sta facendo qualche trades?
Io…
http://goo.gl/f3wTl
@Davide G. Dayal
Vero, hai ragione.
Una vita é una vita, a prescindere.
Ma Pino doveva scegliere, non aveva altre possibilità che di prenderlo morto.
Spiace, ma é così.
Mors tua, vita mea….
Ma si parla ancora di trading in questo blog?
Ma dai Davide non esageriamo, un topo è un topo è cosa vuoi fare mettergli anche una cuccia e portargli da mangiare tutti i giorni?
Capisco che tu la possa vedere in questo modo Giampaolo. Ti definisco il mio pensiero, non per indottrinare nessuno ovviamente, ma solo per evidenziare che esiste questa impostazione ideologica: io sono animalista antispecista, cioè oltre a provare particolare empatia nei confronti dei non umani, rifiuto l’idea che esista una specie superiore che si arroga il diritto di disporre a piacimento delle altre. Tutti gli esseri viventi hanno lo stesso diritto di abitare questo pianeta. L’uomo deve limitarsi a convivere con le altre specie, senza sfruttarle e deve estendere il suo civile comandamento “non uccidere” a tutti gli esseri viventi. Un topone, anche se è brutto ( e noi siamo spaventosi per lui) e fa impressione, per me ha il suo pieno diritto di cittadinanza in questo pianeta.
Un saluto e buon lavoro
Concordo sul diritto di cittadinanza come dici tu, io stesso faccio accomodare vari insetti e animaletti fuori dalle finestre di casa mia senza toccarli, ma tu che avresti fatto in questo caso? Avresti cercato di mandarlo fuori vivo magari ma la situazione andava risolta, un topo come quello sai quante malattie può portare.
Se domani capita in casa tua che fai te lo tieni come animale domestico? Giusto per curiosità.
No no per carità, non lo terrei come animale domestico, ma nemmeno ucciderlo è un’opzione. C’è sempre una seconda strada, dai…
@Davide
Quello che dice Giampaolo é condivisibile al 100%.
Pino non aveva scelta, non c’era verso di acciuffare l’animale vivo, men che meno di farlo entrare in una gabbietta per poi liberarlo in aperta campagna.
No, la soluzione era una sola.
Col senno di poi, e con le risposte dei lettori, un gatto avrebbe risolto tutto velocemente ed ecologicamente (non puoi proibire ad un gatto di cacciare un topo, sarebbe come proibire ad un leone di cacciare una gazzella), senza tanti patemi d’animo e senza tutto quel casino.
Tra gli animali ci sono animali “buoni” ed animali “cattivi”, per cattivi intendo quelli che più si sono adattati alle condizioni di vita più insane ed estreme, ovvero piccioni e topi, che creano problemi di convivenza con noi umani.
Prendaimo te, per esempio: eserciti la professione di dentista (se non ricordo male) metti che un topo riesca ad entrare nel tuo studio, che fai? Cerchi di prenderlo amichevolmente, sperando che i tuoi pazienti,accorgendosene, chiudano un occhio? Mmmmmm……. se i tuoi pazienti dovessero accorgersene stai tranquillo che inizierebbe subito un putiferio ed un tam tam negativo per te e per il tuo studio. Uscirebbe un bell’articolo sulla stampa locale e tu avresti chiuso, almeno per un bel pezzo.
Ti racconto cosa mi disse un caro amico, primario di Anestesia e Rianimazione in un grande Ospedale: “Un giorno un topo ce lo trovammo in reparto, dovemmo agire in fretta, senza clamori e senza far trapelare nulla, dovemmo fare in modo che i parenti dei pazienti non se ne accorgessero perchè altrimenti il reparto sarebbe stato chiuso dai NAS dei Carabinieri e sarebbe scoppiato un casino enorme, tanto per cambiare, perché la Sanità é nel mirino dell’opinione pubblica, pronta a dimenticarsi i milioni di casi quotidiani andati a buon fine ed i pochissimi casi di malasanità. Mettemmo esche ovunque, trappole, vischio, mobilitai tutto il personale medico e paramedico del reparto. Fu una lotta dura, ma dopo quattro giorni lo trovammo stecchito sotto ad uno scaffale”.
Caro Davide, a volte certe decisioni vanno prese e basta, per ragioni che superano qualsiasi barriera etica e di coscienza.
Euro dollaro: doppio rimbalzo sulla R1, entrato short a 1.2380. Vediamo come va…
Lo stop loss era a quota 1.2390 e take profit al contatto con la MA 14. Beccato il take profit a 1.2368, due punti sopra la media. 12 punti di gain.
Bel trade Sebastiano. Io ho fatto un long a 1,2361 alle 9,00 circa, su grafico orario ma sono stato stoppato osservando la posizione sui 15min. In pratica ho chiuso in pari un trade che, avendo un po’ di pazienza, poteva dare una piccola soddisfazione. Se avessi seguito solo il grafico orario sarei rimasto dentro…
Credo, e chiedo anche la tua (e vostra opinione), che seguire un trade a un time frame inferiore è ottimo perchè riduce il rischio, ma espone a una prematura uscita. Direi che sarebbe opportuno chiudere solo parte della posizione al segnale del tf inferiore e mantenere l’altra parte in attesa dell’eventuale stop al tf di entrata.
Davide, che segnale hai utilizzato sul tf orario per entrare long a quell’ora? Circa la gestione dell’operazione, se entro con un contratto, io fisso sempre un target predefinito e aspetto che venga preso. Se gestisci l’operazione su TF brevi (5 – 3 minuti) è normale che i falsi segnali di uscita sono più frequenti. Io considero sempre che ul sottostante come euro fx ha margini medi di spostamento che si aggirano sui 10-12 punti. Se il mio trade non va doce dico io per almeno 10-12 punti di gain, non metto mai in pari, perchè è facile che torni indietro prendendo lo stop e ripartendo verso la destinazione prefissata.
Cerco sempre il trend e il segnale quella mattina me lo aveva dato la rottura del massimo relativo a 10-13 barre precedenti. Nella notte spessissimo si verifica una congestione di prezzi la cui rottura da spesso segnali di un trend in formazione. Il trend che si era formato era ridicolo ma un piccolo profitto lo dava…
Tony arrivo un po lungo causa vari impegni di questi gg.
La storia mi é piaciuta molto oltre che piacevole da leggere ci ho trovato anch’io una morale che ho sperimentato già più volte. Il nostro controllo nelle cose è sempre fondamentale, al di la dell’ esperto di turno che magari ci vuole, il nostro controllo ci deve essere.
@Giampaolo
Grazie Giampy per il tuo contributo.
Si, vero, il nostro controllo ci deve essere, sempre, a prescindere.