Collegati (solo per amministratori)
Avevo da poco avuto il mio primo figlio. Quando nacque, l’ostetrica si preoccupò, perché non fece un gemito. Nemmeno alla prima sberla sul sederino. Rimase impassibile.
In realtà, stava dormendo, tanto era tranquillo.
Quando mia moglie riuscì ad averlo in braccio, lo riempì di baci e abbracci.
Per fargli il bagnetto, dovettero strapparglielo dalle mani.
Quella volta mi commossi proprio perché capii che Antonella lo aveva tanto desiderato e che erano già passati cinque anni abbondanti da quando ci sposammo. Mi piacerebbe molto descriverti la scena, ma ancora oggi, non riesco a trovare le ↓ Continua a leggere… Read the rest of this entry…
Con l’ausilio di questo imprenditore di Treviso, dal quale ho anche imparato molte delle citazioni in latino che ogni tanto favello, mi rimisi in sesto, ma sempre al livello di un dipendente.
Hai visto che, durante una giornata di 24 ore, riuscivamo a produrre per 40 ore. Il resto era dedicato al riposo.
Il furgone F12, era diventato la nostra casa e quando non era occupato dai giornali che andavamo a consegnare, potevamo stendere i sedili e trasformarlo in un ↓ Continua a leggere… Read the rest of this entry…
Non vedevo Antonella da almeno due anni, si era licenziata perché aveva vinto un concorso nella allora Amtur, la società dei trasporti della provincia di Rovigo. Il classico posto fisso alle dipendenze di un ente pubblico.
Per chi era cresciuto in una famiglia come le nostre, un posto del genere, equivaleva ad aver vinto una lotteria.
Verso i primi di Aprile di quell’anno, Antonella mi parlò di una agenzia che suo fratello stava per aprire. Era un grafico pubblicitario, dato che aveva studiato all’istituto d’arte e mi disse pure che magari avrebbe avuto bisogno di qualcuno che seguisse la parte ↓ Continua a leggere… Read the rest of this entry…
Perché sono stato così scemo?
Avevo un lavoro come saldatore, un bel posto fisso, le mie belle otto ore al giorno. Se lavoravo al sabato, mi prendevo lo straordinario.
Perché sono stato così scemo?
Avevo messo in piedi una bella aziendina. Potevo gestirla al meglio e non ritrovarmi mai in una ↓ Continua a leggere… Read the rest of this entry…
Il fallimento, dipende dai punti di vista, può essere considerato una sconfitta umiliante, oppure una grande scuola di vita.
Quando a fallire fui io, ventisette anni fa, si trattò di una cocente delusione e di un grande momento di sconforto.
Devo dirlo, la delusione non scaturiva dalla repentina caduta in basso senza nemmeno un soldo in tasca per mangiare, ma da quella che poteva ↓ Continua a leggere… Read the rest of this entry…
Desk anche in Italiano
DisclaimerAggiornata 25 febbraio 2013
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